Oh oh... sono mamma!

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Utente: madainoncicredo
Una che a 40 anni si è trovata una "lenticchia" nella pancia, a 41 è diventata mamma, a 43 si è sposata, e ancora non ci crede!
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venerdì, 30 gennaio 2009

Sos(so)

Ieri mattina Gabo era un po' sosso in faccia... Tanto che gli ho detto: "Ma come sei bello colorito!".
Seee.
A mezzogiorno mi chiamano dal nido: "Ha 37.8 di febbre...".
Ah.
Quando lo vado a prendere è paonazzo, ma la febbre è leggermente calata.

Torno a casa, chiamo il pediatra, mi dice che c'è febbre altissima in giro e di dargli subito la tachipirina perché sicuramente la temperatura si alzerà. In casa ho una bottiglia di sciroppo nuova: l'ultima volta gli ho dato tachi in gocce un annetto fa, poi smisi di usarle e passai a supposte di Efferalgan (sempre paracetamolo è, ma il dosaggio è diverso) perché era capitato che Gabo vomitasse dopo aver preso le gocce, e il pediatra aveva dato la colpa al saporaccio. Lo sciroppo ha il classico sapore di fragola e Gabo lo beve senza problemi dal dosatore (5 ml, secondo le istruzioni).
Gli propongo un biberon di latte (ovviamente non ha pranzato) e ne beve metà.

Passano dieci minuti e lo vedo molto rinco, sta per addormentarsi, quindi lo porto in bagno per cambiarlo. Appena finita l'operazione, ce l'ho in spalla e sono in corridoio quando sento il classico gorgoglio pre-vomito...

Diciamo che, in qualche modo, ho salvato il parquet. Ma avevo vomito anche nei capelli, oltre che addosso. Ho fatto appena in tempo a depositare Gabo sul fasciatoio e l'impressione è che abbia tirato fuori tutti i liquidi che aveva bevuto negli ultimi due giorni, con fiotti che gli uscivano persino dal naso...

Lo ammetto, ho vissuto un minuto di panico, con lui che vomitava seduto sul fasciatoio, dovevo reggerlo perché barcollava, io sporca e colante, senza sapere cosa fare e da dove cominciare... Poi mi sono ripresa, soprattutto perché Gabo ha cominciato a piangere dallo schifo, diceva "lalla via! lalla via!" (ovvero, all'incirca, "toglimi questa roba bagnata di dosso").

L'ho spogliato, messo seduto per terra e avvolto nei nostri asciugamani, sono corsa in camera sua a prendere un cambio completo e nell'altro bagno a prendere la stufetta per scaldare l'ambiente, intanto scaldavo l'acqua e ho preparato la vaschetta. L'ho messo dentro ma tremava, quindi  mi sono tolta di dosso i miei abiti vomitati e gli ho fatto un bagno velocissimo. Rivestito, coccolato, messo sul divano (che avevo ricoperto di asciugamani... l'esperienza insegna) a guardare la tv, mentre sciacquavo a mano tutta la roba, sua e mia, prima di cacciarla in lavatrice.

Io speravo dormisse sul divano perché avrei potuto controllarlo meglio (l'esperienza insegna che una vomitata non arriva mai sola...), ma mi ha proprio chiesto di andare nel lettino. Ovviamente, dopo una mezz'oretta, ho sentito che stava vomitando nel sonno...

Mi fermo qui nel racconto. Per fortuna, nelle ultime 24 ore, non ha più vomitato, ma ha la febbre sempre sui 38. Ieri ha mangiato poco o niente (un omo di mela a merenda e una danette a cena, ma va bene così) e l'ho fatto bere a cucchiaini, come ci hanno insegnato in ospedale un anno fa per la gastroenterite (bere dal bicchiere o dal biberon favorisce l'emesi).

In ogni caso, rispetto a quel che abbiamo vissuto un anno fa, la giornata di ieri è stata come un giro in giostra... a parte il primo minuto di panico.

Quello che voglio ricordarmi (e che segnalo a chi eventualmente dovesse riscontrare la stessa coincidenza) è che mi sembra che la Tachipirina in gocce o in sciroppo abbia SEMPRE provocato il vomito a Gabo. Quindi mai più. Tanto, anche dopo la supposta la febbre è rimasta a 38, ed è giusto che faccia il suo corso...

