Oh oh... sono mamma!

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Utente: madainoncicredo
Una che a 40 anni si è trovata una "lenticchia" nella pancia, a 41 è diventata mamma, a 43 si è sposata, e ancora non ci crede!
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martedì, 03 aprile 2007

Appunti

Ogni giorno dovrei scrivere dieci post per appuntarmi tutte le novità, i progressi e le scoperte di Lenticchia. Non riesco a stare dietro alla sua crescita, che si fa sempre più tumultuosa. Questo mi diverte e mi spaventa anche. E' proprio vero quanto ti dicono "Goditelo ora, ché crescono così in fretta...".

Già ora vorrei tornare indietro e rivivere tutta la gravidanza, che per me è stata meravigliosa. E poi vorrei di nuovo far nascere Lenticchia e rivivere i primi giorni, le prime settimane... con qualche ansia di meno!

 
Su indicazione della mia ginecologa, per fare andare via il latte il 28 marzo ho cominciato a prendere un diuretico (Moduretic, 1/2 compressa mattina e pomeriggio). I primi due giorni non vedevo nessun vantaggio ed ero piuttosto demoralizzata. Mi sembrava quasi di averne di più! E dovevo tirarne via 20-30 ml per parte anche due volte al giorno, per evitare ingorghi e mastite. Poi, pian piano, ho cominciato a sentirmi il seno più sgonfio... e ormai credo di averlo perso del tutto.

E' stata una decisione sofferta. Domenica ho pianto... Leggevo un articolo sul caso di una donna cacciata da un bar a Roma perché allattava e mi sono sentita come defraudata, perché io non potrò più vivere l'esperienza di nutrire mio figlio così.
E' difficile da spiegare. Mi dispiace non allattare più mio figlio, ma è stato lui che ha cominciato a rifiutare il seno. Anche ora mi vengono le lacrime agli occhi...

Però ci sono dei vantaggi. Ad esempio, in una settimana ho perso due chili, e senza fare dieta, anzi! Mi sono finalmente concessa un paio di aperitivi, dopo un anno di astinenza da superalcolici.


Da un mese la giornata di Lenticchia era scandita, più o meno, da questi orari per cinque poppate (sia quando lo allattavo al seno sia quando sono gradualmente passata a tutto biberon):
7 - 11 - 15 - 18.30 - nanna alle 19.30 - sveglia alle 23 per il bibe della buona notte - nanna fino alle 7.
Ogni poppata di 150 ml circa, tranne l'ultima di 100/120.

Ieri ho applicato per la seconda volta una nuova tabella quotidiana basata su quattro poppate da 180 ml l'una. E per ora pare funzionare! Il fatto è che voglio smettere di svegliarlo per l'ultimo biberon, ma Lenticchia vuole proprio andare a nanna prestissimo: raramente regge fino alle 20, e lo fa capire perché comincia a stropicciarsi violentemente gli occhi!
Con l'introduzione dell'omogeneizzato di frutta, i nuovi orari sarebbero così:
- 7
- merenda alle 10/10.30
- 12
- merenda alle 15/15.30
- 17.30
- nanna alle 19.30 (la chiede lui... io preferirei più tardi)
- 21 bibe della buona notte.

Così, in pratica, si spara quasi 12 ore filate di sonno...
In realtà stamattina alle 5.30 ha cominciato un po' ad agitarsi, ma mi è bastato dargli il ciuccio e due carezzine per farlo riaddormentare fino alle 7. Non so quanto durerà... ma per ora ce la godiamo.

Anche se il paradosso è che lui dorme e noi stiamo svegli. Io sono una insonne cronica, e chi condivide il mio letto me - ahimé - ne risente.

Nessuno è perfetto.

martedì, 27 marzo 2007

Capolinea

Giuro che ho fatto di tutto per allattare al seno.

