Oh oh... sono mamma!

Chi sono

Utente: madainoncicredo
Una che a 40 anni si è trovata una "lenticchia" nella pancia, a 41 è diventata mamma, a 43 si è sposata, e ancora non ci crede!
Lilypie 3° comp Ticker




Partecipano

Foto recenti

Blog video: Mamma ti piace questo gioco?
Blog video: Nella mini fattoria
Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder








Technorati Profile

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 06 aprile 2009

Ventosa

Il papà è tornato venerdì sera dalla Cina e Gabo è stato contentissimo.

Anche se non lo dava a vedere, ha patito l'assenza del padre: in questi giorni è peggio di una ventosa. Non è voluto stargli lontano nemmeno dal barbiere: sono riuscita a toglierglielo di dosso solo perché non volevo che si riempisse di capelli!

Tutto bene, insomma.

Ora, però, il mio pensiero è rivolto alla tragedia in Abruzzo e in particolare ai tanti bambini vittime del terremoto.
postato da: madainoncicredo alle ore 10:16 | link | commenti (1)
categorie: vita quotidiana, papà
mercoledì, 25 marzo 2009

A papà?

Il quarto giorno col papà in trasferta ormai volge al termine.

Stasera Gabo, al mio ritorno, mi ha fatto delle feste commoventi, riempiendomi di baci e abbracci. In genere io torno quando il papà è già a casa e a volte viene a salutarmi con un bacino, ma spesso non mi fuma proprio. Quindi questo è un lato positivo.

Per il resto, alcune amiche con mariti trasfertisti mi avevano tranquillizzato. Anzi, a loro dire avrei avuto modo di vivere momenti speciali, tutti nostri. Ma, a parte i baci e abbracci di stasera, così non è. Tutta colpa dei miei orari di lavoro del cavolo, che mi costringono ad arrivare a casa alle 20 passate. Così fino a quell'ora Gabo sta con la tata, che gli prepara anche la pappa. Poi, quando io ho finito di cenare, abbiamo tempo a malapena per prepararci per la nanna...

Comunque, al momento, Gabo non sembra risentire dell'assenza del padre. E' stato importante prepararlo a cominciare da un paio di settimane prima della partenza, spiegandogli che papà avrebbe preso un aereo (discorso che lo intriga molto)  e sarebbe stato lontano per lavoro per qualche giorno, in Cina, dove si fa cin-cin-cin. E Gabo fa cin-cin-cin e ride. Così gli abbiamo posto la questione in modo anche divertente.

In queste notti si è svegliato spesso, ma direi che sia tutta colpa del mal di pancia da tata dua (=stitichezza). Un paio di volte l'ha fatta nel sonno, con risveglio piagnucoloso e cambio veloce in semi-oscurità per non svegliarlo troppo. E ogni volta che si è svegliato, ha chiesto: "A papà?". E la mia risposta è sempre: "Papà è in Cina, poi torna". Tra qualche giorno comincerò a dire: "Papà torna presto". Tanto il senso del tempo, ovviamente, ancora Gabo non ce l'ha.

Con il papà, causa fuso orario, le comunicazioni avvengono la mattina alle 7 via telefono o skype, ma Gabo per ora non ha mai voluto salutarlo (d'altra parte, in questo periodo, fa così anche con me: quando è con la tata e io li chiamo non mi vuole parlare; e si comporta allo stesso modo con le nonne, mentre in passato era stato molto loquace). E anche vederlo via webcam non gli interessa: il primo giorno continuava a guardare e a indicare un'immagine di Barbapapà che avevo salvato sul desktop, e non si è nemmeno accorto che al centro dello schermo c'era il Veropapà!

Mi ha intenerita molto un episodio avvenuto lunedì sera. Stavamo guardando L'era glaciale, che conosce solo da pochi giorni ma che lo appassiona (Gabo lo chiama jaj, che in gabrielese vorrebbe dire Scrat, ovviamente il suo personaggio preferito). Per chi non lo conosce, è la storia di tre animali preistorici (un mammuth, un bradipo e una tigre) che trovano un bimbo abbandonato e vivono mille avventure per riportarlo al padre. Gabo è rimasto molto colpito da questa vicenda, e mentre lo guarda esclama spesso bibo (bimbo) e papà. E l'altra sera, proprio durante una delle scene in cui il padre segue le tracce del figlioletto, ha detto, con l'espressione un po' sconsolata: "Papà, aeo, Cinna". Si è identificato in quel bimbo lontano dal padre, il mio amorottolo...

