Oh oh... sono mamma!

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Utente: madainoncicredo
Una che a 40 anni si è trovata una "lenticchia" nella pancia, a 41 è diventata mamma, a 43 si è sposata, e ancora non ci crede!
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lunedì, 02 febbraio 2009

25 ore

Venerdì, ore 21.30
Esco per andare a casa di un'amica. Sono tre mesi che non esco, ho già disdetto più volte con varie amiche per stanchezza, malanni o motivi di lavoro. Gabo al tatto non ha più febbre, nel pomeriggio aveva 38, ma insomma, non sta male, si è addormentato tranquillo. Non posso dare un bidone un'altra volta... Esco.

Sabato, ore 1
Torno a casa, mi infilo sotto il piumone, sussurro a mio marito: "Tutto ok?". "Sì, sì". In realtà non era vero... Gabriele si era svegliato tre volte, la prima dieci minuti dopo che ero uscita, e l'ultima dopo mezzanotte con un riaddormentamento lungo 20 minuti. Ma questo l'ho saputo solo alla mattina.
Faccio in tempo a sdraiarmi che sento chiamare: "Mamma! Mammaaaa!".
Lo trovo in piedi nel lettino, bello sveglio. Impossibile cercare di riaddormentarlo. Lo prendo nel lettone. Dico a mio marito: "Forse è meglio che tu vada a dormire nel divano...". Ovvero - è il mio ragionamento - è colpa mia se si è svegliato, sono uscita con le amiche, mi ha sentito tornare,  sono una m**da di madre, ora tocca a me... (noi donne ragioniamo così, no?).

Ore 3.30
Non si è addormentato neanche 5 minuti. E' tutto un rigirarsi, prendermi le mani, tormentarmi la faccia, dare colpi con la testa contro la testata del letto, mettersi seduto, cercare di scappare... Sono esausta. E' fresco in fronte, il pannolino sembra pulito, che cos'ha??? Mi chiede di togliergli il sacco nanna, penso che gli dia fastidio, forse gli si sono sfilati i pantaloni del pigiama, a volte succede... Appena glielo tolgo scende giù dal letto e scappa in sala, dove dorme il papà. "Forse è meglio se facciamo cambio, è troppo sveglio, vai tu in camera, noi stiamo qua...".
Accendo la tv e metto su i Teletubbies, così prima o poi crollerà, no?
No.

Ore 5
I Teletubbies sono finiti, Gabo si alza e pretende di cambiare il dvd, vuole vedere Balù...
Io ormai sono fuori di me dalla stanchezza.
Lo riacchiappo, spengo la tv, lo faccio sdraiare sul divano di fianco a me e gli dico: "Ora dormi o ti butto giù dalla finestra!".
Sta un attimo in silenzio, poi comincia a piagnucolare.
Oh cavoli, mi sa che ha capito quel ho detto... Che m**da di madre che sono.
"Amore, scusami, era un modo di dire, ti voglio tanto bene, fatti abbracciare dalla mamma, era uno scherzo, scusami, scusami, scusami!".
Finalmente crolla.
Lui dorme tre ore e mezza, io faccio qualche pisolino.

Ore 8.30
Il papà si alza, noi ormai siamo svegli, e così scopro che la serata non era andata proprio liscia...
Cominciamo a montarmi i sensi di colpa. Gabo non si sveglia praticamente MAI la sera, dopo che è andato a nanna. Oltretutto non chiamava me: il papà aveva sentito che si era messo in piedi nel lettino e aveva acceso la luce nella stanza. E la seconda volta si era messo a suonare il pupazzo-carillon appeso al lettino (era un anno che non lo sentivamo...).
Però non c'è niente da fare, mi convinco che Gabo ci sia rimasto male a non vedere arrivare me, e quindi si sia agitato sempre di più, fino a svegliarsi del tutto al mio rientro.
Poi elaboro un'altra teoria, ovvero che ci sia qualche molare in arrivo: l'anno scorso avevamo passato un paio di nottate simili e non avevamo trovato altra spiegazione se non quella dei denti.

Ore 13.30
Gabo è ovviamente stanchissimo e si addormenta pacifico. Non sembra avere nessuna conseguenza della nottata. E' completamente sfebbrato.
In compenso, mamma e papà sono sconvolti. Io ho sulle spalle anche la maxi-vomitata di due giorni prima e tutto lo stress che ho accumulato mi fa dire cose che non penso, sembro una iena, azzanno a casaccio, è la tensione che in qualche modo deve uscire ma esce male...
Arrivo a pensare che farei meglio ad andare all'ottavo piano e buttarmi giù dalla finestra, tanto sono inadeguata, come moglie e come madre. Sono una m**da.