Ho preso integratori di ogni tipo: Lactogal, Piùlatte, Nursing, Mamoplex, tisana di anice-finocchio-galega, fieno greco in polvere. Così sono riuscita a mantenere una produzione decente per quattro mesi. Ma non sufficiente a coprire l'intero fabbisogno, visto che il biberon serale/notturno di latte artificiale gliel'ho sempre dato.
Mi andava bene così.

Ci andava bene così.

Negli ultimi giorni ho combattuto lotte furibonde, corpo a corpo, ed ho perso.

Mio figlio si è proprio stancato. Quando gli porgo il seno, ciuccia per pochi secondi poi si stacca. O addirittura gira la testa dall'altra parte senza nemmeno provarci...

Eppure di latte ne ho ancora un pochino: finora l'ho estratto con il tiralatte per non impazzire di dolore. Ma ieri non ho sentito il bisogno di usarlo.

Sono arrivata al capolinea, insomma.

Devo chiamare la ginecologa per sapere se è il caso che io prenda le pastiglie (Dostinex, o - ancora meglio - rimedi omeopatici come Lac caninum) per farlo andare via del tutto.

Prima o poi avrei dovuto smettere, no?

Eppure...
...mi dispiace.
Sì, soffro.
Piango.
Anche se allattare non è mai stata la mia passione.

E' che ora tornerò una donna "normale". Non più gravida né puerpera né "donna che allatta"...

Prevedo tempeste ormonali in arrivo.

E facciamoci sto Campari, va'!
postato da: madainoncicredo alle ore 12:49 | link | commenti (10)
categorie: allattamento
venerdì, 16 marzo 2007

AllOttamento

Allattare, per me, non è mai stato facile.

Prima di imbarcarmi in questa splendida avventura che è la maternità, credevo che quando nasce un bambino il latte arrivasse automaticamente, tipo distributore di benzina: attacchi il bimbo al seno, lui poppa, mangia e cresce.
Seee. Col cavolo.

Al corso pre-parto ci avevano fatto un lavaggio del cervello sull'importanza dell'allattamento al seno, ma mica ci avevano spiegato come si fa in pratica. "Tanto poi ti spiegano le ostetriche in ospedale".
Seee. Doppio cavolo.

Quando è nato Lenticchia, le ostetriche dell'ospedale mi dissero: "Lo attacchi al seno ogni volta che chiede". Gli altri bimbi piangevano e strillavano. Lenticchia stava lì, nella sua culletta, a dormicchiare o a guardare il mondo con gli occhi spalancati, ma in silenzio. Non chiedeva, e io non glielo davo. E' stato anche 14 ore senza mangiare, povero cucciolo. Nessuno che mi dicesse: guardi che il suo bimbo è nato piccolo, forse è un po' pigro, va svegliato ogni 3 ore come si fa con i bimbi prematuri! Me lo ha detto il pediatra il giorno della dimissione dell'ospedale, quando ormai Lenticchia aveva perso circa 3 etti. Era sceso sotto i 2 chili e mezzo.

(Ecco, nel caso arrivasse qui qualche neo-genitore con i motori di ricerca, sappiatelo: i bimbi nati con basso peso alla nascita spesso non chiedono di mangiare! Quindi l'allattamento "a richiesta" non funziona, bisogna farlo "a orario", almeno finché non acquistano peso e forze).

La prima fase di allattamento, dopo il rientro a casa, è stata più o meno "a orario". Ogni 3 ore - 3 ore e mezza, bisognava svegliarlo. Ma intanto, di latte ne avevo pochissimo, per vari motivi: con il parto cesareo la montata lattea può arrivare alcuni giorni dopo; non attaccando il bimbo al seno, non producevo latte (infatti le ghiandole mammarie si attivano grazie alla suzione: più il bimbo tira, più latte arriva); la suocera in casa mi portava a dare l'aggiunta di latte artificiale dopo ogni poppatina.
E ogni volta ci stavo anche un'ora, per cercare di fargli prendere un po' del "latte di mamma". Calcolando che le poppate erano sei o sette al giorno, praticamente allattare era un lavoro a tempo pieno.
Avevo poi l'incubo della "doppia pesata": si pesa il bimbo prima della poppata e subito dopo, per vedere quanto latte prende. Eravamo sui 30-40 grammi per volta, quindi ne dovevo aggiungere altrettanti col biberon.
Partita la suocera, ho cominciato a fare di testa mia: basta con le aggiunte di giorno! Decisi di dargli il biberon solo la sera e la notte, quando comunque avevo meno latte. Sistema di allattamento misto che sto adottando ancora oggi, visto che Lenticchia così è cresciuto bene. Finché dura...

