Il tempo vola e io faccio sempre più fatica a stare dietro a questo blog. Vorrei appuntarmi tutti i piccoli grandi progressi di mio figlio, le scoperte, le gioie, i capricci...
Anche perché da quando ha cominciato la materna è cresciuto tanto. Soprattutto nel
linguaggio. Abbiamo notato un'evoluzione esponenziale nelle prime due settimane di frequenza. Ad esempio, nel
questionario conoscitivo compilato per la scuola scrivevo:
Il suo linguaggio è comprensibile a tutti? No ("parla" da poche settimane e in media pronuncia solo due sillabe di ogni parola - ex. lino = pannolino)
Ora (anche se continua ad "accorciare" certe parole, ma più che altro per pigrizia: "lino" può essere pannolino, topolino, giornalino...) dice frasi lunghe e complete, spesso molto buffe.
Una che ripete di frequente negli ultimi giorni, e che mi fa ovviamente sciogliere, è: "
Per fortuna che c'è la mamma!". Immagino che sia dovuta a qualche lettura a scuola, ma preferisco non indagare e godermi questa sua dichiarazione di fiducia. Un'altra è "
non si fanno quetti ccherzi a un bimbo che gioca!", pronunciata la prima volta quando, mentre era impegnato a giocare, il papà gli è arrivato da dietro e gli ha fatto il solletico...
E' poi diventato molto curioso sulle parole scritte. Spesso mi chiede: "Cosa c'è scritto qui?". Così ho preso in biblioteca un testo di
Glenn Doman, "Leggere a tre anni". Lungi da me l'idea di insegnargli a leggere, lo metto subito in chiaro. Però mi sembra giusto rispondere alla sua curiosità nel modo migliore. E' un libro comunque molto interessante perché spiega il funzionamento del cervello e quindi il meccanismo dell'apprendimento nei bambini piccoli. E ho subito trovato una rispondenza in Gabo (senza provare ad applicare il metodo Doman, che peraltro ancora non conosco perché sono a metà lettura).
I bambini, spiega lo studioso, sono in grado di riconoscere delle parole, ancor prima delle lettere dell'alfabeto. E sapete qual è la
prima parola che Gabo è stato in grado di leggere?
...
IKEA!
Non a caso, è una parola che a casa nostra compare un po' ovunque, dai pupazzi ai mobili ai piatti ai sacchetti ecc.ecc. E l'Ikea è anche un posto dove gli piace andare e dove andiamo di frequente, visto che è vicino a casa nostra (e ci andremo sempre più spesso, con il trasloco in vista).
La seconda parola che Gabo ha imparato a riconoscere in questi giorni è
STOP, grazie al garage multipiano con cui gioca da mesi. E poi anche
UP e
WALL-E...
Non solo cultura filmica dinseyana, però. La sua ultima passione, infatti, è
KUNG FU PANDA. Il film gli piace moltissimo e in biblioteca abbiamo preso anche un libro. Il problema è che cerca di allenarsi buttandosi dal divano...