Ore 20

La giornata è passata tranquilla e Gabo, a cena, ha persino mangiato la pappa senza storie. Gioca  buono in sala, di fianco a noi, con la sua amata fattoria e gli animaletti. Facciamo appena in tempo a metterci a tavola che lui cade. Una caduta banale, come tante. Non abbiamo capito nemmeno come abbia fatto. Ha perso l'equilibrio praticamente da fermo, al massimo camminava, si è come avvitato su se stesso, ma aveva le ciabattine, non è scivolato sui calzini, e i pantaloni non erano lunghi... Insomma, cade, piano. Ma evidentemente sbatte la faccia sul puff che ha un'anima di legno, o forse si morde.
Proprio non abbiamo capito come abbia fatto. Ed era a un metro da noi. Tranquillissimo.
Ha la faccia sporca di sangue.
Un taglio sopra al labbro.
Profondo.

Il papà lo porta sul lavandino e lo sciacqua, io prendo un asciugapiatti di cotone, la prima cosa pulita che mi viene in mente, lo bagno di acqua fredda e glielo premo sul volto per fare l'emostasi, lo so, bisogna fermare il sangue. Ma ne esce tanto. Ci alterniamo, il papà va a prendere il ghiaccio, io chiamo la guardia medica: "Non è la prima volta che si spacca il labbro-  spiego - ma credo che stavolta ci vogliano dei punti...". "Portatelo nel nostro ambulatorio, gli diamo un'occhiata".
Ci vestiamo, cambio Gabo fino al body perché è tutto sporco di sangue, prendo il libretto sanitario e la borsa del cambio. Ma all'ambulatorio, dopo averlo disinfettato, ci dicono che secondo loro serve una sutura... Dobbiamo portarlo al Pronto Soccorso Pediatrico. Proprio quello . Di sabato sera, come un anno fa. Quello dove, a un anno di distanza, a detta del nostro pediatra, si ricordano ancora di noi...

Ore 21
Arriviamo in ospedale. In sala d'attesa una decina di bimbi, quasi tutti stranieri, in maggioranza neonati. Che sono stati portati lì per l'influenza. O anche solo per una febbre.
Passa una decina di minuti ed esce l'infermiera (be', forse allora la situazione è migliorata, rispetto a un anno fa...). Facciamo vedere il labbro di Gabriele, anche l'infermiera conferma la necessità della sutura, e ci fanno accomodare. L'attesa non sarà lunga, ma nel frattempo sentiamo i racconti di altri genitori. Quel bimbo avrà 8-10 mesi, si vede che ha un po' di raffreddore. "Ha 37,2 e male al petto", dice il padre, forse marocchino. L'infermiera è basita: "37,2? Male al petto? Cosa vuol dire, che ha la tosse?". "Sì, tosse...".
Questo è solo il caso limite, ma più o meno tutti i bimbi sono lì perché hanno qualche linea di febbre. "Aspettiamo da tre ore...", si lamenta una coppia con una bimba sui 6 anni, che gioca tranquilla. Un'altra mamma di un bimbo di 4 anni mi spiega: "Ora la febbre non ce l'ha, ma è una settimana che va e viene, magari tra un'ora ha 39...". Magari? Tra un'ora? Allucinante.

Ore 21.30
Ci fanno entrare. La dottoressa di turno conferma: serve la sutura, "ma non abbiamo il chirurgo pediatrico, dobbiamo richiedere una consulenza, poi ci diranno se dovete aspettare o tornare domani mattina...".
Rassegnati, torniamo in sala d'attesa.