Infatti il problema è che, alla soglia dei quattro mesi, il cucciolo chiede sempre più latte e io, di mio, ne ho sempre meno. Lo capisco dalla doppia pesata (anche se è diventato quasi impossibile tenerlo fermo sulla bilancia!) ma anche dalle lotte che, da un paio di settimane, mi tocca fare.
Ogni poppata, in pratica, è un match.
Si attacca, succhia un paio di minuti in modo quasi tranquillo, poi comincia a dimenarsi. Tira pugni sulla tetta, scalcia, si stacca, si lamenta, si riattacca, succhia, si ristacca, urla. Cambio posizione, lo metto quasi seduto, stessa manfrina però un po' di latte lo prende. Allora mi alzo, mi sdraio, lui di fianco a me, lui di sopra, lui di sotto... Sembra qualcos'altro, lo so e me ne scuso. Invece è una poppata.
Un delirio.
Resisto 5 o 10 minuti, poi gliela do su.
I primi giorni di questa lotta libera mi sono persino messa a piangere.
Un giorno mia madre ha assistito al match e ha reagito, più che con preoccupazione, con imbarazzo.
Il papà, dopo l'ultima poppata serale, ogni volta mi apostrofava con complimenti tipo "ti vedo distrutta". (Eh, provateci voi, signori uomini, ad allattare!)

Insomma, mi sa che sono al capolinea.
Ci provo ancora qualche giorno, ad allattare.
Ma se ogni volta devo allOttare, allora no grazie.
Caro cucciolo, di anticorpi te ne ho già dati.
Quindi, o torni a poppare tranquillamente come quando eri piccolino, oppure andremo di solo biberon.

(E io potrò finalmente bere un bel Campari, che ne faccio una gran voglia da più di un anno!!!)
postato da: madainoncicredo alle ore 09:45 | link | commenti (11)
categorie: allattamento
martedì, 27 febbraio 2007

Hit list

Non sono mai stata una canterina. Sono stonata e pure negata a ricordarmi i testi delle canzoni: al massimo mi viene in mente un ritornello o mezza strofa. Ma ora che sono mamma sto rivalutando il potere delle canzonette, soprattutto dopo che un mio vago tentativo di canticchiare "Nella vecchia fattoria" ha suscitato il primo sorrisone di Lenticchia. Insomma, a cantare faccio ridere... ed è così che questo si è rivelato, finora, il modo migliore per intrattenere il cucciolo.

Il mio repertorio, al momento, è contraddistinto dalla seguente hit list, in ordine sparso (si intende sempre un ritornello o una mezza strofa…):

- Ci son due coccodrilli ecc.ecc. (prima di uscire di casa per un giretto nel quartiere, in carrozzina)
- Singin' in the rain (prima e durante il bagnetto)
- Torpedo blu (prima di uscire col passeggino e l'ovetto, per un giro con la macchina)
- Zia a Forlì (per gioco)
- Nella vecchia fattoria (idem)
- Guarda come dondolo (quando è sulla sdraietta e io sono indaffarata in altro... ad esempio quando sono al pc)
- Viva la pappa col pomodoro (prima della poppata)


Poi c'è una ninna nanna, l'Omino piccino, che gli canticchio per i riposini diurni.
Il problema è che anche questa lo fa ridere!
Però dopo due o tre risate in genere si rilassa e si addormenta.
In genere, eh.

