Oh oh... sono mamma!

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Utente: madainoncicredo
Una che a 40 anni si è trovata una "lenticchia" nella pancia, a 41 è diventata mamma, a 43 si è sposata, e ancora non ci crede!
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lunedì, 08 settembre 2008

Gabrielese

La prima settimana di mio rientro al lavoro è stata fagocitante. Oggi, invece, comincia la rentrée di Gabo: abbiamo ottenuto il trasferimento in un nido più vicino a casa, quindi dovrà fare un re-inserimento lunghino, di un paio di settimane almeno, contro le quattro dell'inserimento "classico" e l'unica settimana di re-ambientamento per i vecchi iscritti. Purtroppo non sarò io ad accompagnare Gabo in questa esperienza: impossibile per me prendere due settimane di permessi o ferie, quindi abbiamo incaricato una tata. Speriamo bene...

Intanto, registriamo un po' di nuove parole. Possiamo definire conclusa la fase della lallazione, anche se il vocabolario di Gabo resta composto, al momento, da parole composte da una stessa sillaba raddoppiata. Pare che sia una delle tecniche che usano i bimbi: c'è chi imita la parola, magari sbagliando, e chi invece prende una sillaba (iniziale, finale o mediana) e la raddoppia. Ed è questa tecnica la prediletta di Gabo.

Come parole corrispondenti all'originale annoveriamo, a tutt'oggi:
mamma, papà, nonna, nanna, ciuccio, pappa (ma questa l'ha pronunciata pochissime volte, essendo lui disinteressato all'argomento...).

Poi alcuni termini onomatopeici o quasi:
(cane), mimmi (gatto, ed è la parola di gabrielese che mi piace di più perché la trovo dolcissima, oltre che originale), ciù-ciù (treno), "ch-ch" (il verso del cavallo insomma, non so come scriverlo), bò-bò (rumore forte, di porta che sbatte o palloncino che scoppia).

Quindi diversi termini di etimologia incerta o riferibili ad una sillaba raddoppiata:
titti (rotto, ed è l'ultima parola acquisita), lala (acqua, da bere ma anche nel senso di piscina, fontana, con la variante lale per il mare), tata (c@cc@, ma anche, per estensione, sporco e spazzatura), scè-sce (ascensore), cì-cì (autobus: questa è un mistero!), ne-ne (auto, sia "vera" che giocattolo, forse derivata da "macchinina"), bi-bi (bimbo, bimba, bimbi).

Cominciamo poi ad individuare anche delle piccole frasi. La prima di cui mi sono resa conto mi ha anche fatto capire che Gabo comincia ad avere memoria dei fatti, anche accaduti diversi giorni prima, e li racconta. E' successo quando, passando in un certo punto vicino a casa, ha cominciato a dire "Bò-bò; tata!" e a ripeterlo diverse volte, finché ho capito che si ricordava che proprio lì, un paio di giorni prima, gli era scoppiato un palloncino in mano, poi io ne avevo raccolto i pezzi e li avevo buttati nel cestino. E ha ripetuto questa pantomima anche ieri, a due settimane abbondanti da quando è successo il fattaccio, che evidentemente l'ha colpito molto.

Ma il vero ritornello che ama ripetere Gabo (e speriamo che gli passi presto...) è E' MIA! MIA MIA MIA!!! Ovviamente per indicare un oggetto che gli piace, un gioco, una penna, che sia veramente suo o di qualcun altro non importa: in genere segue lagna perché quell'oggetto gli viene tolto.

Un paio di volte ha anche detto "mia mamma" e "mamma mia", e questa è l'unica variante che mi piace...
postato da: madainoncicredo alle ore 11:49 | link | commenti (2)
categorie: parole, tata, nido, lallazione
martedì, 29 luglio 2008

Te-te

E' tanto tempo che non scrivo qui, ma tanto ci pensa la mia mamma a scrivere per me.

Però volevo dire che adesso so tante parole. La mamma dice che sono ancora alla fase della lallazione, perché ripeto solo delle sillabe uguali, ma tanto loro mi capiscono lo stesso.

Ad esempio so chiedere quando voglio vedere i cartoni che mi piacciono tanto. Si chiamano Teletubbies ma è troppo difficile, allora dico te-te. Però da qualche giorno la mamma mi ha fatto scoprire un cartone troppo bello, che poi non è un cartone, perchè sono delle figure di plastica che si muovono lente e parlano lente, così io capisco tutto proprio come con i te-te. Si chiama "Pat il postino". C'era un dvd in regalo assieme ai Teletubbies e una volta me l'ha fatto vedere e a me piace soprattutto il micetto di Pat che si chiama Jess. Così hanno comprato un dvd con sei episodi e la mamma mi fa vedere questo cartone quando faccio l'aerosol per la tosse perché sto buono buono.