Ore 22
Arriva il chirurgo. Era di reperibilità a casa, "ma se è per un bimbo così piccolo corro", dice.
La ferita è profonda, "vorrei provare a fare una sutura intradermica - ci spiega - in modo da lasciare una cicatrice meno evidente... Però è una posizione molto difficile, e poi si muoverà. Ora facciamo un'anestesia locale, lo dovrete tenere molto forte perché salterà, è il momento più brutto".
Ma Gabo è bravissimo. Piange, ha tanta paura, chiama "mamma! mamma!", implora "via!", ma sta fermo. Non dobbiamo nemmeno fare forza. Il papà gli tiene le mani sulla pancia, io le gambe, ma lui probabilmente è paralizzato dalla paura. Gli hanno coperto gli occhi con una mascherina, quindi non ci vede, chissà che terrore, gli parlo di continuo mentre il chirurgo gli infila una specie di amo da pesca nella carne, più volte... "Ora finisce tutto, andiamo a casa a vedere Balù, e poi arriva anche Baghera, ecco, queste dottoresse sono come Balù e Baghera che salvano Mowgli da Shere Khan, sono buone, lo fanno per farti passare la bua più in fretta". Ogni tanto mi scappa un "poverino" e il chirurgo mi riprende, "non dica così!". Ma è difficile fingere di essere tranquilli...

Ore 22.30
Ecco, la sutura è terminata. Gabo mi abbraccia forte e non piange più, si lamenta solo un po'.
"Dovete essere orgogliosi di vostro figlio - ci fa i complimenti il chirurgo - è stato bravissimo, è la prima volta che riesco a fare una sutura del genere in un cucciolo così piccolo". Il nostro cucciolo d'uomo. Il nostro piccolo Mowgli.
Torniamo a casa. Accendiamo la tv, Balù non può mancare per rilassarlo un po' prima di andare a nanna. Scaldiamo i piatti rimasti sulla tavola e ceniamo.
Alle 23 lo mettiamo a letto.
Dormirà fino alle 7.30.

Oggi

Sembra la Lecciso quando gli sbagliarono l'iniezione di silicone. Non riesce a chiudere la bocca e sbava. Quando oggi si è visto per la prima volta allo specchio si è messo a piangere, indicando il cerotto e implorando "via! via!".
Perde ancora un po' di sangue, la posizione è sfortunata, in pratica il taglio comincia all'interno del labbro superiore e continua sulla carne fino alla zona "baffo".
Non è successo nulla di grave, lo so.
Ma non riesco a non sentirmi in colpa...

(E sono anche un po' stanca, ecco).
postato da: madainoncicredo alle ore 14:43 | link | commenti (19)
categorie: televisione, vita quotidiana, pianto, denti, nanna, bua
mercoledì, 21 gennaio 2009

Pausa

Si è interrotta questa settimana una lunga serie positiva di presenze consecutive al nido. Sabato, infatti, gabo ha cominciato ad avere la tosse e domenica la febbre (arrivata al massimo a 37.9). Quindi è a casa da lunedì, subito messo sotto aerosol. Già ieri era sfebbrato, ma con un catarro allucinante, tanto che stanotte, per un eccesso di muco nei bronchi, ha pure vomitato nel letto, poverino... Ma ha continuato a dormire in braccio al papà, mentre io cambiavo tutta la biancheria.

Stamattina, quindi, visita dal pediatra, che non lo vedeva da agosto, e bilancio della salute per la tappa dei 2 anni. E' lungo 88 cm e pesa 12,2 chili, e il dottore si è detto molto contento della crescita. A dire il vero, il suo metro e la sua bilancia sono sempre un po' generosi... Ma sono parecchie settimane che non lo peso a casa (le pile della bilancia sono scariche) e quindi è la prima volta che vediamo appalesarsi il numero 12.
Gli è pure spuntato il secondo canino (in basso a destra) proprio in questi giorni di tosse.

La pancia è sempre un po' gonfia, tanto che anche stavolta il pediatra mi ha chiesto se avevamo già fatto gli esami per la celiachia (sì: un anno fa, negativi). Avrà preso da me, che in quanto a panciotta non scherzo... E poi c'è da dire che è diventato stitico: la fa ogni due o tre giorni, e a fatica, fino a piangere; molto spesso è "caprina", cioè a palline piccole. Così ora proviamo uno sciroppo: Lactulax, un cucchiaino mattina e sera per 20 giorni. Se non migliora, passeremo al Paxabel. In realtà migliorerebbe se mangiasse un po' di verdura... le cotolette non favoriscono di certo. Da qualche giorno siamo tornati alle pappe molle, dove infilo un mezzo omogeneizzato di verdure, e la situazione è già leggermente migliorata.

Intanto, per i bronchi, per fortuna niente antibiotico ma continuare aerosol con fisiologica e Broncovaleas, quindi niente cortisonico; in più, come fluidificante, 20 gocce di Bisolvon tre volte al giorno, per una settimana. Da febbraio, terapia preventiva: nuovo ciclo di Ommunal (una bustina al giorno per 10 giorni, poi pausa di 20, per tre mesi) e, in più, sciroppo Immun-up (3 ml due volte al dì per 15 giorni al mese, per tre mesi).