Altro memorandum: la prossima volta che vedo mio figlio bello colorito in pieno inverno, forse è meglio che gli provi la febbre, prima di fargli i complimenti...

Ah, oggi ovviamente sono a casa in ferie. E poi ci sono gli studiosi che si stupiscono se vedono che le donne guadagnano meno degli uomini e fanno meno carriera...
postato da: madainoncicredo alle ore 12:20 | link | commenti (6)
categorie: pediatra, bagnetto, bua
lunedì, 07 luglio 2008

Lalla

Da qualche tempo Gabo ha una parola con un significato preciso, la seconda dopo (=cane, animale): è lalla, che significa acqua in tutte le sue forme.
Gabo ha sempre bevuto moltissima acqua sin da piccolino, quindi potete immaginare con questo caldo le bevute che si fa. E' una litania continua: lalla-lalla-lalla!!

Ma dice lalla anche quando indica la vasca del bagnetto o la fontana, dove si tufferebbe volentieri. Ieri, dietro una vetrata, ha visto la piscina che frequento io, e dove una volta è stato anche lui, e ha esclamato: lalla!

Gli abbiamo detto che da oggi sarà in un posto dove ci sono tante piscine e tanta lalla. Nel pomeriggio, infatti, si parte per la Tunisia. Sarebbe il nostro viaggio di nozze, ma molto probabilmente sarà una fatica infernale... passeremo il tempo a rincorrerlo, per evitare che si tuffi da qualche parte!
postato da: madainoncicredo alle ore 08:15 | link | commenti (3)
categorie: parole, vacanze, piscina, bagnetto, lallazione
lunedì, 23 giugno 2008

Sconsigli per gli acquisti

A fine maggio, con l'anticipo dell'estate, mi ero premunita per tempo di un copri-seggiolino per auto in spugna. Non so dire la marca, ma lo sconsiglio vivamente. Per montarlo, e in particolare per fare passare le cinghie nelle fessure della spugna, bisogna togliere il seggiolino dall'automobile e "disfarlo" completamente... Il che non è molto pratico se lo si vuole lavare spesso.

Non so i vostri bimbi, ma Gabo suda come in sauna già di suo: ieri gli abbiamo dovuto fare la doccia già di mattina e il bagnetto la sera, perché dopo poche ore puzzava già come una capretta. Figuratevi dopo un viaggio, anche breve, su un seggiolino un po' plasticoso, che magari è stato al sole per ore... e la spugna non aiuta.

Per l'auto del papà, quindi, ci premuniremo al più presto di un altro modello. Per l'ovetto ci eravamo trovati molto bene con il salva-schiena in pula di farro della ditta "La terra e l'albero". Spero che sia facile da montare anche per il seggiolino auto. In ogni caso, questo non si lava...
postato da: madainoncicredo alle ore 10:09 | link | commenti (9)
categorie: acquisti, bagnetto
venerdì, 14 marzo 2008

Seratona

Già ieri non ero dell'umore migliore, visto che ho dovuto cacciare indietro le lacrime più volte.
Per fortuna, quando la sera sono tornata a casa dal lavoro, Gabo mi ha consolata correndomi incontro con il sorriso e abbracciandomi forte.

Dopo la solita velocissima cena, attacchiamo la lavastoviglie e comincio a preparare il bagnetto. Come sempre, accendo il termoventilatore per riscaldare un po' l'aria. Il papà comincia a spogliare Gabo, di fianco alla vasca, che perde l'equilibrio e cade. Una caduta come tante. Non ci accorgiamo subito che ha sbattuto il muso contro il bidone dei pannolini... Lui comincia a urlare e pensiamo che sia per lo spavento, ma quando lo mettiamo sul fasciatoio per finire la svestizione ci accorgiamo del sangue che gli cola dalla bocca. Un dente gli ha tagliato l'interno del labbro.

