Oh oh... sono mamma!

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Utente: madainoncicredo
Una che a 40 anni si è trovata una "lenticchia" nella pancia, a 41 è diventata mamma, a 43 si è sposata, e ancora non ci crede!
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mercoledì, 16 settembre 2009

Oggi tiamo a casa?

Come temevo, stamane è andata meno bene di ieri...

Già appena alzato, Gabo ha fatto un capriccio assurdo (li fa molto di rado) perché voleva il latte rimasto nel biberon di ieri sera, che ovviamente ho subito buttato, e ha rifiutato il bibe nuovo... che ha bevuto soltanto guardando i cartoni in tv, e sul divano.

Poi mi ha chiesto: "Oggi tiamo a casa?". Gli ho fatto notare che pioveva forte e che chiuso in casa si sarebbe annoiato, ma non mi è sembrato convinto.

Al momento di uscire, altro capriccio assurdo, perché voleva vedere ancora i cartoni: "Ancoa uno!", ha detto dopo averne visti un paio aggiuntivi rispetto alla tabella di marcia... Al che, ovviamente, ho dovuto cominciare a vestirlo per uscire un po' di forza, così apriti cielo: pianti, urli, sdraiato a terra batteva pugni e piedi. Ho cercato di consolarlo e di farlo ragionare, poi ho aperto la porta di casa e a quel punto mi ha seguito, ma voleva stare in braccio e mi ha chiesto di stringerlo forte, "tetto tetto". Poi si lamentava: "Male bocca", tanto che temevo vomitasse sul pianerottolo... Poi la crisi è rientrata.

Arrivati a scuola, è entrato un po' mogio e si è messo a giocare con una gru.

Credo che sia tutto normale: ha capito che la scuola non è una tantum, ma la routine. E, ovviamente, fa resistenza. Alle 13 lo vado a prendere e temo che non mi diranno "tutto bene" come ieri, anche perché è costipato e già ieri sera aveva mal di pancia.
Saranno lunghe, queste ore... per me e per lui.


Aggiornamento alla fine del secondo giorno

E' andata meglio del previsto. Circa.

Nel senso che quando sono entrata in sezione a prenderlo stava giocando con una bimba e una maestra e mi ha fatto un sorrisetto, però non si è avvicinato. Allora mi sono mossa io e lui... si è messo a piagnucolare dicendo "nonnaaaa"! Insomma, si aspettava che arrivassimo assieme a prenderlo, io e la nonna, come ieri, e ci è rimasto male a vedermi da sola...
Mio figlio è decisamente poco mammone. Sgrunt.

Comunque si è calmato subito e mi ha fatto vedere un cartellone a forma di scuola con tanti personaggi di Disney attaccati, e indicando Topolino mi ha detto: "Quetto l'ho messo io!". E così Topolino è il suo simbolo alla scuola materna. La maestra mi ha riferito che oggi ha mangiato un po' di pane tocciandolo nei piatti e non mi ha segnalato altro. Mentre andavamo alla macchina, gli ho chiesto cosa avesse fatto a scuola, e lui, con tono un po' scocciato (come per dire "ma che domande stupide mi fai?"): "Tanti giochi!". Quindi l'ho portato a casa, dove ci aspettava la nonna, e sono tornata al lavoro.

Il vero problema si è presentato più tardi, ma credo che sia indipendente dalla nuova esperienza scolastica. Dopo vari e lunghi tentativi per addormentarlo (e qui la novità della scuola di sicuro c'entra), dopo appena dieci minuti di nanna si è svegliato: "Nonna, ho fatto la c@cc@!". Purtroppo capita piuttosto spesso che la faccia nel sonno, nel pannolino... E dopo non c'è stato più verso di farlo dormire.

Immaginavo che stasera sarebbe crollato di stanchezza... macchè! C'è voluta una lotta di mezz'ora per convincerlo ad andare a letto, con pianti calmati solo dalla nostra magica ninna nanna dell'omino del sonno, e gli ho dovuto tenere la manina a lungo.