E da domani può tornare al nido (dove, tra l'altro, oggi erano presenti in 8 su 21: tutti a casa con tosse e bronchite!).

Infine, il pediatra mi ha detto che "al pronto soccorso pediatrico ricordano ancora come un incubo quello che ha combinato lei un anno fa". Ovvero quando, con Gabo in piena gastroenterite, chiamammo polizia, tribunale dei diritti del malato e giornali per denunciare la situazione che stavamo vivendo.
Pare, però, che in un anno sia cambiato poco o nulla, nonostante l'Ausl avesse convocato una conferenza stampa, il giorno dopo il nostro "putiferio", per annunciare che avrebbero preso provvedimenti.
Spero soltanto di non dover verificare la situazione attuale di persona...
postato da: madainoncicredo alle ore 15:10 | link | commenti (2)
categorie: peso, denti, pediatra, crescita, bua
mercoledì, 31 dicembre 2008

Meraviglia

Ho visto la meraviglia negli occhi di mio figlio. Non per un regalo di Babbo Natale, ma per la neve, che ci ha accolti domenica scorsa in città, al ritorno dalla nostra vacanza al mare. Gabo non faceva altro che guardare la neve cadere, indicandola col dito, e con gli occhi brillanti di un misto di felicità e incredulità. Dopo pochi minuti è anche riuscito a dire la parola "neve", e l'ha ripetuta tante volte di seguito come non aveva ancora fatto per nessuna parola.

In questi giorni di full immersion assieme, però, nel linguaggio c'è stato un salto di qualità e quantità. Non si limita più alle solite 10-15 parole che conosce da un anno, e tutte composte dalla stessa consonante. In questi giorni è riuscito a imparare parole "vere", non di sua invenzione, come neve, appunto, ma anche luna, pollo, mela... Anche due o tre parole nuove al giorno. E in vacanza, per la prima volta, ha anche detto come si chiama: Lèlle.

In compenso, nei quattro giorni di vacanza in Liguria, ha fatto quasi lo sciopero della fame, limitandosi al latte mattina e sera. Però oggi si è appalesato un secondo canino, e questo spiega anche qualche "esplosione" nel pannolino che si è verificata ieri... E' andata invece molto bene la nanna, ormai stabilizzata su una tirata di 9-10 ore, al massimo con un risveglio notturno ogni tanto. E in vacanza ci ha regalato anche qualche dormita fino ale 8!!

Devo poi dire che Babbo Natale, dopo un esordio deludente, ha saputo recuperare.
La sera della vigilia, a casa del nonno, ha portato un leggilibro, con una storia di Winnie the Pooh, e Gabo ne è rimasto rapito: è capace di "leggerlo", da solo, anche 5 o 6 volte di seguito! Ma c'erano anche un puzzle di legno di Winnie the Pooh, un peluche di Daffy Duck e un album dei Teletubbies da colorare: tutti regali molto apprezzati.

La mattina di Natale, nell'appartamento di un nostro amico gentilmente concessoci per tutta la vacanza, Babbo Natale ha portato la lavagnetta magica "ordinata" da noi, che ci ha permesso di resistere a diversi pranzi e cene, così come al viaggio di ritorno in auto. Ma - sopresa anche per noi - ha portato anche un grande camion giallo, che il nostro ospite aveva ordinato a Babbo Natale apposta per Gabo.

Il munifico vecchietto venuto dal Polo Nord ha fatto anche un passaggio a casa della nonna del mare. E che passaggio! Tre libri di filastrocche della Pimpa con allegati cd musicali, una valigetta con quattro libri di Spotty e tre modellini: un muletto, una ruspa e un pullman. Quest'ultimo meglio noto, in gabrielese, come "cicci", e rivelatosi - forse - come il regalo preferito di questo (troppo) ricco Natale.  Il cicci sta quasi diventando il suo oggetto transizionale, e finora non ne aveva mai avuti: una sera ha voluto a tutti i costi addormentarsi sdraiandocisi sopra (sarebbe più comodo un pupazzo...), e ora la mattina vorrebbe uscire portandoselo al nido, e siamo costretti a barattarlo col ciuccio.