Ma papà torna presto, vedrai!
postato da: madainoncicredo alle ore 23:06 | link | commenti
categorie: parole, vita quotidiana, tata, nanna, papà
lunedì, 23 marzo 2009

La rivolta degli oggetti

Tutto è cominciato ieri verso le 13 con un contrattempo non da poco per il papà, pochi minuti prima della sua partenza da casa per il viaggio in Cina.
Aveva appena chiuso la valigia e, assieme, avevamo settato la combinazione. Ovviamente era rimasto fuori un capo, e quando è andato a riaprire la valigia... niente da fare, serratura bloccata, la combinazione non funzionava più. Non vi sto a descrivere il nervoso e gli improperi... fatto sta che è dovuto intervenire un cacciavite per forzare la serratura.

Ma questo non è stato che l'inizio.

Nel pomeriggio porto Gabo dalla nonna. Alle 19 scendo per andare a un bancomat. Scelgo di prelevare 200 euro.
"Importo non ancora erogabile".
Ehh? Mai vista una frase così. Riprovo: 150 euro. Stavolta va. Non chiedo la ricevuta (non la prendo mai) e aspetto i soldi.
Escono 50 euro.
Cosaaa?? Chiamo il numero verde: "L'unica è contattare domattina la filiale, ma se dice che è stata una procedura strana, può chiamare i Carabinieri...".
Chiamo il 112, spiego dove sono e cosa è successo, "guardi, ho paura che a questo bancomat ci sia uno di quegli aggeggi per clonare le carte...". Mi passano il 113. Rispiego tutto, intanto arrivano altre persone (non pensavo che fosse così frequentato un bancomat di domenica all'ora di cena), la centrale della Polizia pensa di mandare una volante sul posto e mi chiedono se il bancomat è stato manomesso. "Mah, a me sembra normale... senta, ci sono cose più importanti per una volante, ora mi consulto con altra gente, nel caso richiamo".
Una coppia prova e preleva senza problemi 400 euro.
Allora riprovo io. Intanto controllo i movimenti e risultano prelevati soltanto 50 euro. Comincio a sentirmi un po' fessa... Chiedo di prelevare 200 euro. "Importo non ancora erogabile". Aaaargh. Controllo la disponibilità: 700 euro. Ripiego di nuovo sui 150 euro: al video compare la scritta "Lei ha scelto di prelevare 50 euro, continua?". NO, cribbio!!!

Torno a prendere Gabo, che nel frattempo ha mangiato la pappa dalla nonna (ho perso un'ora al bancomat) e lo carico in macchina per tornare a casa. A metà strada comincia a dire "papà, papà" e gli ricordo che papà ha preso un aereo per andare in Cina. Ma lo sento agitato. Intanto ho imboccato una strada a scorrimento veloce, quasi una superstrada di città, e sento che Gabo si muove. Non mi posso fermare, non c'è corsia d'emergenza... Provo a sbirciare dallo specchietto e lo intravedo in una strana posizione. "Non ti muovere, stai fermo, fermissimo!!!". Passano cinque lunghissimi minuti e finalmente arrivo sotto casa, senza possibilità di fermarmi prima senza correre pericoli. Scendo e... Gabo è completamente sganciato dal seggiolino. Le cinture sono slacciate. Lo bacio, lo abbraccio, "sei stato bravissimo, amore mio"! Probabilmente al buio non lo avevo agganciato  correttamente... Abbiamo corso un rischio altissimo. E' andata bene.

Questa mattina, ore 8 circa. Abbiamo già visto e sentito il papà via Skype: là ormai è pomeriggio. Gabo ha fatto colazione e lo accomodo sul divano a guardare i cartoni in tv, perché io devo fare una doccia. Ho appena cominciato quando mi resta l'asta del rubinetto in mano.
Panico!
Cerco di reincastrarla ma niente da fare, non capisco nemmeno come sia uscita... intanto l'acqua scende forte e lo scarico non funziona tanto bene.
Aiuto...
Chiamo Pechino: "Dove cavolo è il rubinetto centrale per chiudere l'acqua??".
Il papà in trasferta, sveglio ormai da 24 ore, non se lo ricorda, anzi, forse non l'ha nemmeno mai saputo... "Potrebbe essere sul balcone". Fantastico, ci sono 5 gradi e ho un accappatoio bagnato addosso. Intanto decine di litri di acqua si stanno facendo beffa di me e della sete nel mondo.
Comincio a rivoltarmi contro l'oggetto e finalmente ne scardino un pezzo. Riesco così a chiudere l'acqua.