Di sicuro, in appena due giorni di scuola materna ho notato un notevole progresso nel linguaggio, con frasi articolate e parole di tre sillabe. Chissà, forse era semplicemente arrivato il momento giusto. O forse è proprio l'ambiente che è più "intellettualmente stimolante" rispetto al nido...
giovedì, 04 giugno 2009

Doppio paxabel

Ieri visita da un pediatra gastroenterologo per la stipsi cronica di Gabo. Ha escluso cause organiche (anche perché per i primi due anni di vita è stato regolarissimo) e anche collegamenti diretti con l'inappetenza e la conseguente scarsa nutrizione. A suo dire, secondo quanto gli ho riferito, il problema è insorto dopo l'incidente di fine gennaio, con il taglio al labbro e i cinque punti di sutura. In sostanza, ha provato uno choc e un dolore così forte che ora cerca di evitare dolore trattenendo le feci...

Sarà un percorso lungo, su un doppio binario. Il primo è quello farmacologico, con doppia dose di paxabel (quindi due bustine al giorno invece di una); il secondo è quello "psicologico", con il consiglio di mantenere lo stesso atteggiamento di "nirvana" che cerchiamo di seguire di fronte al rifiuto della pappa. Quindi per ora spannolinamento rimandato (ma tanto Gabo non dà segnali di voler passare al vasino o al riduttore, anzi... solo ogni tanto, quando è sul fasciatoio, chiede di fare pipì sul vaso). E se il doppio lassativo comincerà a fare effetto, rendendo le feci più morbide, dovremo rassicurarlo il più possibile ("bene, hai visto, niente male, la farai così anche domani") e magari anche premiarlo.

Intanto, ieri sera la seconda dose di paxabel ha fatto effetto e si è liberato, ma è stato un vero parto, con urla e pianti, povero... E puntuale è arrivato il premio, ovvero la visione di Cars. Che è anche il superpremio per quando mangia tanta pappa. Per fortuna c'è l'avanzamento veloce... e ancora non sembra accorgersi che tagliamo interi pezzi di film per arrivare alla corsa finale!
postato da: madainoncicredo alle ore 10:55 | link | commenti (3)
categorie: televisione, pianto, pediatra, bua , spannolinamento, vasino
mercoledì, 18 febbraio 2009

Che due...

Con il trauma della ferita al labbro e il conseguente addio forzato al ciuccio, siamo prepotentemente entrati nei terrible two. E sono davvero terribili, questi due anni... Gabo non aveva mai fatto capricci, o proprio di rado, mentre ora sono quotidiani, violenti e un po' su tutto. Qualche esempio:

- ieri mattina non ne voleva sapere di vestirsi per uscire: si è buttato per terra urlando e piangendo. Con conseguente mio innervosimento e aumento esponenziale del capriccio;

- ieri sera non ne voleva sapere di andare a letto: piagnucolava "nanna no, nanna no", una litania, anche se crollava dal sonno e si stropicciava gli occhi a tutto andare. Dopo vari tentativi, siamo riusciti a metterlo a nanna che erano quasi le 23, ovvero un'ora e passa dopo il suo consueto orario (e alle 6.30 era già sveglio);

- non ne vuole sapere di lavarsi faccia, mani e denti, e metterlo sul fasciatoio per cambiarlo è un delirio;

- quasi tutti i giorni si trasforma in uno streaker perché si abbassa i pantaloni, si strappa il body e si toglie il pannolino, poi va in giro mezzo nudo per casa, e rivestirlo è una lotta; oltretutto, non vuole più andare sul vasino, mentre fino a pochi giorni fa si divertiva a fare la pipì seduto;

- è tutto un no, no, no, no!

Insomma, è in pieno nella fase dell'affermazione di sè. Quasi una prima adolescenza. E so bene che l'adolescenza vera sarà peggio.

Ma che due, questi terrible two...
giovedì, 05 febbraio 2009

Prime volte

Per concludere in bellezza la settimana cominciata giovedì scorso con la maxi-vomitata, ieri sera Gabo ha dovuto sorbirsi il primo micro-clisma della sua vita... Era bloccato da domenica, non ne voleva sapere di mangiare l'omogeneizzato di prugna, e già martedì sera aveva pianto, dopo cena, lamentandosi perché aveva la "tata dua" (=c@cc@ dura) e senza riuscire a farla.