Ma Babbo Natale non ha ancora finito, e nel suo giro ha portato anche un regalo a casa di nostri amici del mare che hanno una bimba di sei mesi più grande di Gabo. L'uomo di casa, alle prese con bambole e affini, si è sfogato per questo regalo, e ha preso - ops, ha chiesto per letterina a Babbo Natale - un trenino elettrico "vero", western, con un binario lungo diversi metri, luci e suoni. Be', l'espressione di Gabo, quando l'ha visto, è stata abbastanza vicina a quella per la neve...

Per completare il quadro natalizio, devo però registrare un piccolo incidente avvenuto la sera di Santo Stefano. Scenario: la festicciola per il primo compleanno del figlio di amici. Ci sono 6 o 7 bimbi, di età fino ai 5 anni, con cui Gabo ha giocato e corso e saltato per un paio d'ore. Arriva l'ora di cena, Gabo digiuna come al solito, riusciamo a fargli ingurgitare una merenda allo yogurt, poi tutti i bimbi si sistemano davanti alla tv per una mezz'ora di cartoni. Noi tiriamo un sospiro di sollievo (fino a quel momento l'avevo tenuto costantemente d'occhio) e ci accingiamo a goderci la nostra pizza, quando una mamma, la più vicina, si alza per sollevare nostro figlio da terra, urlante. "Si sarà spaventato per la caduta...", dice. Accorro e so già che invece qualcosa è successo, perché Gabo piange così solo per il dolore. E infatti ha la bocca piena di sangue. Cadendo dallo sgabello, forse per scendere, si è spaccato un labbro. I denti, per fortuna, ci sono tutti e interi. Tanto sangue, anche la mattina successiva, ma anche questa disavventura è ormai archiviata.

Morale di questa vacanza: Babbo Natale ha un po' esagerato (e pare che ci sia ancora qualche regalo in giro) e sì, la televisione fa male.

Auguri perché il 2009 porti a tutti voi ciò che più desiderate!
(Per me, un lavoro con un orario più umano, grazie...)
postato da: madainoncicredo alle ore 16:56 | link | commenti (3)
categorie: parole, giochi, letture, vacanze, televisione, pappa, denti, nanna, nonni, bua
venerdì, 12 dicembre 2008

Finalmente!

Oggi si è appalesato il primo canino di Gabo, il superiore destro, con una bella puntina bianca che sbuca dalla gengiva. Ecco forse spiegata l'agitazione notturna eccessiva degli ultimi giorni. O forse era freddo, chissà.

Intanto oggi mi godo il mio bimbo full-time, ed era da fine agosto che non passavo un'intera giornata da sola con lui! Certo, stare chiusi in casa non è il massimo, però guarda caso tra ieri sera e stamattina sono riuscita a fargli pronunciare una parola nuova: "ancora" (un misto tra cora, con la r pronunciata benissimo, e tota).

Quando vuole qualcosa "ancora" - che sia un cartone della Pimpa ("bau"), un libro dei Barbapapà o il prosciutto cotto, la sua passione culinaria ultimamente - fa infatti un gesto bruttissimo: scossa una manina in alto, come quando io agito il biberon per sciogliere i biscotti. Non so come gli sia venuto, e all'inizio credevamo volesse il latte, invece lui lo fa per chiedere il bis. Ma ieri sera ho cominciato a impormi, a tenergli la manina e a chiedergli "dì ancora, che sei capace". E lui si è tolto il ciuccio e, come se niente fosse, ha detto "cora".

Ecco, cosa succede a passare così poco tempo con il proprio figlio. Ecco cosa ci perdiamo, io e lui. Ecco, sto di nuovo per entrare in crisi perché voglio un altro lavoro, o un part-time.

Voglio veder crescere mio figlio, mica la luna. Ma per me sembra più probabile andare su Marte...
postato da: madainoncicredo alle ore 14:19 | link | commenti (2)
categorie: parole, vita quotidiana, denti
giovedì, 28 agosto 2008

Allora...

...in realtà, siamo tornati già da una decina di giorni, ma avevamo troppe cose da fare e poca voglia di stare al pc.

La vacanza è cominciata malissimo. Appena arrivati a destinazione, dopo appena pochi passi, Gabo è inciampato ed è caduto di muso, spezzandosi un incisivo superiore. Grande spavento e tanta bua, un po' di sangue e nessun rimedio: gli rimarrà così, a metà e un po' in diagonale, finché non gli cadrà per fare spazio al definitivo... Potrebbe diventare nero ma anche no, ha detto il pediatra. Possiamo solo aspettare.
Per il resto, però, è andato tutto benissimo: Gabo è stato anche molto più "gestibile" rispetto alla vacanza in Tunisia, e i suoi lunghi pisoli pomeridiani (anche 4 ore!) ci hanno permesso di riposare. Anche la nanna notturna non ha avuto problemi.

