Non sono mai stata una canterina. Sono stonata e pure negata a ricordarmi i testi delle canzoni: al massimo mi viene in mente un ritornello o mezza strofa. Ma ora che sono mamma sto rivalutando il potere delle canzonette, soprattutto dopo che un mio vago tentativo di canticchiare "Nella vecchia fattoria" ha suscitato il primo sorrisone di Lenticchia. Insomma, a cantare faccio ridere... ed è così che questo si è rivelato, finora, il modo migliore per intrattenere il cucciolo.
Il mio repertorio, al momento, è contraddistinto dalla seguente hit list, in ordine sparso (si intende sempre un ritornello o una mezza strofa…):
- Ci son due coccodrilli ecc.ecc. (prima di uscire di casa per un giretto nel quartiere, in carrozzina)
- Singin' in the rain (prima e durante il bagnetto)
- Torpedo blu (prima di uscire col passeggino e l'ovetto, per un giro con la macchina)
- Zia a Forlì (per gioco)
- Nella vecchia fattoria (idem)
- Guarda come dondolo (quando è sulla sdraietta e io sono indaffarata in altro... ad esempio quando sono al pc)
- Viva la pappa col pomodoro (prima della poppata)
Poi c'è una ninna nanna, l'Omino piccino, che gli canticchio per i riposini diurni.
Il problema è che anche questa lo fa ridere!
Però dopo due o tre risate in genere si rilassa e si addormenta.
In genere, eh.
Be', questo post ha un'utilità.
Adesso che ho linkato i testi delle canzoni non ho più scuse: almeno una strofa intera la devo imparare!
Stanotte Lenticchia ha totalizzato dieci ore tra un pasto e l'altro. Dormendo per la maggior parte del tempo.
L'ultima poppata l'aveva fatta ieri sera alle 19.15, con il solito biberon serale in aggiunta.
Di solito si sveglia puntuale alle 2.30. E io, come sempre, mi sveglio pochi minuti prima di lui. Dicono che le mamme sviluppino le antenne... ed è proprio così. Lenticchia infatti non arriva mai a piangere per la fame di notte, perché riesco a svegliarmi ai suoi primi stiracchiamenti. Sarebbe un modo anche per tutelare il riposo del papà, che però ormai ha il sonno leggero e spesso si sveglia pure lui.
Ma stanotte, per l'appunto, Lenticchia è andato oltre il suo orario. Il primo ad accorgersene è stato il mio corpo: quando mi sono svegliata, infatti, il pigiama e il lenzuolo erano umidi di latte... Mi succede molto di rado di perderlo, visto che non ho una produzione così ingente.
Guardo la sveglia: sono le 5 passate! Tendo l'orecchio e capisco che Lenticchia si sta svegliando. Il tempo di alzarmi e di portarlo in bagno per il pit-stop (cambio pannolo notturno velocissimo) ed è pronto per la pappa. Quando lo attacco al seno sono le 5.15. Dieci ore dall'ultima poppata, appunto. E così si salta anche l'aggiunta di latte artificiale, visto che di mattina ne ho abbastanza per sfamarlo.
Se Lenticchia fosse perfetto, dormirebbe dalle 21 alle 7.
Diciamo che è un obiettivo.
Bisogna sempre puntare in alto, no?
| Peso (gr) | Lunghezza (cm) | Circ. cranica (cm) | |
| 21/11 (nascita) | 2.735 | 49 | 35,5 |
| 24/11 (dimissione) | 2.485 | ||
| 30/11 (prima visita) | 2.650 | ||
| 15/12 (seconda visita) | 3.180 | 37 | |
| 7/1 (terza visita) | 4.250 | 55 | 39 |
Mi sto godendo le prime ore da sola, solissima, con il cucciolo.
Eh sì, perché siamo tornati a casa dall'ospedale venerdì 24 novembre, e abbiamo avuto soltanto sabato 25 a disposizione per dare una sorta di imprinting al nucleo familiare.
Poi domenica 26 è arrivata la nonna paterna... e io già lunedì ero caduta in depressione. Non post-parto, ma da suocera!
Già i primi giorni da mamma non devono essere facili per nessuno, ma viverli assieme a una semi-sconosciuta è stato davvero complicato. Immaginate di avere una generalessa in piedi davanti a voi, stile avvoltoio, durante i vostri primi, ardui, tentativi di allattamento, con commenti tipo: "Ciuccia? No che non ciuccia. Ma questo bimbo ha ancora tanta famona! Bisogna dargli un biberon! E non si può mica far piangere questo povero ciricillino"...
Per carità, come nonna è dolcissima, e a Lenticchia è piaciuto molto essere coccolato da lei. Inoltre mi ha dato spesso una mano, permettendomi di fare una doccia in tranquillità, o di uscire per fare commissioni urgenti, tipo le pratiche all'Inps per la maternità. Io poi pensavo di essere molto meno attiva, dopo il parto cesareo, e di essere quasi costretta a letto, cosa che - fortunatamente - non è successa. Se poi mi sono rifugiata spesso nel lettone, è stato per sfuggire al dovere di fare conversazione tutto il giorno, che mi stremava.
Insomma, avere la suocera in casa ha avuto lati positivi e negativi. Ma il fatto è che, come novella famiglia, avevamo bisogno della nostra intimità. Quindi si può dire che la nostra avventura di mamma, papà e cucciolo sia cominciata soltanto ieri, quando la nonna è partita. E Lenticchia ci ha regalato una bella domenica fino a metà pomeriggio, quando è stato colpito da una sonora colichetta, con il tipico pianto inconsolabile e le gambette scalcianti, che lo ha fatto piangere fino a sera... tanto da farmi rimpiangere la presenza della suocera!
Per fortuna c'era il papà, che ha il potere di riuscire a calmare il cucciolo tenendolo sulla spalla. La fiorentina al sangue che c'eravamo preparati per cena ce la siamo mangiata a turno. Poi, "Broken flowers" di Jim Jarmush ha fatto addormentare sia me che Lenticchia. Cinque ore di sonno consecutive, fino alle 3.30.
Lo dico sottovoce, eh, per scaramanzia. Lo so che non sarà sempre una pacchia. Ma sto dormendo più ora di quando ero incinta...