Be', questo post ha un'utilità.
Adesso che ho linkato i testi delle canzoni non ho più scuse: almeno una strofa intera la devo imparare!

sabato, 03 febbraio 2007

Allattare stanca

Sono ormai quattro notti consecutive che Lenticchia osserva il nuovo orario, con dieci ore di distanza tra l'ultima poppata serale e la prima mattutina: cena tra le 19 e le 20, nanna dopo un'oretta, sveglia tra le 5 e le 6, colazione e di nuovo nanna fino alle 8-9.
In questo modo salta un'aggiunta di latte artificiale (LA): infatti prima, quando la poppata notturna era alle 2.30, dopo una ciucciatina di 5-10 minuti per seno gli davo un biberon da 120 ml. Ora alle 5 sono abbastanza in forze per allattarlo esclusivamente al seno.

Siamo quindi sulle cinque poppate al giorno. A volte sei: ad esempio, quando mi capita di dargli una "merendina", di pomeriggio, a casa di un'amica o di mia madre.
In ogni caso, di solito ora mi limito ad un'aggiunta di LA una sola volta: la sera.

Sono molto contenta, ma anche più stanca di prima, paradossalmente. Il fatto è che allattare al seno è davvero defatigante: assieme al latte, infatti, è come se Lenticchia succhiasse le mie forze. Il risultato è che se prima crollavo addormentata sul divano verso le 22, e almeno un episodio di "CSI" o mezzo film riuscivo a vederlo, adesso svengo già verso le 20.30, durante "Will and Grace".
Così il papà spesso si trova il cucciolo addormentato su una spalla e la mamma sull'altra.

Non ho mai dormito tanto in vita mia come negli ultimi giorni...
Il mio obiettivo è di riuscire a stare sveglia un po' più a lungo.
Un po' per volta, ce la farò.
Spero prima della fine dell'allattamento!
postato da: madainoncicredo alle ore 19:31 | link | commenti (1)
categorie: vita quotidiana, vita di coppia, nanna, allattamento
mercoledì, 31 gennaio 2007

Dieci ore

Stanotte Lenticchia ha totalizzato dieci ore tra un pasto e l'altro. Dormendo per la maggior parte del tempo.

L'ultima poppata l'aveva fatta ieri sera alle 19.15, con il solito biberon serale in aggiunta.
Di solito si sveglia puntuale alle 2.30. E io, come sempre, mi sveglio pochi minuti prima di lui. Dicono che le mamme sviluppino le antenne... ed è proprio così. Lenticchia infatti non arriva mai a piangere per la fame di notte, perché riesco a svegliarmi ai suoi primi stiracchiamenti. Sarebbe un modo anche per tutelare il riposo del papà, che però ormai ha il sonno leggero e spesso si sveglia pure lui.

Ma stanotte, per l'appunto, Lenticchia è andato oltre il suo orario. Il primo ad accorgersene è stato il mio corpo: quando mi sono svegliata, infatti, il pigiama e il lenzuolo erano umidi di latte... Mi succede molto di rado di perderlo, visto che non ho una produzione così ingente.

Guardo la sveglia: sono le 5 passate! Tendo l'orecchio e capisco che Lenticchia si sta svegliando. Il tempo di alzarmi e di portarlo in bagno per il pit-stop (cambio pannolo notturno velocissimo) ed è pronto per la pappa. Quando lo attacco al seno sono le 5.15. Dieci ore dall'ultima poppata, appunto. E così si salta anche l'aggiunta di latte artificiale, visto che di mattina ne ho abbastanza per sfamarlo.

Se Lenticchia fosse perfetto, dormirebbe dalle 21 alle 7.
Diciamo che è un obiettivo.
Bisogna sempre puntare in alto, no?

postato da: madainoncicredo alle ore 11:48 | link | commenti (5)
categorie: vita quotidiana, nanna, allattamento
lunedì, 29 gennaio 2007

La ricerca della felicità

Sabato sera prima uscita serale in coppia senza Lenticchia. Siamo andati al cinema sotto casa e quindi siamo rimasti fuori poco più di due ore. Ed è andata così così... nel senso che io sono stata piuttosto agitata per tutta la durata del film, ma l'agitazione l'ha provata anche - e soprattutto - il cucciolo, che si è reso conto della novità.

