Oh oh... sono mamma!

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Utente: madainoncicredo
Una che a 40 anni si è trovata una "lenticchia" nella pancia, a 41 è diventata mamma, a 43 si è sposata, e ancora non ci crede!
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venerdì, 18 maggio 2007

Corso intensivo

Mercoledì scorso non sarei mai uscita dalla piscina... Per la prima volta mi sono sentita davvero a mio agio, e Lenticchia con me. Ci siamo divertiti un mondo. Il tutto grazie a due letture fondamentali e ad un allenamento intensivo: in 8 giorni, infatti, l'ho portato in piscina ben quattro volte! Ma è stato un caso eccezionale, non vi preoccupate... non intendo trasformarlo in pesciolino!

Cominciamo dalla teoria. I manuali - che consiglio - sono "Waterbaby - Come un pesce nell'acqua" di Lauren Heston e "Aquananda acquaticità per bambini - Un percorso di sviluppo per i primi anni di vita" di Boris Guinzbourg e Andrea Lucca.
Il primo è forse più "tecnico", con esercizi ben spiegati e illustrati da proporre nell'arco di nove mesi. L'obiettivo è anche di insegnare al bambino a salvarsi in caso di caduta accidentale, dotandolo degli strumenti fisici e psicologici per, ad esempio, aggrapparsi ad un oggetto.
Il secondo, invece, lo potrei definire più "filosofico". Ma anch'esso prevede una parte pratica di esercizi.
Insomma, sono complementari.

E grazie a queste letture ho potuto notare, nel giro di pochi giorni, dei progressi incredibili. Soprattutto per quanto riguarda il piacere di Lenticchia nel giocare e muoversi in acqua.

Cominciamo da mercoledì 9 maggio. Vado nella piscinetta dove tutto è lasciato più all'iniziativa individuale (più che altro le mamme chiacchierano tra loro tenendo i bimbi in braccio). Lenticchia ormai è un mese e mezzo che si deve accontentare di questi superbagnetti e io sono un po' stufa, così decido di fare un tentativo un po' hard: semplicemente, lo tengo di fronte a me, con le mie mani sotto le sue ascelle, conto 1 - 2 - 3 e lo caccio brutalmente sott'acqua, così, in verticale. Appena riemerge scoppia a piangere. Normale, mi dico. Lo distraggo un po' proponendogli diversi giochini (tipo paperelle) ma lui li disdegna con aria di superiorità. Nella mezz'ora successiva gli ripropino la stessa immersione brutale altre quattro volte. Anche i bambini, nel loro piccolo, s'inc@zzano, e Lenticchia a quel punto si è inc@zzato parecchio, con un pianto disperato. Lì ho capito di aver esagerato...

Sabato 12 maggio è la volta dell'altra piscina, più grande, con tanti bimbi (e genitori, quasi tutti in coppia) e diversi istruttori, ma con l'acqua più fredda e soprattutto un rimbombo micidiale. Mi sento un po' in colpa per la brutta esperienza precedente e quindi scelgo un approccio super soft, trascinandolo semplicemente in lungo e in largo per la vasca e proponendogli vari giochini, ma senza un grande successo. Esco prima che comincino le canzoncine, perchè ho capito che l'eccessivo rumore lo disturba.

Domenica 13 maggio
torno nella piscinona per un recupero. Lenticchia sembra aver superato lo choc delle immersioni "a tradimento" e ci riprovo, ma con l'assistenza di un istruttore. La sua tecnica è questa: mi devo immergere due volte prima io con la testa, tenendo il bimbo fuori davanti a me, e la terza si deve andare giù assieme, per tre o quattro secondi. Provo, e Lenticchia piange. Ma si riprende quasi subito, grazie a un giochino che - finalmente - ho scoperto divertirlo tantissimo: lo scolapasta o l'innaffiatoio. Si incanta a guardare l'acqua che scorre a fili, e cerca di catturarla. E' davvero dolcissimo. Così dopo una decina di minuti ci riprovo, e stavolta va ancora meglio: neanche un piantino.