Però a me piacciono anche i libri, quelli che mi legge mamma e che poi io prendo in mano e li apro e chiudo e li sbatto per terra perché mi diverto.

La mamma ora mi ha aperto anche una libreria virtuale tutta mia! Per ora ci sono pochi libri ma perché la mamma ancora non ha avuto il tempo di inserirli tutti. L'importante è che i libri mi piacciono come a mamma e papà.
postato da: Lenticchia2006 alle ore 12:48 | link | commenti (8)
categorie: parole, letture, televisione, lallazione
lunedì, 07 luglio 2008

Lalla

Da qualche tempo Gabo ha una parola con un significato preciso, la seconda dopo (=cane, animale): è lalla, che significa acqua in tutte le sue forme.
Gabo ha sempre bevuto moltissima acqua sin da piccolino, quindi potete immaginare con questo caldo le bevute che si fa. E' una litania continua: lalla-lalla-lalla!!

Ma dice lalla anche quando indica la vasca del bagnetto o la fontana, dove si tufferebbe volentieri. Ieri, dietro una vetrata, ha visto la piscina che frequento io, e dove una volta è stato anche lui, e ha esclamato: lalla!

Gli abbiamo detto che da oggi sarà in un posto dove ci sono tante piscine e tanta lalla. Nel pomeriggio, infatti, si parte per la Tunisia. Sarebbe il nostro viaggio di nozze, ma molto probabilmente sarà una fatica infernale... passeremo il tempo a rincorrerlo, per evitare che si tuffi da qualche parte!
postato da: madainoncicredo alle ore 08:15 | link | commenti (3)
categorie: parole, vacanze, piscina, bagnetto, lallazione
domenica, 15 giugno 2008

Mia-Bia-Pia

Sul linguaggio siamo ancora molto indietro. Non mi preoccupo di certo: un cuginetto di Gabo è stato portato dalla logopedista a tre anni perché ancora farfugliava... e si sa che anche in questo c'è una predisposizione familiare.

A suo modo, comunque, parla. E stiamo cercando di capire se sono lettere ammucchiate senza senso o no. Ad esempio, da qualche tempo ripete con insistenza MIA-MIA-MIA con le varianti BIA-BIA e PIA-PIA. E ci pare che MIA voglia dire "dammi", "lo voglio" o qualcosa del genere.
Gli piace molto anche il suono SH che infila in mezzo a vari parlottamenti (ad esempio, gli piace ripetere ashebbà, e con un cipiglio molto serio).

C'è però un problemino in più: purtroppo, il ciuccio gli sta piacendo sempre di più... e con la bocca tappata, al massimo mugola.

Altre mamme mi dicono che poi, quando cominciano a parlare tardi, è impressionante perché, d'un botto, parlano. E per davvero.
Non oso pensare che cosa avrà da dire, con il caratterino (paterno) che si ritrova...

Aggiornamento
Un paio di settimane fa gli piaceva dire "béibe béibe", e io gli facevo il verso in slang: "Oh babe babe, what's an american boy".
Da ieri il tormentone è peppè, peppè.
Insomma, di parlare proprio non ne vuole sapere: ma in quanto a lallare, si dà da fare.
postato da: madainoncicredo alle ore 17:35 | link | commenti (4)
categorie: parole, lallazione
lunedì, 14 aprile 2008

Bah!

Gabo è un chiacchierone: parla di continuo (quando non ha il ciuccio in bocca...), ma è tutto un de-de-da-DADA! e versetti simili. Insomma, per ora ha un vocabolario piuttosto scarso.

Diciamo che di parole di senso compiuto ne ha una sola: BA'! Che vuol dire cane (ma anche piccione, volendo). Ogni volta che vede un cane, lo indica ed esclama: Bà! Bà! Sin da quando era piccolino gli indicavo i cani ("guarda che bel bau!"), e così gli è venuta la passione. Naturalmente, li vuole toccare e non lesina delle robuste strappate di pelo, quindi dobbiamo stare molto attenti. Anche perché ormai corre, il ragazzo, e facciamo fatica a stargli dietro, specie se punta un "bà".