Invece, appena tornati a casa, sono cominciati i problemi di notte. Si sveglia, che siano le 3 o mezzanotte, e non riesce più ad addormentarsi, nemmeno nel lettone con noi. Continua ad agitarsi, a rigirarsi di qua e di là, a sbattere le gambe, poi si mette seduto, scende, torna su...

Un delirio.

Sospettiamo che siano i canini in arrivo (anzi, speriamo che sia così, almeno sarebbe una fase passeggera!). Tanto che un paio di sere fa, dopo un'ora di rivoluzione nel lettone, e su suggerimento del pediatra, gli ho messo una supposta di paracetamolo (Efferalgan 150). Nel giro di mezz'ora si è addormentato... ma in pratica è come se gli avessimo somministrato un sonnifero.

E la pappa? Un dramma... In vacanza era così così, ma essendo noi più rilassati non ce ne siamo curati più di tanto. Mangiava un paio di fruttolo e mezza banana a pranzo, una mezza tazza di pappetta la sera, uno yogurt a merenda...
Ma da quando siamo tornati a casa va sempre peggio, e ci sono dei giorni che a pranzo o a cena digiuna. C'è anche da dire che, da quando siamo tornati a casa, stiamo disintossicando Gabo dalla tv. In vacanza avevamo forse un po' abusato della sua nuova passione per Pat il postino che ci permetteva di stare tranquilli con lui a tavola a pranzo e a cena. Ma era come se mangiasse sotto ipnosi... Quindi basta tv a tavola.

E la pappa ora è diventata ancora più difficile. Due sere fa ha mangiato qualche briciola di pane tostato e due cucchiaini di fruttolo. Se me lo raccontassero, obiettivamente, non ci crederei. Io e suo padre lo guardavamo increduli: ma come fa a non avere fame???

Proprio quel pomeriggio, era martedì, lo avevo portato dal pediatra. Pesa 11 kg ed è lungo 85 cm, è attorno al 25mo percentile, quindi per il pediatra va bene così. "Che mangi pure pane e yogurt, se è quello che vuole", ha detto, suggerendo soltanto di sostituire il latte fresco intero con il latte crescita, che è addizionato di vitamine e minerali. La mattina beve sempre volentieri il biberon di latte (240 ml con 5 o 6 biscotti) e la sera prima di dormire ne beve altri 100-120. Evidentemente, questa esigua quantità di latte (in pratica sono un paio di bicchieri) rappresenta il suo fabbisogno nutritivo giornaliero.

Ma non è facile accettare tutto ciò, lo ammetto. Anche perché tutte le sere gli preparo una pappa, in genere quella "molla" da svezzamento (ho provato anche in vacanza con pastina e riso, ma proprio non va...), che regolarmente butto via. E a parte un po' di frutta, pane e latte e derivati, non c'è davvero nulla che gli piaccia o che gli interessi. Se gli proproniamo un po' di nostro cibo, afferra il polso della mano che brandisce il cucchiaio e lo respinge con tutta la forza che ha. E che non è poca.

Da lunedì io torno a lavorare, e presto dovremo affrontare anche un nuovo inserimento in un nuovo nido.

Si preannuncia un autunno caldo, in casa di Gabo...
postato da: madainoncicredo alle ore 14:06 | link | commenti (8)
categorie: vacanze, televisione, peso, denti, nanna, pediatra, crescita, bua
giovedì, 15 maggio 2008

Denti-male

Da alcuni mesi Gabo è a quota dieci denti: due incisivi inferiori (i primi spuntati, quando aveva sette mesi), i quattro incisivi superiori e quattro molari simmetrici, uno per arcata (spuntati da gennaio, in piena gastroenterite...).

Finalmente stanno arrivando gli altri due incisivi inferiori, per pareggiare la situazione. E per il momento paiono i peggiori! Innanzitutto, il loro spuntare è coinciso con tosse e febbre, per non parlare dell'inappetenza... Anche il pediatra, che l'ha visitato ieri mattina, ha confermato che "ha un gran fastidio per questi dentoni" (parla con linguaggio comprensibile, il dottore); i polmoni sono a posto e la gola è appena appena arrossata.