Lenticchia ormai da parecchi giorni fa l'ultima poppata tra le 18.30 e le 20; dopo schiaccia un pisolo in carrozzina, in sala di fianco a noi, quindi passa direttamente in culla senza nemmeno accorgersene e si sveglia verso le 2.30.
Sabato sera, però, ha sentito la nostra assenza. Infatti siamo usciti alle 19.45 quando lui già dormiva in carrozzina, ma verso le 20.30 si è svegliato e in casa ha trovato la nonna. Era già successo, ma soltanto di giorno, e Lenticchia non aveva mostrato particolare sbigottimento. Ma sabato sera sì.

Mia madre, vedendolo agitato e piagnucoloso, ha pensato che fosse fame e gli ha dato il biberon da me lasciato in frigorifero. Però, finita la "merenda", ha continuato a cercare quello che la nonna non poteva certo dargli: la tetta...

Quando siamo tornati a casa, poco dopo le 22, ha fatto prima un gran sorrisone al papà, poi si è attaccato a mamma-ciuccio e dopo appena 5 minuti si è addormentato.

Non era fame. Era voglia di mamma...
Mi sa che faremo passare qualche altra settimana prima di tornare fuori la sera senza di lui.
postato da: madainoncicredo alle ore 15:53 | link | commenti (3)
categorie: tempo libero, nonne, vita di coppia, nanna, allattamento
martedì, 09 gennaio 2007

Riassumendo...

...qui tutto procede alla grande!
E non esagero.
Lenticchia ormai è uno zampone, o quantomeno un patatone, come lo ha definito ieri il pediatra. Ha infatti preso 1.100 grammi in tre settimane!
Insomma, pare che il mio sistema di allattamento misto funzioni... e spero di riuscire a continuare ancora. C'è chi sostiene che dando "l'aggiunta" di latte artificiale si perda progressivamente il latte materno. Io per ora gli do circa due terzi di latte di mamma e un terzo di latte in polvere, a occhio. Infatti di giorno la  mia produzione è più che sufficiente, mentre di pomeriggio-sera cala. In ogni caso, ad ogni poppata non manca un po' di tetta, poi - se è il caso - integro con un mini-biberon.

Questa, comunque, la sua tabella di crescita fino ad ora:

  Peso (gr) Lunghezza (cm) Circ. cranica (cm)
21/11 (nascita) 2.735 49 35,5
24/11 (dimissione) 2.485    
30/11 (prima visita) 2.650    
15/12 (seconda visita) 3.180   37
7/1 (terza visita) 4.250 55 39

Per il resto, siamo sopravvissuti alle feste... La sera di San Silvestro l'abbiamo trascorsa a casa, noi tre, con una cenetta appena più curata rispetto a tutte le altre sere: antipasto di tartine con burro salato e uova di lompo, salmone affumicato e insalatina. Poi pausa-tetta per il cucciolo, e nel frattempo il papà ha cucinato il branzino al sale. Come dessert mousse al cioccolato e, per finire in bellezza, relax sul divano. L'unico a fare il brindisi, a mezzanotte, è stato Lenticchia, con un bel biberon.

Noi siamo fatti così... D'altra parte anche il 31 dicembre 2005 lo passammo così: stesso programma, stesso menù. E se Lenticchia non c'era, l'idea però c'era già!
postato da: madainoncicredo alle ore 17:16 | link | commenti (5)
categorie: vita quotidiana, peso, pediatra, allattamento, crescita
giovedì, 21 dicembre 2006

Primo complemese!