Così ieri pomeriggio, su consiglio di un'amica, sono corsa in farmacia e ho comprato i microclismi Carlo Erba per bambini con malva e camomilla. Abbiamo aspettato il papà e prima di cena abbiamo fatto l'operazione. Poverino, si vede che ha avuto subito lo stimolo, ma era davvero "dua" e ha spinto, pianto, tremato per una decina di minuti buoni, stando in piedi davanti a me e accarezzandomi i capelli, prima di riuscire a stapparsi... Ma c'è voluta un'ora per liberarsi del tutto. E così, al secondo round, abbiamo anche festeggiato la sua prima c@cc@ nel vasino (ma Gabo non ha partecipato molto ai festeggiamenti... aveva ancora mal di pancia, povero!).

Intanto, è passata la prima notte senza ciuccio. Ieri sera ha pianto perché lo voleva, verso l'ora della nanna (con lo stress aggiuntivo del micro-cata-clisma), e noi gli abbiamo spiegato nuovamente che i ciucci non ci sono più, i folletti li hanno presi tutti ecc.ecc.
Sono però riuscita ad addormentarlo con tante coccole, chiacchiere e il biberon di latte. Si è svegliato prima all'1, poi alle 3, e in questi due casi sono riuscita a riaddormentarlo nel suo lettino, ma alle 4 era di nuovo sveglio e l'abbiamo preso nel lettone dove ha dormito fino alle 6.20. Stanotte non ha mai chiesto il ciuccio, più che altro voleva me e le coccole. Stamattina invece l'ha chiesto, dopo colazione. Gli abbiamo ripetuto la storia dei folletti e l'ho raccontata anche al nido stamattina (dove i suoi compagni sembrano molto protettivi, grazie anche alle educatrici, perché "si è fatto la buba", come mi ha detto una bimba tutta preoccupata). Oggi farà il pisolino a casa, ma da domani torna al nido a tempo pieno, e anche là sono passati i folletti acchiappa-ciucci, ovviamente.

Di questa settimana, portiamo segni evidenti tutti e tre.
Cicatrici nel cuore, non solo in volto.
Gabo, in più, ha acquisito un pianto nuovo, straziante e fastidioso. Sembra il verso di un gattaccio che minaccia altri gatti prima di azzuffarsi.
E si sta attaccando a me, come non avrei mai pensato, lui che è sempre stato più "babbone" che mammone. Mi fa tanta tenerezza, il mio cucciolo ferito...
postato da: madainoncicredo alle ore 12:02 | link | commenti (3)
categorie: pianto, ciuccio, bua , vasino
lunedì, 02 febbraio 2009

25 ore

Venerdì, ore 21.30
Esco per andare a casa di un'amica. Sono tre mesi che non esco, ho già disdetto più volte con varie amiche per stanchezza, malanni o motivi di lavoro. Gabo al tatto non ha più febbre, nel pomeriggio aveva 38, ma insomma, non sta male, si è addormentato tranquillo. Non posso dare un bidone un'altra volta... Esco.

Sabato, ore 1
Torno a casa, mi infilo sotto il piumone, sussurro a mio marito: "Tutto ok?". "Sì, sì". In realtà non era vero... Gabriele si era svegliato tre volte, la prima dieci minuti dopo che ero uscita, e l'ultima dopo mezzanotte con un riaddormentamento lungo 20 minuti. Ma questo l'ho saputo solo alla mattina.
Faccio in tempo a sdraiarmi che sento chiamare: "Mamma! Mammaaaa!".
Lo trovo in piedi nel lettino, bello sveglio. Impossibile cercare di riaddormentarlo. Lo prendo nel lettone. Dico a mio marito: "Forse è meglio che tu vada a dormire nel divano...". Ovvero - è il mio ragionamento - è colpa mia se si è svegliato, sono uscita con le amiche, mi ha sentito tornare,  sono una m**da di madre, ora tocca a me... (noi donne ragioniamo così, no?).

Ore 3.30
Non si è addormentato neanche 5 minuti. E' tutto un rigirarsi, prendermi le mani, tormentarmi la faccia, dare colpi con la testa contro la testata del letto, mettersi seduto, cercare di scappare... Sono esausta. E' fresco in fronte, il pannolino sembra pulito, che cos'ha??? Mi chiede di togliergli il sacco nanna, penso che gli dia fastidio, forse gli si sono sfilati i pantaloni del pigiama, a volte succede... Appena glielo tolgo scende giù dal letto e scappa in sala, dove dorme il papà. "Forse è meglio se facciamo cambio, è troppo sveglio, vai tu in camera, noi stiamo qua...".
Accendo la tv e metto su i Teletubbies, così prima o poi crollerà, no?
No.