Martedì sera, con 38 di febbre, Gabo ha cominciato a piangere disperato, proprio come durante una notte da terrore un mesetto fa. Abbiamo così avuto la conferma che, quando strilla così, è perché ha bua da qualche parte. Ma, con una supposta di Efferalgan 80 (paracetamolo, come la tachipirina) e una spalmata di Dentinale sui denti, per fortuna dopo poco è crollato addormentato.

Devo dire, però, che in queste notti resiste soltanto un paio d'ore nel lettino, poi si sveglia (o per la tosse, o per il mal di denti) e lo dobbiamo prendere nel lettone. Peccato, perché da diverse settimane dormiva tutta la notte dalle 21 alle 7.

Be', vuol dire che è una fase. Passerà anche questa.
postato da: madainoncicredo alle ore 17:02 | link | commenti (7)
categorie: pianto, denti, nanna, pediatra, bua
venerdì, 14 marzo 2008

Seratona

Già ieri non ero dell'umore migliore, visto che ho dovuto cacciare indietro le lacrime più volte.
Per fortuna, quando la sera sono tornata a casa dal lavoro, Gabo mi ha consolata correndomi incontro con il sorriso e abbracciandomi forte.

Dopo la solita velocissima cena, attacchiamo la lavastoviglie e comincio a preparare il bagnetto. Come sempre, accendo il termoventilatore per riscaldare un po' l'aria. Il papà comincia a spogliare Gabo, di fianco alla vasca, che perde l'equilibrio e cade. Una caduta come tante. Non ci accorgiamo subito che ha sbattuto il muso contro il bidone dei pannolini... Lui comincia a urlare e pensiamo che sia per lo spavento, ma quando lo mettiamo sul fasciatoio per finire la svestizione ci accorgiamo del sangue che gli cola dalla bocca. Un dente gli ha tagliato l'interno del labbro.

Corri in cucina a cercare ghiaccio, che ovviamente non c'è. Bagna del cotone in acqua fredda: il sangue esce copioso. Sono già agitata: avrà bisogno di punti? Temo una nuova corsa al pronto soccorso, come nel periodo della gastroenterite...
Bagna il ciuccio in acqua gelata. Dagli l'acqua fredda nel bicchiere. No, proviamo col biberon.
Finalmente il sangue si ferma. E' solo un taglietto.

Gabo si calma e torniamo in bagno. Da qualche tempo protesta un po' solo al momento di sedersi nella vaschetta, poi come al solito comincia a giocare con l'acqua e la bua è passata.

Faccio appena in tempo a sciacquargli bene lo shampo dalla testa che BAMMM! Va via la luce.
Buio pesto.
Gabo non ha paura del buio, ma è stanco, ancora addolorato e stressato dall'incidente di poco prima, e comincia a urlare. Intanto il papà corre in ingresso ma il salvavita non c'entra, deve andare giù dai contatori. Ovviamente, al buio la chiave non si trova.
Io, a tastoni, nel nero assoluto, trovo l'asciugamano e tiro fuori Gabo dal bagnetto tutto tremante, un po' di freddo e un po' di paura.
Il papà è nevrotico, ancora non ha trovato la chiave. Io sono nevrotica, ma forse so dov'è.
"Vieni qui a tenere Gabo, la cerco io!"
Per fortuna sulle scale c'è la luce e con la porta aperta riesco a individuare la chiave giusta nel mucchio.
Facciamo di nuovo cambio: io tengo Gabo, il papà va giù dai contatori.
Finalmente torna la luce.

Non è successo niente.

Ma grazie a dio oggi è venerdì...
postato da: madainoncicredo alle ore 10:23 | link | commenti (2)
categorie: vita quotidiana, pianto, denti, bagnetto, bua
venerdì, 09 novembre 2007

Rumori

In questo periodo Lenticchia fa un sacco di rumori.

Be', innanzitutto starnutisce e tossisce tanto, poverino.

Poi scrocchia. Parecchio. Soprattutto le spalle. Ogni tanto ho l'impressione che mi debba rimanere un braccino in mano!