E il papà torna solo tra due settimane...

Ci prepariamo (ovviamente sono in super-ritardo) e, come tutte le mattine, mi accingo a chiudere la porta della nostra camera da letto. A Gabo piace saltare sul lettone ("ten ten", dice lui) e non voglio che lo faccia quando è con la tata.
Mi resta la maniglia in mano.
Rassegnata, lascio la porta aperta... sia mai che stanotte mi tocchi dormire sul divano perché non si apre più.

Devo correre in ufficio: oggi ho un lavoro importante da consegnare ed è la prima volta che lo faccio io (devo sostituire una collega in ferie). Ovviamente non trovo parcheggio e lascio l'auto in divieto di sosta.
Arrivo un po' trafelata e scarico subito la posta: attendo entro le 9.45 un documento da cui devo redarre degli abstract da inviare al committente al più tardi alle 11.
Alle 10 non è ancora arrivato nulla.
Incarico la segretaria di chiamare per un sollecito: "Entro 5 minuti arriva".
Arriva alle 10.20. Ho 40 minuti per leggere (be', diciamo scorrere) 40 pagine di un pdf che è pure da dezippare. Intanto è un delirio di telefonate, devo anche tenere accesa una radio sul pc in streaming per registrare una trasmissione (insopportabile) che serve ad un collega per lavoro.
Cerco di concentrarmi e comincio a scrivere su un file di word. Sono ad oltre metà lavoro quando...
Si blocca il pc.
Porc-str-vaff-cris-boia d'un.
Mi succede due o tre volte al giorno, ormai lo so, è colpa dei pdf e di chi li ha inventati.
Devo riavviare.
Altri minuti persi.
Metà lavoro perso.
Credo che abbiano sentito le mie urla a chilometri.
Alla fine butto giù sto cavolo di abstract (venuto malissimo, ovviamente) e, dopo averlo inviato, sbatto la porta ed esco imprecando.
"Vado a cercare di spostare la macchina, sempre che non mi abbiano già fatto la multa!".

Tremo dall'agitazione e dal nervoso.
Il bancomat.
Il seggiolino.
La doccia.
La maniglia.
Il lavoro.

La passeggiata mi fa rilassare un pochino.
Rientro.
Vedo tutti i colleghi molto rilassati e anche un po' sconsolati.
"Si è bloccato tutto, non possiamo lavorare, è saltato il server centrale".

...

Abbiamo lavorato a singhiozzo tutt'oggi, con la intranet che cadeva anche ogni 10 minuti.

Madai e la tempesta
, insomma.

E mancano 11 giorni al ritorno del papà.

(Mentre leggevate questo post avete salvato eventuali files importanti, vero???)
postato da: madainoncicredo alle ore 23:15 | link | commenti (8)
categorie: parole, vita quotidiana, papà
giovedì, 19 marzo 2009

Papà, shosh!

Caro papà,

la mamma stamattina mi ha detto che oggi è la tua festa. Mi ha detto che dovevo dirti "auguri papà!", o "viva il papà!", ma io non ne sono ancora capace.

Allora sono venuto in camera mentre ti vestivi e ti ho detto "Papà, shosh!" perché mi piace tanto quando tu mi dai dei pezzetti di scotch e io li attacco sul mio cicci blu.

Da qualche giorno, poi, tu e mamma mi state dicendo che presto tu prenderai un aereo e andrai lontano per tanti giorni. Andrai in Cina, e questo l'ho imparato a dire. Ogni volta che vedo un aereo dico: "Aeo, papà, Cinna!". Non ho ben capito cos'è questa Cina, forse è un posto dove fanno cin-cin-cin come mi ha detto la mamma, che mi fa tanto ridere.

Mamma è un po' preoccupata perché non siamo mai stati lontani più di un giorno, da quando sono nato. E secondo lei risentirò di questa tua lontananza. Però poi mi ha detto che mi porterai un regalo.