Ore 5
I Teletubbies sono finiti, Gabo si alza e pretende di cambiare il dvd, vuole vedere Balù...
Io ormai sono fuori di me dalla stanchezza.
Lo riacchiappo, spengo la tv, lo faccio sdraiare sul divano di fianco a me e gli dico: "Ora dormi o ti butto giù dalla finestra!".
Sta un attimo in silenzio, poi comincia a piagnucolare.
Oh cavoli, mi sa che ha capito quel ho detto... Che m**da di madre che sono.
"Amore, scusami, era un modo di dire, ti voglio tanto bene, fatti abbracciare dalla mamma, era uno scherzo, scusami, scusami, scusami!".
Finalmente crolla.
Lui dorme tre ore e mezza, io faccio qualche pisolino.

Ore 8.30
Il papà si alza, noi ormai siamo svegli, e così scopro che la serata non era andata proprio liscia...
Cominciamo a montarmi i sensi di colpa. Gabo non si sveglia praticamente MAI la sera, dopo che è andato a nanna. Oltretutto non chiamava me: il papà aveva sentito che si era messo in piedi nel lettino e aveva acceso la luce nella stanza. E la seconda volta si era messo a suonare il pupazzo-carillon appeso al lettino (era un anno che non lo sentivamo...).
Però non c'è niente da fare, mi convinco che Gabo ci sia rimasto male a non vedere arrivare me, e quindi si sia agitato sempre di più, fino a svegliarsi del tutto al mio rientro.
Poi elaboro un'altra teoria, ovvero che ci sia qualche molare in arrivo: l'anno scorso avevamo passato un paio di nottate simili e non avevamo trovato altra spiegazione se non quella dei denti.

Ore 13.30
Gabo è ovviamente stanchissimo e si addormenta pacifico. Non sembra avere nessuna conseguenza della nottata. E' completamente sfebbrato.
In compenso, mamma e papà sono sconvolti. Io ho sulle spalle anche la maxi-vomitata di due giorni prima e tutto lo stress che ho accumulato mi fa dire cose che non penso, sembro una iena, azzanno a casaccio, è la tensione che in qualche modo deve uscire ma esce male...
Arrivo a pensare che farei meglio ad andare all'ottavo piano e buttarmi giù dalla finestra, tanto sono inadeguata, come moglie e come madre. Sono una m**da.

Ore 20

La giornata è passata tranquilla e Gabo, a cena, ha persino mangiato la pappa senza storie. Gioca  buono in sala, di fianco a noi, con la sua amata fattoria e gli animaletti. Facciamo appena in tempo a metterci a tavola che lui cade. Una caduta banale, come tante. Non abbiamo capito nemmeno come abbia fatto. Ha perso l'equilibrio praticamente da fermo, al massimo camminava, si è come avvitato su se stesso, ma aveva le ciabattine, non è scivolato sui calzini, e i pantaloni non erano lunghi... Insomma, cade, piano. Ma evidentemente sbatte la faccia sul puff che ha un'anima di legno, o forse si morde.
Proprio non abbiamo capito come abbia fatto. Ed era a un metro da noi. Tranquillissimo.
Ha la faccia sporca di sangue.
Un taglio sopra al labbro.
Profondo.

Il papà lo porta sul lavandino e lo sciacqua, io prendo un asciugapiatti di cotone, la prima cosa pulita che mi viene in mente, lo bagno di acqua fredda e glielo premo sul volto per fare l'emostasi, lo so, bisogna fermare il sangue. Ma ne esce tanto. Ci alterniamo, il papà va a prendere il ghiaccio, io chiamo la guardia medica: "Non è la prima volta che si spacca il labbro-  spiego - ma credo che stavolta ci vogliano dei punti...". "Portatelo nel nostro ambulatorio, gli diamo un'occhiata".
Ci vestiamo, cambio Gabo fino al body perché è tutto sporco di sangue, prendo il libretto sanitario e la borsa del cambio. Ma all'ambulatorio, dopo averlo disinfettato, ci dicono che secondo loro serve una sutura... Dobbiamo portarlo al Pronto Soccorso Pediatrico. Proprio quello . Di sabato sera, come un anno fa. Quello dove, a un anno di distanza, a detta del nostro pediatra, si ricordano ancora di noi...