Con i gatti, invece, ha un rapporto diverso. Per ora conosce solo la gatta di mia madre, che si chiama Piccola e che non miagola mai. In compenso, appena vede Gabo, gli soffia contro due o tre volte e poi scappa. Così Gabo si è convinto che quello sia il verso del gatto. Appena arriva dalla nonna, corre dalla Piccola e la saluta facendo "ffff, fff". Insomma, imita il verso che fa lei pensando che sia quello giusto per comunicare...
E se gli chiediamo "come fa la Piccola?", lui tutto orgoglioso risponde: "Ffff, fff!".

Bisogna che gli facciamo presto conoscere un gatto miagolante, altrimenti potrebbe andare incontro ad equivoci... graffianti!
postato da: madainoncicredo alle ore 11:46 | link | commenti (4)
categorie: parole, lallazione
martedì, 19 febbraio 2008

Scoperte

Da qualche giorno Gabo ha scoperto di avere la lingua. Fa delle linguacce un po' inquietanti, e l'abbiamo visto anche afferrarsi la lingua con le dita per tirarla fuori. Poi fa versacci tipo ghllla-ghllla-ghllla. Il papà sta cercando di trasformarli in gorgheggio, ma dovrà lavorarci parecchio su.

Da qualche giorno ha anche scoperto che la mamma ha due protuberanze strane. Quando esco dal bagno mi guarda con la faccia un po' così, quell'espressione un po' così, tra lo stupito e il malizioso. Poi me le indica e ride. Non credo abbia nostalgia: prendere il latte di mamma non è mai stata la sua passione (come la pappa, d'altronde) e ha smesso un anno fa. Si vede che le trova buffe.

Oggi, invece, ha ri-imparato a dire papà. Un paio di mesi fa alternava le parole mamma, papà e pappa quasi con senso compiuto, poi si è dedicato per settimane a declinare la lettera D (de-de, da-da, de-do-do-da, di-do ecc.ecc.).

Stasera il papà mi ha accolto tutto orgoglioso: "Senti come dice papà!". E, rivolgendosi a Gabo: "Papà". Lui, ubbidiente, ha ripetuto: "Papà!".
"Ho provato anche con mamma - si è come giustificato - ma non funziona...".
Ci ho voluto provare io: "Ma-mmma. Dai, Gabo, dì ma-mmma".
E Gabo, con convinzione, ha detto: "Papà!".

Son soddisfazioni.

postato da: madainoncicredo alle ore 21:56 | link | commenti (6)
categorie: parole, vita quotidiana, papà, lallazione
mercoledì, 26 dicembre 2007

Convalescenti

Mamma e papà hanno passato i giorni pre-natalizi tra pronto soccorso e guardia medica... Nulla di grave: solo un brutto virus influenzale che ci ha letteralmente stesi.

In compenso Lenticchia si è ripreso alla grande e si gode i genitori forzatamente casalinghi, a disposizione 24 ore su 24 (lettone compreso). Sarà che è contento di essere a casa con noi, ma ha smesso di buttarsi per terra a pelle d'orso e mangia tutta tutta la pappa, poi batte le manine quando si accorge che è finita.
postato da: madainoncicredo alle ore 12:12 | link | commenti (10)
categorie: parole, foto, tempo libero, vita quotidiana, tappe, lallazione
domenica, 21 ottobre 2007

Undici e tre

Oggi Lenticchia compie 11 mesi. E li ha festeggiati con il terzo raffreddore consecutivo, in nemmeno due mesi. Lo sto imbottendo di Rimikind, vedremo come va. Per ora la certezza è che di notte si sveglia ogni due ore o anche più spesso. Siamo lievemente distrutti.

Comunque nel pomeriggio siamo usciti (era una questione di sopravvivenza di mamma e papà... in casa due giorni di seguito con la belva non si può resistere!). Siamo andati in un centro commerciale vicino a casa, oggi in apertura straordinaria. Dovevamo comprare un paio di scarpine, richieste dal nido: le dade sono stanche di rincorrere il pupo a piedi nudi., visto che i calzini se li toglie di continuo. Ah, ecco forse da dove deriva il raffreddore...

Acquisti a parte, ne abbiamo approfittato per sottoporre Lenticchia al suo primo taglio di capelli. Ormai la frangia gli arrivava alla bocca...
E' andata benino, nel senso che una parte del lavoro dovremo rifinirla noi: la parrucchiera ad un certo punto gliel'ha data su. Ma io lo capisco, Lenticchia: il rumore della macchinetta tosatrice era troppo interessante per stare fermo, eh.

Il giorno del suo undicesimo complemese segna poi la sua prima, incontrovertibile, parola con senso compiuto: TRE.