Ma il rumore più strano l'ha fatto per la prima volta martedì scorso. Era sul seggiolino, avevamo finito la pappa e gli avevo dato dei giochini per avere il modo di rassettare la tavola. Quando sento una specie di... boh, non saprei come trascriverlo. Tch-tch. Un rumore metallico. Gli ho aperto la bocca temendo che avesse qualcosa, un pezzo di gioco... impossibile, visto che erano tutti di gomma morbida. Ho pensato di essermi sbagliata, che quel rumore non provenisse da lui.
Ma nel pomeriggio, proprio mentre eravamo dal pediatra, l'ha rifatto. "Dottore, senta... che cos'é???".
E lui, serafico come sempre: "Bruxismo".
Ma come... ha appena quattro denti (due interi, gli incisivi inferiori, e due "mezzi", cioè appena spuntati, gli incisivi superiori)... e già li digrigna???

Dobbiamo cominciare a mettere da parte i soldi per il dentista...
postato da: madainoncicredo alle ore 11:38 | link | commenti (6)
categorie: vita quotidiana, denti, pediatra
sabato, 13 ottobre 2007

Ricapitolando

In questa settimana Lenticchia ha ricevuto il suo primo "cartellino rosso". Mercoledì, infatti, è stato "espulso" dal nido, in quanto aveva piagnucolato tutta la mattina e a mezzogiorno aveva 37,5 di febbre. In effetti, le due notti precedenti erano state molto agitate (anche se non credo proprio abbia sofferto di pavor), e probabilmente aveva un misto di mal di denti, raffreddore e ansia di separazione.
Comunque, arrivati a casa aveva appena 36,7. Ho l'impressione che abbia già imparato a bigiare la scuola: in questo, è tutto sua mamma...

Per fortuna, la tata era libera: io infatti dovevo andare a lavorare (turno 13.30-19). A proposito: abbiamo una tata molto dolce e brava. Peccato che sia "a termine". Nel senso che tra poche settimane avrà una bimbetta tutta sua da badare... e così dovremo ricominciare la ricerca da capo.
Certo che, con una tariffa che va dagli 8 ai 10 euro l'ora, c'è da chiedersi se non ci convenga piuttosto rinunciare a una o più giornate del mio stipendio, cioè restando io a casa sfruttando la legge sulla malattia del bambino. Di sicuro, quando sarò a tempo pieno ci converrà. Poi ci sono altri aspetti da valutare, ma tanto io alla carriera proprio non ci penso più...

Lenticchia è stato poi a casa anche giovedì, prima con me, poi con la tata e infine con la nonna. Il pediatra mi aveva consigliato un antibiotico in gocce da mettere nel naso (Rinotricina, mi pare) e una terapia rinforzante a base di gocce di Cebion. Ma io ho deciso di passare all'omeopatia fai-da-te con i rimedi compositi della LoackerRemedia (qui un elenco completo e alcuni pareri di mamme). Così ho comprato Nisykind per la febbre, Rimikind per il raffreddore e Munostim per stimolare le difese immunitarie.
Ovviamente, tutti i bimbi vanno pazzi per questi "zuccherini", ma mio figlio NO. Come fa con qualsiasi sostanza minimamente solida che entri in contatto con la sua bocca (leggi pastina), ha sputato subito i globulini. Allora adesso glieli faccio prendere scaldando un dito d'acqua nel microonde, sciogliendoci la dose di globuli e mettendo poi questo liquido dolciastro nel biberon. Non ne va pazzo, ma almeno così li assume.

Ieri mattina l'ho dunque riportato al nido. E quando sono andata via, ha piagnucolato.
Non era mai successo, in questo primo mese.
Mi sa che ha proprio fatto suo il motto del papà (e di Che Guevara, pare): "Bisogna essere duri, senza mai perdere la tenerezza".
Ma un giorno e mezzo a casa gli aveva procurato una piccola breccia nella corazza da scorpione che si ritrova...
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martedì, 09 ottobre 2007

Pavor

Lenticchia sta accusando ora, dopo un mese di frequenza, l'inserimento al nido. Potrebbe essere questa, infatti, la causa delle ultime nottate da paura. La scorsa notte in particolare: è rimasto sveglio, e urlante, dalle 2 alle 4. Quando si riappisolava, dopo pochi secondi faceva un balzo e ricominciava a piangere.
"Pavor notturno", ha sentenziato il pediatra, "dovuto all'ansia di separazione".
Secondo lui, i dentini non c'entrano nulla. E pensare che mi ero premunita di Dentinale e di Chamodent.

Ci siamo risparmiati le coliche, ci toccano gli incubi.
E speriamo che anche questi passino presto...
postato da: madainoncicredo alle ore 19:06 | link | commenti (14)
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