Cucciolo mio,
oggi hai superato il primo traguardo volante della tua vita.
E sono proprio volati, questi 30 giorni... Avrei voluto fermare su questo blog ogni attimo, ma non voglio rubare del tempo a te. Gli appunti sui tuoi progressi li ho nella mente, e nel cuore.

Il cordone ombelicale ti è caduto l'ottavo giorno, così presto da rendere tuo padre orgoglioso ("è proprio un bimbo precoce!"), quando il merito, molto probabilmente, è dipeso dalla medicazione "a secco" che ci hanno consigliato in ospedale (cambiare la garzina senza disinfettare; disinfezione solo all'ombelico, con uno spray, dopo la caduta del cordone). Poi è vero che a certi bimbi, nonostante tutto, il cordone cade anche dopo un mese!

Per il bagnetto, però, abbiamo aspettato un'altra settimana. Tanto dobbiamo farti un "bidet" nel lavandino anche più volte al giorno... Ma la prima volta che ti abbiamo immerso nella vaschetta è stata spettacolare! Per prima cosa ti abbiamo bagnato i piedini, e tu hai fatto una faccia buffissima, schifata, come quando ti davo le vitamine in gocce dall'odore forte. Però non hai pianto né ti sei agitato, e ti sei fatto adagiare nell'acqua con una relativa tranquillità, e forse anche con curioistà. Siamo stati orgogliosi di te, anche in quella occasione!

Stai crescendo regolarmente di peso, rendendoci molto più tranquilli. Non nascondo che i primi giorni ero proprio angosciata! Quando sei nato pesavi appena 2,735 kg, e tre giorni dopo, al momento della dimissione, eri calato fino a 2,485. Poi hai recuperato il calo fisiologico in due settimane, come dicono i manuali, e a tre settimane pesavi già 3 chili! Ora stai galoppando verso i 3 chili e mezzo...

Ma non è stato facile. In ospedale ero stata abbandonata a me stessa: nessuno che mi dicesse cosa fare per farti mangiare e crescere. Eh sì, perché il problema è che dormivi sempre, e non ti svegliavi mai urlante per la fame come gli altri bambini! L'ostetrica di turno passava e mi diceva di attaccarti al seno ogni volta che lo chiedevi... ma tu non lo chiedevi mai!
Quando siamo tornati a casa mi sono sentita un po' perduta. Su indicazione generica del neonatologo dell'ospedale (che aveva consegnato a tutte le neomamme un foglio fotocopiato con le istruzioni di base, le stesse per bimbi di 4 chili e di 2 e mezzo!), comprammo il latte artificiale e già la prima notte ti abbiamo dato un biberon. Mi sentii come sconfitta... Credevo che allattare sarebbe stato facile, naturale, e invece quanto impegno ci vuole!

Per fortuna qualche giorno dopo ho pensato di chiamare la mia ginecologa, che con un po' di buon senso mi ha consigliato di noleggiare la bilancia digitale per fare la doppia pesata: prima e dopo la poppata. Così potevo regolarmi meglio sulla necessità di darti un'aggiunta con il biberon. Il metodo è assolutamente sconsigliato dalle ostetriche, ma devo ammettere che a me è servito tantissimo! Ora posso regolarmi anche ad occhio, e in ogni caso, grazie alla mia testardaggine, riesco a darti quasi sempre il mio latte. Solo la sera aggiungo un mezzo biberon, mentre la notte ti preparo un mega-biberon, sempre su consiglio della gine, perché così ti "stendo" in 10 minuti e ti riaddormenti subito!

D'altronde, anche la nanna per te (almeno fino ad ora) non è mai stata un problema. Ti svegli solo una volta per notte, per la poppata, e hai fatto anche delle tirate di oltre 6 ore! Sei proprio bravo: ti addormenti da solo nella culla di fianco al lettone di mamma e papà. Ma forse già a Natale proveremo a metterti in cameretta da solo... anche se averti accanto è molto comodo: per me, che mi sveglio appena cominci a guaire, e di conseguenza anche per il papà, che quasi sempre riesce a riaddormentarsi subito.
Solo qualche sera in cui eri più nervoso, forse anche per le colichette, ti ho preso 10 minuti nel lettone con me, per attaccarti al seno. Non è fame, ma bisogno di essere consolato. Io lo chiamo sistema "mamma-ciuccio"... placa immediatamente il tuo pianto! L'importante è ricorrere a questo stratagemma solo in casi estremi, perché non diventi un vizio.