Intanto, caro papà, cin cin!
postato da: Lenticchia2006 alle ore 09:59 | link | commenti (5)
categorie: parole, papà
sabato, 07 febbraio 2009

Aureola

Stanotte Gabo ha dormito sereno fino alle 6.45, senza ciuccio. Ieri in serata lo ha chiesto un paio di volte, ma direi che siamo sulla buona strada. Al nido era andata peggio, per il primo pisolino senza ciuccio (i folletti di Natale sono passati anche lì...): le educatrici mi ha detto che lo chiedeva e che ha fatto una gran fatica ad addormentarsi. Ma pian piano si abituerà.

La ferita sulla bocca non va benissimo: le croste si stanno staccando e continua a sanguinare un po'. Le labbra sono secchissime e distrutte e, ovviamente, non si fa toccare né lavare in faccia. Ho provato a dargli un po' di Olio Vea, che è consigliato proprio per le labbra, ma è più quello che si è sparso in giro di quello che è andato a segno.

Ieri sera, inoltre, secondo microclisma perché ha sempre la tata dua e così è riuscito a espellere un "tappino", ma non si è liberato del tutto. Oggi ho comprato il Paxabel in bustine, so che altre mamme lo usano, e ho ordinato il Lactulax che però arriverà in farmacia solo lunedì.

Intanto, è crollato anche il papà... Ieri sera aveva 37,5 e le ossa rotte. E se Gabo ha dormito, il papà non ha chiuso occhio a causa dell'influenzina. Complice, sicuramente, lo stress di questi giorni.

E io? Sono in piedi dalle 6.45, alle 8.30 sono andata in farmacia poi a fare la spesa, ho fatto due giri per portarla su in casa, e alle 10 ero in ufficio dove, se va bene, rimarrò fino alle 20.

Mi sento come un cerchio (vagamente luminoso) intorno alla testa...
postato da: madainoncicredo alle ore 11:05 | link | commenti (2)
categorie: nanna, ciuccio, papà, bua
lunedì, 03 marzo 2008

Untore

Il bollettino di casa Lenticchia recita:

- Gabo con residui di catarro nei bronchi, ma tutto sommato la situazione è sotto controllo;
- papà, dotato di ottimo sistema immunitario, se l'è cavata con un pochino di raffreddore;
- mamma, con sistema immunitario deboluccio, ha mega-raffreddore da giovedì tendente a sinusite e bronchite (oggi in malattia);
- nonna, con sistema immunitario da 77enne, è a letto con 38 di febbre, vomito, diarrea, raffreddore e tosse.

L'untore ha colpito ancora.
postato da: madainoncicredo alle ore 11:02 | link | commenti (2)
categorie: vita quotidiana, nonne, papà, bua
martedì, 19 febbraio 2008

Scoperte

Da qualche giorno Gabo ha scoperto di avere la lingua. Fa delle linguacce un po' inquietanti, e l'abbiamo visto anche afferrarsi la lingua con le dita per tirarla fuori. Poi fa versacci tipo ghllla-ghllla-ghllla. Il papà sta cercando di trasformarli in gorgheggio, ma dovrà lavorarci parecchio su.

Da qualche giorno ha anche scoperto che la mamma ha due protuberanze strane. Quando esco dal bagno mi guarda con la faccia un po' così, quell'espressione un po' così, tra lo stupito e il malizioso. Poi me le indica e ride. Non credo abbia nostalgia: prendere il latte di mamma non è mai stata la sua passione (come la pappa, d'altronde) e ha smesso un anno fa. Si vede che le trova buffe.

Oggi, invece, ha ri-imparato a dire papà. Un paio di mesi fa alternava le parole mamma, papà e pappa quasi con senso compiuto, poi si è dedicato per settimane a declinare la lettera D (de-de, da-da, de-do-do-da, di-do ecc.ecc.).

Stasera il papà mi ha accolto tutto orgoglioso: "Senti come dice papà!". E, rivolgendosi a Gabo: "Papà". Lui, ubbidiente, ha ripetuto: "Papà!".
"Ho provato anche con mamma - si è come giustificato - ma non funziona...".
Ci ho voluto provare io: "Ma-mmma. Dai, Gabo, dì ma-mmma".
E Gabo, con convinzione, ha detto: "Papà!".