Be', in realtà già da diverso tempo dice mamma-mamma. Però lo dice anche al papà, oppure quando è contento, o in generale per richiamare l'attenzione. Ma poche sere fa è stato inequivocabile: si è proprio rivolto a me, quando sono rientrata dal lavoro, e con tono esclamativo. MAMMA! Mi ha riempita di orgoglio, ovviamente. Ma con un pizzico in più di senso di colpa...

Ieri, invece, ci ha colti di sorpresa. Il papà lo stava facendo giocare a vola-vola: e uno, e due... Visto che il tre, con relativo volo in aria,  tardava ad arrivare, l'ha detto lui: . E' stato tenerissimo... e l'ha pure ripetuto pochi istanti dopo, sempre per completare la conta.
Adesso comincia un periodo molto divertente. Ogni parolina nuova ci ripagherà delle fatiche e del sonno perduto. Poi arriverà il giorno in cui, all'ennesimo "perché?", rimpiangeremo l'età di Lenticchia in cui "a-ta-tai" e "toti-doi" erano le sue espressioni preferite.

postato da: madainoncicredo alle ore 21:25 | link | commenti (9)
categorie: parole, acquisti, nido, tappe, bua , lallazione
venerdì, 20 luglio 2007

In breve

Oggi a pranzo Lenticchia ha mangiato meno di metà della dose minima di pappa.

In compenso è da stamattina che ripete mà-mmà-mmmà.

Son soddisfazioni.
postato da: madainoncicredo alle ore 14:43 | link | commenti (8)
categorie: vita quotidiana, pappa, svezzamento, lallazione
lunedì, 14 maggio 2007

Random

E' stata una settimana piena di impegni, e sarà così fino alla fine del mese, quando io, Lenticchia e la nonna, con aggiunta di papà nei weekend, andremo al mare per qualche settimana.

Venerdì scorso, tanto per dire, ho passato il pomeriggio al Caaf per la compilazione dei 730 e dell'Isee (cosiddetto redditometro), in vista dell'uscita del bando comunale per l'accesso ai nidi. Bando che esce oggi. Le probabilità che Lenticchia conquisti un posto è praticamente nulla, visto che in tutto il Comune ci sono 48 posti per lattanti e basta andare nella piazzetta sotto casa mia, una mattina qualsiasi, per contare più di 50 tra carrozzine e passeggini... ma ci proveremo lo stesso.
Intanto sabato sono andata a vedere il primo nido dei quattro che hanno la sezione per i più piccoli. Ho dovuto salire 20 gradini con Lenticchia in un braccio e il passeggino nell'altra. Non mi ha fatto una bella impressione...

Ah, devo anche ricordarmi di andare all'anagrafe per un certificato di nascita. Poi devo cercare un commissariato (spero di non dover andare in Questura a Bologna...) per trasformarlo in documento valido per l'espatrio. In agosto potrebbe infatti scapparci una gitarella in Francia. Il problema è che ci vuole la fototessera di Lenticchia. Come si fa a tenere fermo un neonato di 6 mesi dentro una di quelle macchinette? Oppure c'è qualche altro modo?

Tra una pratica burocratica e l'altra, mi godo i quotidiani progressi di mio figlio. Ieri, ad esempio, mi ha fatto un regalo per la festa della mamma: si è girato per la prima volta, da solo, a pancia in giù.
(Parentesi: in casa nostra questa festa non si festeggia, così come San Valentino o San Silvestro. "Io non ti vedo come mamma", mi ha detto il papà, intendendolo come un complimento. Però io non vedo l'ora che Lenticchia sia in grado di recitarmi una poesia o scrivermi un bigliettino...)

Da ieri, inoltre, Lenticchia ha una voce nuova. Ha infatti scoperto di poter modulare gli acuti. E che acuti! Devo ricordarmi di avvertire i vicini di questo progresso, altrimenti possono pensare che stiamo sperimentando nuove tecniche di tortura. Preferivo i toni bassi con cui ci ha deliziato un mesetto fa, ma solo per qualche giorno. Per il resto, proseguono le prove alfabetiche. Al momento, si è impadronito delle lettere B, D e GH.
(N.B. Naturalmente, ogni volta che mi avvicino con la fotocamera, la videocamera o il microfono del lettore MP3, Lenticchia smette di fare quel che faceva. Antipatico!)

Poi... vorrei raccontare della piscina, dei libri che sto leggendo, delle prove di posizione seduta, di quanto è buono-bravo-bello ecc.ecc. Ma mi fermo qui, vah. Dovrei anche farmi la doccia, ogni tanto.

postato da: madainoncicredo alle ore 09:29 | link | commenti (6)
categorie: vacanze, vita quotidiana, papà, nido, tappe, lallazione