Ore 21
Arriviamo in ospedale. In sala d'attesa una decina di bimbi, quasi tutti stranieri, in maggioranza neonati. Che sono stati portati lì per l'influenza. O anche solo per una febbre.
Passa una decina di minuti ed esce l'infermiera (be', forse allora la situazione è migliorata, rispetto a un anno fa...). Facciamo vedere il labbro di Gabriele, anche l'infermiera conferma la necessità della sutura, e ci fanno accomodare. L'attesa non sarà lunga, ma nel frattempo sentiamo i racconti di altri genitori. Quel bimbo avrà 8-10 mesi, si vede che ha un po' di raffreddore. "Ha 37,2 e male al petto", dice il padre, forse marocchino. L'infermiera è basita: "37,2? Male al petto? Cosa vuol dire, che ha la tosse?". "Sì, tosse...".
Questo è solo il caso limite, ma più o meno tutti i bimbi sono lì perché hanno qualche linea di febbre. "Aspettiamo da tre ore...", si lamenta una coppia con una bimba sui 6 anni, che gioca tranquilla. Un'altra mamma di un bimbo di 4 anni mi spiega: "Ora la febbre non ce l'ha, ma è una settimana che va e viene, magari tra un'ora ha 39...". Magari? Tra un'ora? Allucinante.

Ore 21.30
Ci fanno entrare. La dottoressa di turno conferma: serve la sutura, "ma non abbiamo il chirurgo pediatrico, dobbiamo richiedere una consulenza, poi ci diranno se dovete aspettare o tornare domani mattina...".
Rassegnati, torniamo in sala d'attesa.

Ore 22
Arriva il chirurgo. Era di reperibilità a casa, "ma se è per un bimbo così piccolo corro", dice.
La ferita è profonda, "vorrei provare a fare una sutura intradermica - ci spiega - in modo da lasciare una cicatrice meno evidente... Però è una posizione molto difficile, e poi si muoverà. Ora facciamo un'anestesia locale, lo dovrete tenere molto forte perché salterà, è il momento più brutto".
Ma Gabo è bravissimo. Piange, ha tanta paura, chiama "mamma! mamma!", implora "via!", ma sta fermo. Non dobbiamo nemmeno fare forza. Il papà gli tiene le mani sulla pancia, io le gambe, ma lui probabilmente è paralizzato dalla paura. Gli hanno coperto gli occhi con una mascherina, quindi non ci vede, chissà che terrore, gli parlo di continuo mentre il chirurgo gli infila una specie di amo da pesca nella carne, più volte... "Ora finisce tutto, andiamo a casa a vedere Balù, e poi arriva anche Baghera, ecco, queste dottoresse sono come Balù e Baghera che salvano Mowgli da Shere Khan, sono buone, lo fanno per farti passare la bua più in fretta". Ogni tanto mi scappa un "poverino" e il chirurgo mi riprende, "non dica così!". Ma è difficile fingere di essere tranquilli...

Ore 22.30
Ecco, la sutura è terminata. Gabo mi abbraccia forte e non piange più, si lamenta solo un po'.
"Dovete essere orgogliosi di vostro figlio - ci fa i complimenti il chirurgo - è stato bravissimo, è la prima volta che riesco a fare una sutura del genere in un cucciolo così piccolo". Il nostro cucciolo d'uomo. Il nostro piccolo Mowgli.
Torniamo a casa. Accendiamo la tv, Balù non può mancare per rilassarlo un po' prima di andare a nanna. Scaldiamo i piatti rimasti sulla tavola e ceniamo.
Alle 23 lo mettiamo a letto.
Dormirà fino alle 7.30.

Oggi

Sembra la Lecciso quando gli sbagliarono l'iniezione di silicone. Non riesce a chiudere la bocca e sbava. Quando oggi si è visto per la prima volta allo specchio si è messo a piangere, indicando il cerotto e implorando "via! via!".
Perde ancora un po' di sangue, la posizione è sfortunata, in pratica il taglio comincia all'interno del labbro superiore e continua sulla carne fino alla zona "baffo".
Non è successo nulla di grave, lo so.
Ma non riesco a non sentirmi in colpa...