Son soddisfazioni.

postato da: madainoncicredo alle ore 21:56 | link | commenti (6)
categorie: parole, vita quotidiana, papà, lallazione
giovedì, 07 febbraio 2008

Nuova gestione

Da lunedì io sono tornata al lavoro (dopo tre settimane di assenza) e Gabo passa le giornate tra la nonna e due tate. L'esperienza, per il momento, è decisamente positiva, soprattutto per lui: è sereno, riposato, fa tanta nanna anche la notte (a parte lunedì, quando è stata decisamente tormentata, ma sono ormai diversi giorni che dorme filato dalle 21 alle 7, in media, e anche oltre).
L'unico momento ancora difficoltoso è quello della pappa a pranzo, tanto che faccio il possibile per dargliela io, scappando dalla nonna durante la pausa. E così mangia. Poco, ma mangia. Nessun problema, invece, con la merenda: adora il latte e se ne scola 250 ml con tre biscotti o più.

W il latte!
Gabo beve latte vaccino da quando ha compiuto un anno (introdotto pian piano, mescolato ad acqua, aumentando la dose di latte per 10 ml al giorno). E per fortuna che gli piace... I primi giorni dopo la gastroenterite, infatti, Gabo se ne è scolato quasi un litro al giorno. Non voleva altro. Il pediatra aveva consigliato di dargli latte di riso per aiutarlo a "stringere", ma in ospedale ce lo avevano sconsigliato perché, ricco di maltodestrine, potrebbe addirittura favorire la dissenteria (medici sempre d'accordo, eh?). Piuttosto, ci hanno consigliato per qualche tempo di dargli latte ad alta digeribilità con poco lattosio (tipo Zymil o Accadì). Così anche ora lo alterno al latte fresco intero ad alta qualità (in genere Granarolo). E Gabo mostra di gradirlo molto.

Anche nella pappa...
L'idea mi è venuta quando ha cominciato a rifiutare la pappa, in piena gastroenterite e anche dopo. Visto che a Gabo il latte piace così tanto, ho deciso di ricominciare lo "svezzamento" praticamente da capo, dandogli latte mischiato a crema di riso e anche con un po' di zucchero. Infatti alla nonna paterna è venuto in mente che, per far mangiare il papà di Gabo, gli metteva un bel po' di zucchero nella minestra (l'inappetenza è genetica, pare... anch'io ho fatto impazzire mia madre per anni!). Poi pian piano ho aggiunto un po' di omogeneizzato di carne, un cucchiaino di verdura, il parmigiano e l'olio. E Gabo sta ricominciando a mangiare.
Così ho deciso che continuerò ancora per un bel po' a usare il latte come base per la pappa. Anche la pastina (rigorosamente sabbiolina o tempestina, gli unici tipi che accetta, e sempre malvolentieri...) gliela cuocio in un misto di latte e acqua.
Mi chiedo quando comincerà a mangiare davvero cibi solidi... So di bimbi che fino ai tre anni sono venuti su a pappine, quando va bene, o a latte e biscotti.

Bimbo light
Certo, l'importante è che Gabo mangi e che prenda peso. I 4 etti persi con la gastroenterite li ha recuperati subito (erano solo liquidi persi, evidentemente), tornando ai 9,2 kg di prima. E pare che abbia guadagnato, nel giro di pochi giorni, un paio di etti in più!
Resta sempre un bimbo magrolino, ovviamente, ma le cosciotte si sono riempite di nuovo. E poi il fatto che sia leggero è di aiuto anche per la mia schiena dolorante... Se pesasse 11 o 12 chili, come tanti bimbi della sua età, per me sarebbe un bel problema!

Insomma, diciamolo sottovoce, ma va bene. Va bene così.
postato da: madainoncicredo alle ore 10:28 | link | commenti (13)
categorie: peso, pappa, nonne, nanna, pediatra, papà
venerdì, 11 gennaio 2008

Sigh, sob, buaaaaaa!!!

Il ritorno al nido, dopo quasi un mese a casa con mamma (e papà), non è stato leggero. Da lunedì, regolarmente, Lenticchia piange quando lo lascio alle dade e scoppia in singhiozzi quando lo va a prendere il papà. Nemmeno durante il periodo dell'inserimento aveva pianto...