Corri in cucina a cercare ghiaccio, che ovviamente non c'è. Bagna del cotone in acqua fredda: il sangue esce copioso. Sono già agitata: avrà bisogno di punti? Temo una nuova corsa al pronto soccorso, come nel periodo della gastroenterite...
Bagna il ciuccio in acqua gelata. Dagli l'acqua fredda nel bicchiere. No, proviamo col biberon.
Finalmente il sangue si ferma. E' solo un taglietto.

Gabo si calma e torniamo in bagno. Da qualche tempo protesta un po' solo al momento di sedersi nella vaschetta, poi come al solito comincia a giocare con l'acqua e la bua è passata.

Faccio appena in tempo a sciacquargli bene lo shampo dalla testa che BAMMM! Va via la luce.
Buio pesto.
Gabo non ha paura del buio, ma è stanco, ancora addolorato e stressato dall'incidente di poco prima, e comincia a urlare. Intanto il papà corre in ingresso ma il salvavita non c'entra, deve andare giù dai contatori. Ovviamente, al buio la chiave non si trova.
Io, a tastoni, nel nero assoluto, trovo l'asciugamano e tiro fuori Gabo dal bagnetto tutto tremante, un po' di freddo e un po' di paura.
Il papà è nevrotico, ancora non ha trovato la chiave. Io sono nevrotica, ma forse so dov'è.
"Vieni qui a tenere Gabo, la cerco io!"
Per fortuna sulle scale c'è la luce e con la porta aperta riesco a individuare la chiave giusta nel mucchio.
Facciamo di nuovo cambio: io tengo Gabo, il papà va giù dai contatori.
Finalmente torna la luce.

Non è successo niente.

Ma grazie a dio oggi è venerdì...
postato da: madainoncicredo alle ore 10:23 | link | commenti (2)
categorie: vita quotidiana, pianto, denti, bagnetto, bua
giovedì, 29 marzo 2007

Superbagnetto

Ieri sono stata in piscina per la prima volta con Lenticchia. Anticipo subito il giudizio finale: per lui l'esperienza è stata così così, per me una fatica massacrante, ma non vedo l'ora di tornarci!

Il primo problema, e per entrambi, è stato l'ingresso nello spogliatoio. Faceva un caldo disumano, e io avevo dovuto salire una scala ripida con una trentina di gradini carica di ovetto con bimbo, borsetta, borsa del cambio e borsone della piscina. A occhio e croce, una zavorra di una ventina di chili... non proprio indicata per una che, come me, ha subito due interventi alla schiena e soffre ancora di problemi alla colonna vertebrale. Ma per mio figlio questo ed altro.

Entriamo nello spogliatoio, appoggio la zavorra, prendo in braccio Lenticchia per spogliarlo - se no mi si squaglia dal caldo - e lui comincia a strillare come non mai. Io intanto sudo e sono nervosissima, perciò la situazione peggiora. Non sono abituata a sentirlo piangere in questo modo: una crisi così l'aveva avuta solo dopo la vaccinazione! Temo che per stavolta la piscina dovrà attendere.

Invece bene o male dopo qualche minuto si calma (forse era solo un pianto di stanchezza: non aveva fatto il pisolino dopo pranzo), così lo spoglio e gli infilo il costumino contenitivo: una mutandina con spugna all'interno e una specie di plastica all'esterno, per evitare spiacevoli tracimamenti. Altro problema: e adesso io come faccio a cambiarmi??? Capisco che la collaborazione tra mamme è fondamentale. Lascio Lenticchia sul fasciatoio, sotto il controllo di una mamma, e in pochi secondi mi spoglio e infilo costume e cuffia. Poi prendo Lenticchia in braccio e lo porto sul piano vasca, dove ci sono altri fasciatoi. Lo appoggio per terra e chiedo ad un'altra mamma di guardarmelo mentre torno nello spogliatoio e prendo borsetta, borsa del cambio e borsone della piscina: infatti ci avvertono che gli spogliatoi sono infestati di ladri. Prego che non mi rubino i vestiti, ma soprattutto l'ovetto e anche il passeggino che ho lasciato al piano di sotto...