Arriviamo a mercoledì scorso, 16 maggio, nella piscinetta. Lenticchia è allegrissimo, strilla di continuo continuando le prove tecniche di acuti che sta esercitando da domenica. Devo dire che le pernacchie, con cui ci ha deliziato per un mesetto, mi mancano un po'...
Da un paio di giorni ho studiato i due manuali, perché sabato mattina mi è arrivato "Waterbaby" per posta e sabato pomeriggio ho trovato "Aquananda" da Feltrinelli. Applico qualche esercizio: ad esempio, porto Lenticchia al bordo vasca e gli dico "aggrappati!". E lui, incredibile, lo fa! (Naturalmente io continuo a reggerlo sotto le ascelle). Oppure lo metto a sedere sul bordo e lo avverto: "Pronto? Tuffo!". Poi lo immergo in acqua facendogli fare qualche spruzzo, ma lasciando fuori la testa. Ogni esercizio è legato ad un comando ben preciso.
Lo vedo divertito e a suo agio. Così azzardo un'immersione... e lui, quando torna fuori, sbatte un po' gli occhi, fa la faccia schifata per un nanosecondo, poi vai di strillino! Ma niente pianti. Insomma, si diverte!!! Restiamo in acqua quasi tre quarti d'ora, alternando esercizi a giochi con l'innaffiatoio a tuffetti e qualche coccola. Facciamo altre tre o quattro immersioni. Non uscirei mai...

Dopo la doccia gli regalo un bel massaggio completo con l'olio. Te lo sei meritato, pesciolino mio!

postato da: madainoncicredo alle ore 10:36 | link | commenti (11)
categorie: letture, piscina, massaggio infantile
venerdì, 20 aprile 2007

Corsi e ricorsi

Se il corso di acquaticità - almeno per il momento - è deludente, c'è un altro corso che ho gradito molto: quello di massaggio infantile. Avrei voluto descriverlo lezione per lezione, ma per questo esistono siti specifici. Ci tengo però a consigliarne la frequenza a tutte le neomamme. Io, oltretutto, sono stata fortunata: il corso era gratuito, offerto dal Comune dove risiedo, ben organizzato e con una istruttrice molto dolce.

Anche se - ehm ehm, lo ammetto - non è che poi abbia messo molto in pratica ciò che ho imparato. Insomma, un massaggio completo a Lenticchia, finito il corso, non l'ho più fatto. Un po' per pigrizia mia, un po' perché mi è difficile trovare una mezz'ora da dedicare a questa attività. Sarà che Lenticchia dorme tanto... e quando è sveglio mangia, gioca oppure andiamo a spasso. E poi a me non piace maneggiare l'olio. Anche se l'ho rispolverato proprio in occasione dei superbagnetti in piscina: la pelle gli si secca moltissimo, e così, dopo la doccia, lo stendo sul fasciatoio e lo massaggio un po'.

In compenso, c'è qualcosa che mi hanno insegnato al corso che a Lenticchia piace moltissimo e che gli propongo quasi quotidianamente. Sono alcuni semplici esercizi di stretching per neonati. La prima volta che l'istruttrice di massaggio ce li ha mostrati (su una bambola, come sempre), abbiamo strabuzzato gli occhi: ma non si rompono i bimbi, a fargli fare quelle cose??? No, non si rompono. Anzi, Lenticchia si diverte un sacco, quando gli incrocio un braccio al piede opposto (impossibile spiegarlo, bisogna vederlo per capire) oppure quando gli faccio fare la posizione del loto con le gambe.

Ne giorni scorsi, inoltre, ho portato Lenticchia a un corso di musica. In realtà per lui era un po' prestino, visto che sarebbe per i bimbi di almeno 6 mesi e lui ne aveva appena 4 e mezzo. Però ci sono andata per curiosità, e per valutare se ne valeva la pena di iscriverlo a settembre.