(E sono anche un po' stanca, ecco).
postato da: madainoncicredo alle ore 14:43 | link | commenti (19)
categorie: televisione, vita quotidiana, pianto, denti, nanna, bua
martedì, 09 dicembre 2008

A cavallo dei due anni

Appunti sparsi e disordinati su quanto avvenuto nell'ultimo mese.

- Da qualche settimana Gabo ha finalmente imparato a dire sì, e non soltanto no. All'inizio era un bolognesissimo scì, poi mutato in un più tenero , e ora decisamente sì.

- Venerdì scorso, invece, è tornato a casa dal nido dicendo grazie. A volte pronuncia benissimo la zeta, a volte è un più infantile accie. Lo dice ogni volta che gli si dà un oggetto, ma anche quando è lui a porgerlo.
Il risultato è un bimbo, a parole, educatissimo. Nei fatti un po' meno, soprattutto perché gli oggetti (in particolare i giochi tipo costruzioni, ma anche cuscini, ciabatte, coperte ecc.ecc.) si diverte ancora molto a tirarli in giro.
E ogni tanto scatta il castigo, ovvero dieci secondi in un angolino della sala. La cui efficacia è ancora da verificare: per il momento, si traduce in un pianto disperato con conseguente richiesta di ciuccio. Però ha capito che dopo il castigo deve chiedere scusa, con un abbraccione a mamma o papà (a seconda di chi ce l'ha mandato).

- Se il capitolo pappa è più o meno stabile (al momento va molto forte il pandoro e tiene la cotoletta, mentre la banana e lo yogurt sono in ribasso: il menù è piuttosto fisso, insomma), la nanna è diventata molto tormentata.
Nessun problema nell'addormentamento, con la nostra solita routine e dopo la lettura di diversi libri.
Il problema è quello dei risvegli notturni: a volte si sveglia all'una, a volte alle quattro, a volte alle due, non c'è un orario fisso. A volte chiama mammaaa!, a volte accende direttamente la luce della camera (sporgendosi dal lettino arriva a ben due interruttori), a volte piange, si lamenta, mugola. Vado e generalmente lo trovo in piedi che protende le braccine verso di me. Io sono barcollante dal sonno e tremante dal freddo (stanotte c'erano 16 gradi nelle nostre camere), quindi come una sonnambula lo porto nel lettone. E lì comincia il delirio... 
Perché può andare avanti ore a girarsi, rigirarsi, dare testate a suo padre e calci a me. Poi magari verso le 6 si riaddormenta. Ma sempre con un sonno agitato.
Va avanti così da qualche settimana, quindi non è un raffreddore, un mal di pancia, un dentino in arrivo. Non c'entra se è andato al nido o se è stato a casa con noi: succede sia nei giorni feriali che nel weekend. Da tre giorni ho cominciato ad applicare un nuovo metodo (ma con grandissima fatica, perché nel cuore della notte, e con una stanchezza ormai cronica addosso, è difficile ragionare): mi alzo, lo abbraccio, lo rassicuro, gli dico che non può venire nel lettone perché se no papà si sveglia e si arrabbia ed è meglio per tutti che dorma nel suo lettino. Gli ripeto la tiritera finale della nostra routine e lo rimetto giù. E' andata bene due volte su tre: una notte, infatti, il risveglio è avvenuto poco prima delle 5 e ormai non aveva più sonno. Quindi l'abbiamo preso nel lettone, con calci per tre ore...
L'importante (e il difficile) è trovare la forza di tenere duro.
Prima o poi gli passerà.
Speriamo.

- Gabo chiede sempre più spesso di fare pp nel vasino. A volte la fa (seguono applausi, felicitazioni e svuotamento nel w.c. con saluti festosi), a volte no: resta seduto un po', si concentra, si alza, controlla, si risiede, spinge il vasino da seduto in giro per il bagno, come fosse una macchinina a spinta, e riprova così due o tre volte. E' buffissimo. L'obiettivo resta comunque quello di spannolinarlo a due anni e mezzo, in estate. Stamattina poi è stato un fenomeno: messo sul fasciatoio per cambiarlo, ha annunciato "pp" e quindi l'ho messo sul vasino. L'ha fatta subito, poi si è alzato, ha strappato un pezzetto di carta igienica e si è pulito. Mi ha regalato una risata di prima mattina, ed è raro, in questo periodo.
giovedì, 15 maggio 2008

Denti-male

Da alcuni mesi Gabo è a quota dieci denti: due incisivi inferiori (i primi spuntati, quando aveva sette mesi), i quattro incisivi superiori e quattro molari simmetrici, uno per arcata (spuntati da gennaio, in piena gastroenterite...).