In questo mese anch'io ho tagliato vari traguardi. Come quello di due sere fa, quando sono uscita per la prima volta da sola, con un gruppo di amici, per un hamburger in un locale vicino a casa. Tu sei rimasto a casa con il papà e sei stato un angelo: quando sono tornata a casa, poco dopo le 23, eravate già a nanna! Ieri, invece, ho passato la visita di controllo dalla gine: tutto procede regolarmente. Certo, mi ci vorrà un anno per tornare (più o meno) come prima, visto che ho ancora circa 6 chili da perdere, sui 15 presi in gravidanza, e la ferita del cesareo mi crea un anti-estetico bozzo sulla pancia. Ma con calma, e con impegno, tornerò in forma. Lo prometto a te, al papà, e soprattutto a me stessa. Perché diventare mamma è solo un arricchimento del mio essere donna.
lunedì, 04 dicembre 2006

Finalmente soli!

Mi sto godendo le prime ore da sola, solissima, con il cucciolo.
Eh sì, perché siamo tornati a casa dall'ospedale venerdì 24 novembre, e abbiamo avuto soltanto sabato 25 a disposizione per dare una sorta di imprinting al nucleo familiare.
Poi domenica 26 è arrivata la nonna paterna... e io già lunedì ero caduta in depressione. Non post-parto, ma da suocera!

Già i primi giorni da mamma non devono essere facili per nessuno, ma viverli assieme a una semi-sconosciuta è stato davvero complicato. Immaginate di avere una generalessa in piedi davanti a voi, stile avvoltoio, durante i vostri primi, ardui, tentativi di allattamento, con commenti tipo: "Ciuccia? No che non ciuccia. Ma questo bimbo ha ancora tanta famona! Bisogna dargli un biberon! E non si può mica far piangere questo povero ciricillino"...

Per carità, come nonna è dolcissima, e a Lenticchia è piaciuto molto essere coccolato da lei. Inoltre mi ha dato spesso una mano, permettendomi di fare una doccia in tranquillità, o di uscire per fare commissioni urgenti, tipo le pratiche all'Inps per la maternità. Io poi pensavo di essere molto meno attiva, dopo il parto cesareo, e di essere quasi costretta a letto, cosa che - fortunatamente - non è successa. Se poi mi sono rifugiata spesso nel lettone, è stato per sfuggire al dovere di fare conversazione tutto il giorno, che mi stremava. 

Insomma, avere la suocera in casa ha avuto lati positivi e negativi. Ma il fatto è che, come novella famiglia, avevamo bisogno della nostra intimità. Quindi si può dire che la nostra avventura di mamma, papà e cucciolo sia cominciata soltanto ieri, quando la nonna è partita. E Lenticchia ci ha regalato una bella domenica fino a metà pomeriggio, quando è stato colpito da una sonora colichetta, con il tipico pianto inconsolabile e le gambette scalcianti, che lo ha fatto piangere fino a sera... tanto da farmi rimpiangere la presenza della suocera!

Per fortuna c'era il papà, che ha il potere di riuscire a calmare il cucciolo tenendolo sulla spalla. La fiorentina al sangue che c'eravamo preparati per cena ce la siamo mangiata a turno. Poi, "Broken flowers" di Jim Jarmush ha fatto addormentare sia me che Lenticchia. Cinque ore di sonno consecutive, fino alle 3.30.

Lo dico sottovoce, eh, per scaramanzia. Lo so che non sarà sempre una pacchia. Ma sto dormendo più ora di quando ero incinta...