Be', per me non ne vale la pena. Almeno finché non riuscirà a camminare, correre, ad essere un po' più autonomo insomma. L'idea di base mi è piaciuta: con canzoncine, filastrocche e semplici attività ritmiche, si stimola l'apprendimento per via naturale, per imitazione dei genitori insomma. Il problema è che Lenticchia ancora non sta seduto da solo, quindi ve lo immaginate dargli un tamburello o delle bacchette in mano? Inconcepibile. E una parte della lezione consiste in corsette, girotondi e acchiapparelli a tempo di musica. Ok per i bimbi più grandicelli (le classi sono miste, si arriva sino ai 6 anni), ma io mi sono dovuta fare una mezz'ora di salti, corse e balli con una zavorra di 6 chili e mezzo in braccio!

No, grazie. Per la musica, al momento, facciamo da soli. Abbiamo aggiunto Fra Martino Campanaro alla nostra hit list. Tutto il resto, all'occorrenza.
postato da: madainoncicredo alle ore 18:59 | link | commenti (6)
categorie: tempo libero, piscina, massaggio infantile
martedì, 06 febbraio 2007

Massaggio infantile - Seconda e terza lezione

Pare proprio che a Lenticchia i massaggini piacciano.

La settimana scorsa abbiamo avuto la seconda lezione, incentrata sull'addome. Una parte più difficile da trattare, sia perché è piccolissima (dall'ombelico in giù: pochi centimetri quadrati, in pratica!), sia perché delicata. Infatti è la parte che finora ha provocato in Lenticchia l'unico flebile lamento (auuu) quando l'ho massaggiata, ma mi è bastato ingentilire il tocco.

Ieri, invece, è stato il turno di torace e braccia. Peccato non avere avuto qualcuno che potesse riprendere l'intera lezione... Alla fine, tutti i bimbi o piangevano o facevano merenda. Lenticchia dormiva beato su un cuscinone. Si vede che l'effetto rilassante su di lui funziona!

Oh, non è sempre così, e non sarà sempre così. Ma come mi sto godendo questi momenti...
postato da: madainoncicredo alle ore 18:10 | link | commenti
categorie: massaggio infantile
lunedì, 05 febbraio 2007

Spigolature

"I pediatri hanno notato che i bambini nati da parto cesareo tendono a essere caratterizzati, rispetto a quelli nati da parto vaginale, da maggior letargo, ridotta reattività e minore frequenza del pianto".
(da "Il linguaggio della pelle" di Ashley Montagu)

Mentre allatto leggo. E in genere leggo libri e giornali sui neonati.
Questa frase l'ho tratta da un saggio che mi hanno prestato al corso di massaggio infantile: la teoria dell'autore è che il massaggio, negli umani, debba sostituire la funzione che in tutti i mammiferi è rappresentata dal leccamento dei neonati.
Così l'autore consiglia, ad esempio, di massaggiare molto i bimbi nati da cesareo, già subito dopo la nascita: un "trucco" per supplire al mancato travaglio.

Devo dire che, pur senza aver letto nulla in proposito, subito dopo la nascita di Lenticchia mi sono accorta che... lui non si era reso conto di nascere! Tutti gli altri bimbi piangevano, urlavano e si dimenavano. Lui se ne stava buono e tranquillo nella sua culletta, ad occhi aperti, ad osservare il mondo. Ad amici e parenti in visita dicevo: non ha ancora imparato quanto è divertente piangere.

Sarà perché non ha vissuto il trauma del travaglio, sarà un misto di geni e di carattere, ma Lenticchia continua a piangere pochissimo. Solo negli ultimi giorni ha avuto un paio di crisi di pochi minuti, ma giustificatissime: un misto di fame-stanchezza-nervosismo-pannolo sporco. E' bastato cambiarlo e/o dargli la tetta e si è acquietato.

Ma ieri, sempre durante le mie letture da allattamento, ho scoperto una nuova (per me) teoria, formulata da Aletha J. Solter ne "Il bambino consapevole": i bambini vanno fatti piangere, anche per ore. Perché "il pianto è un processo per liberarsi dei traumi". Quindi intervenire con abbracci, cullamenti, ciuccio, tetta o giochi sarebbe sbagliato. In questo modo, si svilupperebbero dipendenze simili da adulti.