Finalmente stanno arrivando gli altri due incisivi inferiori, per pareggiare la situazione. E per il momento paiono i peggiori! Innanzitutto, il loro spuntare è coinciso con tosse e febbre, per non parlare dell'inappetenza... Anche il pediatra, che l'ha visitato ieri mattina, ha confermato che "ha un gran fastidio per questi dentoni" (parla con linguaggio comprensibile, il dottore); i polmoni sono a posto e la gola è appena appena arrossata.

Martedì sera, con 38 di febbre, Gabo ha cominciato a piangere disperato, proprio come durante una notte da terrore un mesetto fa. Abbiamo così avuto la conferma che, quando strilla così, è perché ha bua da qualche parte. Ma, con una supposta di Efferalgan 80 (paracetamolo, come la tachipirina) e una spalmata di Dentinale sui denti, per fortuna dopo poco è crollato addormentato.

Devo dire, però, che in queste notti resiste soltanto un paio d'ore nel lettino, poi si sveglia (o per la tosse, o per il mal di denti) e lo dobbiamo prendere nel lettone. Peccato, perché da diverse settimane dormiva tutta la notte dalle 21 alle 7.

Be', vuol dire che è una fase. Passerà anche questa.
postato da: madainoncicredo alle ore 17:02 | link | commenti (7)
categorie: pianto, denti, nanna, pediatra, bua
venerdì, 14 marzo 2008

Seratona

Già ieri non ero dell'umore migliore, visto che ho dovuto cacciare indietro le lacrime più volte.
Per fortuna, quando la sera sono tornata a casa dal lavoro, Gabo mi ha consolata correndomi incontro con il sorriso e abbracciandomi forte.

Dopo la solita velocissima cena, attacchiamo la lavastoviglie e comincio a preparare il bagnetto. Come sempre, accendo il termoventilatore per riscaldare un po' l'aria. Il papà comincia a spogliare Gabo, di fianco alla vasca, che perde l'equilibrio e cade. Una caduta come tante. Non ci accorgiamo subito che ha sbattuto il muso contro il bidone dei pannolini... Lui comincia a urlare e pensiamo che sia per lo spavento, ma quando lo mettiamo sul fasciatoio per finire la svestizione ci accorgiamo del sangue che gli cola dalla bocca. Un dente gli ha tagliato l'interno del labbro.

Corri in cucina a cercare ghiaccio, che ovviamente non c'è. Bagna del cotone in acqua fredda: il sangue esce copioso. Sono già agitata: avrà bisogno di punti? Temo una nuova corsa al pronto soccorso, come nel periodo della gastroenterite...
Bagna il ciuccio in acqua gelata. Dagli l'acqua fredda nel bicchiere. No, proviamo col biberon.
Finalmente il sangue si ferma. E' solo un taglietto.

Gabo si calma e torniamo in bagno. Da qualche tempo protesta un po' solo al momento di sedersi nella vaschetta, poi come al solito comincia a giocare con l'acqua e la bua è passata.

Faccio appena in tempo a sciacquargli bene lo shampo dalla testa che BAMMM! Va via la luce.
Buio pesto.
Gabo non ha paura del buio, ma è stanco, ancora addolorato e stressato dall'incidente di poco prima, e comincia a urlare. Intanto il papà corre in ingresso ma il salvavita non c'entra, deve andare giù dai contatori. Ovviamente, al buio la chiave non si trova.
Io, a tastoni, nel nero assoluto, trovo l'asciugamano e tiro fuori Gabo dal bagnetto tutto tremante, un po' di freddo e un po' di paura.
Il papà è nevrotico, ancora non ha trovato la chiave. Io sono nevrotica, ma forse so dov'è.
"Vieni qui a tenere Gabo, la cerco io!"
Per fortuna sulle scale c'è la luce e con la porta aperta riesco a individuare la chiave giusta nel mucchio.
Facciamo di nuovo cambio: io tengo Gabo, il papà va giù dai contatori.
Finalmente torna la luce.

Non è successo niente.