Adesso arriva la parte più divertente. Prima facciamo assieme la doccia, e per fortuna avevo fatto le prove a casa! Poi passo Lenticchia all'istruttrice ed entro in vasca, profonda 80 cm e con acqua a 32 gradi (caldina, ma non sono i 37-38 gradi del bagnetto che si fa a casa!). Quindi l'istruttrice mi passa Lenticchia che si guarda attorno perplesso, proprio come quando stiamo per fare il bagnetto. Lo immergo piano piano e lui mi si aggrappa al collo tipo koala, però non piange. Cammino con lui in braccio per tutta la vasca, lo accarezzo, gli canto "Singing in the rain" (colonna sonora di ogni bagnetto) e lo porto in fondo dove galleggiano tanti giochini. Intanto sono riuscita a sdraiarlo a pelo d'acqua ma preferisco non bagnargli la testa: lo tengo, diciamo così, in posizione cullamento. Lui acchiappa una piccola foca e se la ciuccia con voluttà. Si chiacchiera con le altre mamme e passa mezz'ora. Io comincio ad avere freddo e decido di uscire: per oggi è tutto lasciato alla nostra iniziativa personale. Spero che le prossime volte l'istruttrice abbia un ruolo un po' più attivo, rispetto a quello di aiutante per fare la doccia... Si ricomincia con la fatica inumana di doccia a turno - asciugamento a turno - vestizione a turno. In qualche modo ce la facciamo.

Appena poggio Lenticchia nell'ovetto, crolla addormentato. Dorme nel tragitto fino alla macchina, nonostante gli sballottamenti. Dorme in auto. Continua a dormire quando lo scarico. Dorme in ascensore. Dorme quando entriamo in casa. Continua a dormire con il suo ben tutone imbottito addosso. Be', ne approfitto... Svuoto la borsa della piscina, metto ad asciugare accappatoio, asciugamano e costumi. Apparecchio, pranzo, sparecchio. Lenticchia è sempre lì nell'ovetto, "intutato", che dorme. Si fa quasi un'ora di sonno, poi si sveglia. E' ora di fare merenda.

Peccato dover aspettare mercoledì prossimo per ripetere l'esperienza!
postato da: madainoncicredo alle ore 08:47 | link | commenti (9)
categorie: tempo libero, piscina, pianto, bagnetto
lunedì, 19 marzo 2007

Esperienze

Lenticchia ha fatto nuove esperienze nel weekend.

Sabato mattina ha fatto la sua prima doccetta. Spero infatti di riuscire a portarlo in piscina, prima o poi, e lì  - ho pensato - dovrò pure fargli la doccia, no? E così sono entrata nel box con lui in braccio, con il papà pronto ad acchiapparlo all'uscita con l'asciugamano.
Di primo acchito Lenticchia non ha reagito bene: appena ho chiuso la portina del box ha pianto, forse per il rumore. E' di orecchie delicate... Però ci abbiamo riprovato subito, chiudendo il box con delicatezza. E il secondo tentativo è andato in porto.
La doccetta in sé non lo ha né entusiasmato né infastidito, proprio come il bagnetto, che noi - genitori pigri - gli facciamo fare solo un paio di volte a settimana. Per me, però, è stato un problema girarlo, sotto la doccia, per insaponarlo bene dappertutto. Temevo mi sguillasse via! E poi, senza il papà che aspetta lì accanto con l'asciugamano, come si fa in piscina??? Anche la mamma è bagnata e deve asciugarsi!
Accettasi suggerimenti.

L'altra esperienza, decisamente fallimentare, è stata la prima volta di Lenticchia al cinema, sabato pomeriggio.
No, mica siamo andati a vedere, che so, Gli Aristogatti o Cars. Ma - udite udite - "L'arte del sogno" di Gondry. Una pizza allucinante.
L'idea di partenza, però, era carina. Si tratta infatti del CineNido, sottotitolo "Visioni disturbate", un'iniziativa della Cineteca di Bologna per permettere ai genitori di andare al cinema con pupetti al seguito, visto che - come avverte la newsletter via mail - in sala vige il diritto di pianto e di schiamazzo. Ci aspettavamo perciò di vivere una situazione divertente, con tanti cuccioli in sala e la possibilità di farli giocare e distrarli durante il film.
Macché...
Si trattava praticamente di una proiezione come tutte le altre, quindi con buio in sala, audio a tutto volume e pubblico "normale", in gran parte ignaro dell'iniziativa, visto che l'unico avvertimento è una scritta piccola piccola sul cartellone del cinema.
Impossibile lasciare Lenticchia nel passeggino, come avevamo pensato di fare, perché aveva paura e sobbalzava ad ogni rumore. Perciò abbiamo dovuto tenerlo in braccio per tutto il tempo, passandoci la palla e vivendo con un po' di senso di colpa i suoi giustificatissimi lamenti. Così siamo andati via un quarto d'ora prima della fine, tanto il film l'avevamo seguito poco o niente, ed era abbastanza inguardabile.