E ora scusate, ma devo andare. Lenticchia si è svegliato e piagnucola. Sbaglierò, ma preferisco andare a consolarlo.
postato da: madainoncicredo alle ore 11:37 | link | commenti (13)
categorie: letture, pianto, parto cesareo, massaggio infantile
giovedì, 25 gennaio 2007

Prima lezione di massaggio infantile (vista da Lenticchia)


Ieri la mamma mi ha portato in un posto bello e mi sono divertito tanto.

Ci hanno fatti sistemare in una stanza colorata con un tappetone morbido e tanti cuscini. C'era una signora con un bambolotto e altre mamme con le loro bimbe, tutte femmine.

Dovevano esserci altri due maschietti ma mi hanno lasciato solo, così potevo scegliere una fidanzata, ma tanto io non ho occhi che per la mia Pupetta, che era di fianco a me e io tutto il tempo l'ho passato girato verso di lei.

La signora col bambolotto parlava e le mamme dovevano copiare quello che faceva lei. Per un po' ha parlato e basta, poi ha messo su un cd con una musichetta rilassante, ha detto che è una ninna nanna bengalese.

Quindi la mia mamma mi ha appoggiato in mezzo alle sue gambe, si è unta le mani con un olio profumato, mi ha chiesto il permesso e poi ha cominciato a massaggiarmi le gambe. Io sono stato lì buono buono a prendermi questa coccola, mentre le altre bimbe un po' piangevano, un po' mangiavano la pappa. A parte Pupetta che invece si è addormentata. A me Pupetta piace perché di carattere è un po' come me: piange solo se ha un buon motivo per farlo, e non fa i capricci.

La mamma mi ha massaggiato le gambine due volte, poi mi ha abbracciato e dato tanti bacini perché sono stato bravo.

Stavolta è stato facile, perché potevamo tenere il pannolino. Ma la prossima settimana dobbiamo metterci tutti nudi, e ho paura che mi scappi la p*pì addosso alla mamma! Tanto lei ci è abituata a questo scherzetto...

postato da: Lenticchia2006 alle ore 16:51 | link | commenti (10)
categorie: foto, pupetta, massaggio infantile
giovedì, 18 gennaio 2007

Primo giorno di scuola

Ieri Lenticchia è entrato per la prima volta al nido. E l'ha presa bene: ha dormito per tutta la prima ora! Poi mi è stato buono buono in braccio per la restante mezz'oretta, facendosi però subito riconoscere per un rumore inconfondibile con relativa puzzina. L'intero uditorio è scoppiato a ridere, ma devo dire che ho trovato comprensione.

Non vi preoccupate, Lenticchia non è già iscritto al nido: se ne parlerà a settembre, sempre che ci sia il posto. Altrimenti dovremo andare di tata. Ma non voglio pensarci ora, mi viene già male!

Torniamo a ieri. Si trattava del primo incontro di un corso di massaggio infantile. Ieri, però, non c'è stata nessuna lezione pratica: era soltanto un incontro informativo organizzato dal Comune per presentare i servizi educativi per la prima infanzia, ovvero i nidi e i centri gioco. Ma dalla prossima settimana si entra nel vivo del corso, con la prima - veloce - seduta di massaggio. Sono proprio curiosa di vedere se Lenticchia gradirà.

Ieri, dunque, abbiamo conosciuto le nostre compagne di corso. In tutto siamo 10 mamme con relativi bebé, di età compresa tra i 2 e i 7 mesi. Lenticchia è il più piccolo, e oltretutto ieri era l'unico maschietto. Se non fosse già fidanzato con una Pupetta, figlia di una mia amica e nata otto giorni prima di lui, avremmo avuto un bel campionario tra cui scegliere. Tutte più grandi di lui? Non è un problema: buon sangue non mente... e poi si tratta solo di qualche mese di differenza. Anche se ora la differenza è abissale: le bimbe stanno già sedute e sono alle prese coi primi dentini, mentre Lenticchia al massimo gira la testa da una parte all'altra.

Ora non vedo l'ora che parli e cammini, ma quando arriverà quel momento già rimpiangerò questi giorni!
postato da: madainoncicredo alle ore 16:46 | link | commenti (8)
categorie: vita quotidiana, pupetta, massaggio infantile