Ma grazie a dio oggi è venerdì...
postato da: madainoncicredo alle ore 10:23 | link | commenti (2)
categorie: vita quotidiana, pianto, denti, bagnetto, bua
martedì, 04 marzo 2008

Sigh, sob, buaaaaaa!!! (2)

Il rientro al nido dopo quasi due mesi, anzi quasi tre, è andato malissimo.

Conto quasi due mesi dall'ultimo giorno di frequenza prima della mega-gastroenterite, l'11 gennaio. E già quel rientro, dopo le vacanze di Natale e l'influenza precedente, era stato piuttosto negativo.
Ma in fondo si può dire che manchi dal nido da quasi tre mesi: dal 13 dicembre, infatti, c'era andato appena 5 giorni, ovvero la prima settimana di gennaio.

Oggi, prima prova di rientro. Solo tre ore, dalle 9 alle 12. Un disastro. Ha praticamente pianto tutto il tempo, voleva solo stare in braccio alle dade, e non ne ha voluto sapere di toccare cibo. Oltretutto, lui è ancora abituato a fare un bel pisolone, la mattina, anche di un'ora e mezza, Lì, invece, non fanno più la nanna. Morale: era distrutto... Appena arrivati a casa, con me e con la baby-sitter che dovrà andare a prenderlo nei prossimi giorni, si è addormentato prendendo un biberon di latte e biscotti. Ma durante quell'oretta di nanna ha continuato a singhiozzare.

Non sono molto ottimista per i prossimi giorni. Nessuno si aspettava che proprio lui, che aveva avuto un inserimento splendido, senza un pianto o un problema, potesse reagire così male... Mi chiedo se è solo questione di tempo.

Ma sarà dura, tenere duro.
postato da: madainoncicredo alle ore 16:20 | link | commenti (7)
categorie: pianto, pappa, nanna, nido
venerdì, 11 gennaio 2008

Sigh, sob, buaaaaaa!!!

Il ritorno al nido, dopo quasi un mese a casa con mamma (e papà), non è stato leggero. Da lunedì, regolarmente, Lenticchia piange quando lo lascio alle dade e scoppia in singhiozzi quando lo va a prendere il papà. Nemmeno durante il periodo dell'inserimento aveva pianto...

Inoltre la pappa, a cena, è diventata una lotta senza quartiere. L'arduo compito è sempre spettato al papà, visto che io torno dopo le 20 e invece Lenticchia mangia verso le 19. Finora, a parte qualche resistenza ogni tanto, non c'erano mai stati grossi problemi. Ma da quando siamo tornati dall'Austria è sempre peggio. Urla, strepiti, pappa buttata ovunque, e alla fine nel pancino ne va a finire proprio poca.
Vedremo come andrà nel weekend, quando dei pasti mi occupo io. Per ora mi limito a fare qualche ipotesi.
Forse, in vacanza, Lenticchia si è abituato a mangiare a tavola assieme a noi. Infatti ieri sera, tornata dal lavoro e trovato Lenticchia praticamente a digiuno con papà stremato e arrabbiato per il duello, ho provato a preparare cena per tutti e tre contemporaneamente (hamburger e piselli per noi, solita cremina con omogeneizzato per lui), e, imboccato da me, ha mangiato quasi tutto. Ma erano quasi le 21, un orario improponibile, e dopo metterlo a letto è stata un'altra durissima impresa, terminata verso le 22.30. Siamo riusciti ad addormentarlo soltanto in braccio davanti alla tv, dopo aver provato a turni in cameretta con tutte le strategie possibili.
O forse, più semplicemente, ora Lenticchia ha voglia di mamma...

Il trauma (?) del rientro alla vita di tutti i giorni è stato forse aggravato anche dall'ultima vaccinazione, la trivalente parotite-morbillo-rosolia più meningococco, a cui Lenticchia è stato sottoposto mercoledì mattina. Rispetto alle vaccinazioni precedenti, non ha avuto - per ora - febbre né altri sintomi evidenti (a parte la bua al momento dell'iniezione, nelle braccia anziché nelle cosce). Ma l'Ausl, nel foglio informativo, spiega che la febbre può venire anche da 5 a 12 giorni dopo il vaccino. Quindi siamo ancora in pre-allarme.

Speriamo che il weekend fili via liscio. Perché anche per mamma e papà il rientro da malattia+ferie è stato piuttosto faticoso...