In sala ho contato, oltre a Lenticchia, altri tre bimbi.
Tutti gli altri spettatori avranno pensato: ma chi sono questi pazzi che vengono al cinema con dei lattanti?
E hanno ragione.
Come ha detto il papà, una rassegna così è pensata per genitori egoisti.
Perciò, caro Lenticchia, la prossima volta che andremo al cinema sarà per vedere un bel cartone animato.
E mamma e papà, per i film "da grandi", continueranno ad andarci da soli, almeno una volta al mese!
postato da: madainoncicredo alle ore 09:08 | link | commenti (6)
categorie: tempo libero, vita di coppia, bagnetto
martedì, 27 febbraio 2007

Hit list

Non sono mai stata una canterina. Sono stonata e pure negata a ricordarmi i testi delle canzoni: al massimo mi viene in mente un ritornello o mezza strofa. Ma ora che sono mamma sto rivalutando il potere delle canzonette, soprattutto dopo che un mio vago tentativo di canticchiare "Nella vecchia fattoria" ha suscitato il primo sorrisone di Lenticchia. Insomma, a cantare faccio ridere... ed è così che questo si è rivelato, finora, il modo migliore per intrattenere il cucciolo.

Il mio repertorio, al momento, è contraddistinto dalla seguente hit list, in ordine sparso (si intende sempre un ritornello o una mezza strofa…):

- Ci son due coccodrilli ecc.ecc. (prima di uscire di casa per un giretto nel quartiere, in carrozzina)
- Singin' in the rain (prima e durante il bagnetto)
- Torpedo blu (prima di uscire col passeggino e l'ovetto, per un giro con la macchina)
- Zia a Forlì (per gioco)
- Nella vecchia fattoria (idem)
- Guarda come dondolo (quando è sulla sdraietta e io sono indaffarata in altro... ad esempio quando sono al pc)
- Viva la pappa col pomodoro (prima della poppata)


Poi c'è una ninna nanna, l'Omino piccino, che gli canticchio per i riposini diurni.
Il problema è che anche questa lo fa ridere!
Però dopo due o tre risate in genere si rilassa e si addormenta.
In genere, eh.

Be', questo post ha un'utilità.
Adesso che ho linkato i testi delle canzoni non ho più scuse: almeno una strofa intera la devo imparare!

giovedì, 21 dicembre 2006

Primo complemese!

Cucciolo mio,
oggi hai superato il primo traguardo volante della tua vita.
E sono proprio volati, questi 30 giorni... Avrei voluto fermare su questo blog ogni attimo, ma non voglio rubare del tempo a te. Gli appunti sui tuoi progressi li ho nella mente, e nel cuore.

Il cordone ombelicale ti è caduto l'ottavo giorno, così presto da rendere tuo padre orgoglioso ("è proprio un bimbo precoce!"), quando il merito, molto probabilmente, è dipeso dalla medicazione "a secco" che ci hanno consigliato in ospedale (cambiare la garzina senza disinfettare; disinfezione solo all'ombelico, con uno spray, dopo la caduta del cordone). Poi è vero che a certi bimbi, nonostante tutto, il cordone cade anche dopo un mese!

Per il bagnetto, però, abbiamo aspettato un'altra settimana. Tanto dobbiamo farti un "bidet" nel lavandino anche più volte al giorno... Ma la prima volta che ti abbiamo immerso nella vaschetta è stata spettacolare! Per prima cosa ti abbiamo bagnato i piedini, e tu hai fatto una faccia buffissima, schifata, come quando ti davo le vitamine in gocce dall'odore forte. Però non hai pianto né ti sei agitato, e ti sei fatto adagiare nell'acqua con una relativa tranquillità, e forse anche con curioistà. Siamo stati orgogliosi di te, anche in quella occasione!