Inoltre la pappa, a cena, è diventata una lotta senza quartiere. L'arduo compito è sempre spettato al papà, visto che io torno dopo le 20 e invece Lenticchia mangia verso le 19. Finora, a parte qualche resistenza ogni tanto, non c'erano mai stati grossi problemi. Ma da quando siamo tornati dall'Austria è sempre peggio. Urla, strepiti, pappa buttata ovunque, e alla fine nel pancino ne va a finire proprio poca.
Vedremo come andrà nel weekend, quando dei pasti mi occupo io. Per ora mi limito a fare qualche ipotesi.
Forse, in vacanza, Lenticchia si è abituato a mangiare a tavola assieme a noi. Infatti ieri sera, tornata dal lavoro e trovato Lenticchia praticamente a digiuno con papà stremato e arrabbiato per il duello, ho provato a preparare cena per tutti e tre contemporaneamente (hamburger e piselli per noi, solita cremina con omogeneizzato per lui), e, imboccato da me, ha mangiato quasi tutto. Ma erano quasi le 21, un orario improponibile, e dopo metterlo a letto è stata un'altra durissima impresa, terminata verso le 22.30. Siamo riusciti ad addormentarlo soltanto in braccio davanti alla tv, dopo aver provato a turni in cameretta con tutte le strategie possibili.
O forse, più semplicemente, ora Lenticchia ha voglia di mamma...

Il trauma (?) del rientro alla vita di tutti i giorni è stato forse aggravato anche dall'ultima vaccinazione, la trivalente parotite-morbillo-rosolia più meningococco, a cui Lenticchia è stato sottoposto mercoledì mattina. Rispetto alle vaccinazioni precedenti, non ha avuto - per ora - febbre né altri sintomi evidenti (a parte la bua al momento dell'iniezione, nelle braccia anziché nelle cosce). Ma l'Ausl, nel foglio informativo, spiega che la febbre può venire anche da 5 a 12 giorni dopo il vaccino. Quindi siamo ancora in pre-allarme.

Speriamo che il weekend fili via liscio. Perché anche per mamma e papà il rientro da malattia+ferie è stato piuttosto faticoso...
lunedì, 12 novembre 2007

Post per punti

1. Ormai è ufficiale: Lenticchia è un bipede a tutti gli effetti. Già da tempo si allenava a stare in piedi senza appoggi, e aveva accennato un timido passettino. Ma da venerdì scorso ha fatto progressi esponenziali, e da ieri, dopo due giorni di allenamento, cammina anche per tre metri da solo!

Parte del merito viene dal carrellino Chicco "Primi passi in musica", che gli ho regalato un mesetto fa e che gli permette di esplorare tutta casa, anche di corsa. Ma il vero merito è del papà, che per tutto il weekend lo ha stimolato a camminare da solo, facendolo diventare un gioco divertente.


2. Lenticchia sta molto meglio ma ha sempre il raffreddore, con naso colante e tosse catarrosa. Il pediatra martedì scorso gli ha dato per la prima volta un antibiotico in sciroppo per la bronchite (Zymox sospensione orale, 5 ml due volte al giorno) più l'antibiotico per la congiuntivite (Colbiocin, 2 gocce in ogni occhio quattro volte al giorno per una settimana). Anche se lo so che è assurdo, io ho continuato a dargli anche i rimedi omeopatici: non si sa mai...

Il culmine, comunque, l'abbiamo raggiunto venerdì, quando durante la pappa (che già è un delirio in condizioni normali) ha vomitato per due volte pastina mista a muco. Poi il pomeriggio e la sera, dopo un eccesso di tosse mentre dormiva, l'ho preso in braccio e mi ha vomitato un bel po' di muco caldo e filante in mano. Il pediatra, quando l'ho chiamato, ha esclamato, serafico come sempre: "Bene, vuol dire che si sta liberando!". Che simpatica liberazione...


3. Oggi, quindi, Lenticchia è tornato al nido dopo 10 giorni di assenza, prima per il ponte poi per il raffreddorone. Stamattina, quando l'ho lasciato in braccio a una dada, non ha avuto alcuna particolare reazione. Ma quando sono andata a prenderlo, alle 16, ha fatto letteralmente i salti di gioia.

Be', il nido quantomeno è servito a fare capire a mio figlio che la mamma è importante...
E che è bello rivederla.


4. Oggi, dunque, sono tornata in ufficio dopo sei giorni di malattia. A parte una mezza giornata di lavoro lunedì, in pratica sono stata a casa ininterrottamente per 10 giorni, occupandomi di mio figlio a tempo pieno, come ho fatto per i primi dieci mesi della sua vita.

Be', devo essere sincera: fare di nuovo la mamma full-time è stato faticosissimo...
Ed è stato meraviglioso.
postato da: madainoncicredo alle ore 20:54 | link | commenti (5)
categorie: vita quotidiana, pediatra, papà, nido, tappe, bua