Stai crescendo regolarmente di peso, rendendoci molto più tranquilli. Non nascondo che i primi giorni ero proprio angosciata! Quando sei nato pesavi appena 2,735 kg, e tre giorni dopo, al momento della dimissione, eri calato fino a 2,485. Poi hai recuperato il calo fisiologico in due settimane, come dicono i manuali, e a tre settimane pesavi già 3 chili! Ora stai galoppando verso i 3 chili e mezzo...

Ma non è stato facile. In ospedale ero stata abbandonata a me stessa: nessuno che mi dicesse cosa fare per farti mangiare e crescere. Eh sì, perché il problema è che dormivi sempre, e non ti svegliavi mai urlante per la fame come gli altri bambini! L'ostetrica di turno passava e mi diceva di attaccarti al seno ogni volta che lo chiedevi... ma tu non lo chiedevi mai!
Quando siamo tornati a casa mi sono sentita un po' perduta. Su indicazione generica del neonatologo dell'ospedale (che aveva consegnato a tutte le neomamme un foglio fotocopiato con le istruzioni di base, le stesse per bimbi di 4 chili e di 2 e mezzo!), comprammo il latte artificiale e già la prima notte ti abbiamo dato un biberon. Mi sentii come sconfitta... Credevo che allattare sarebbe stato facile, naturale, e invece quanto impegno ci vuole!

Per fortuna qualche giorno dopo ho pensato di chiamare la mia ginecologa, che con un po' di buon senso mi ha consigliato di noleggiare la bilancia digitale per fare la doppia pesata: prima e dopo la poppata. Così potevo regolarmi meglio sulla necessità di darti un'aggiunta con il biberon. Il metodo è assolutamente sconsigliato dalle ostetriche, ma devo ammettere che a me è servito tantissimo! Ora posso regolarmi anche ad occhio, e in ogni caso, grazie alla mia testardaggine, riesco a darti quasi sempre il mio latte. Solo la sera aggiungo un mezzo biberon, mentre la notte ti preparo un mega-biberon, sempre su consiglio della gine, perché così ti "stendo" in 10 minuti e ti riaddormenti subito!

D'altronde, anche la nanna per te (almeno fino ad ora) non è mai stata un problema. Ti svegli solo una volta per notte, per la poppata, e hai fatto anche delle tirate di oltre 6 ore! Sei proprio bravo: ti addormenti da solo nella culla di fianco al lettone di mamma e papà. Ma forse già a Natale proveremo a metterti in cameretta da solo... anche se averti accanto è molto comodo: per me, che mi sveglio appena cominci a guaire, e di conseguenza anche per il papà, che quasi sempre riesce a riaddormentarsi subito.
Solo qualche sera in cui eri più nervoso, forse anche per le colichette, ti ho preso 10 minuti nel lettone con me, per attaccarti al seno. Non è fame, ma bisogno di essere consolato. Io lo chiamo sistema "mamma-ciuccio"... placa immediatamente il tuo pianto! L'importante è ricorrere a questo stratagemma solo in casi estremi, perché non diventi un vizio.

In questo mese anch'io ho tagliato vari traguardi. Come quello di due sere fa, quando sono uscita per la prima volta da sola, con un gruppo di amici, per un hamburger in un locale vicino a casa. Tu sei rimasto a casa con il papà e sei stato un angelo: quando sono tornata a casa, poco dopo le 23, eravate già a nanna! Ieri, invece, ho passato la visita di controllo dalla gine: tutto procede regolarmente. Certo, mi ci vorrà un anno per tornare (più o meno) come prima, visto che ho ancora circa 6 chili da perdere, sui 15 presi in gravidanza, e la ferita del cesareo mi crea un anti-estetico bozzo sulla pancia. Ma con calma, e con impegno, tornerò in forma. Lo prometto a te, al papà, e soprattutto a me stessa. Perché diventare mamma è solo un arricchimento del mio essere donna.