"
Mamma, fuoi".
Gabo ha le idee chiare, domenica mattina: vuole uscire. Il cielo è grigio, non promette bene, ma con calma ci vestiamo e ci prepariamo per fare un giretto. Tutt'al più, andiamo in centro in macchina a comprare il giornale. Ma non faccio in tempo ad allacciargli le scarpe che si scatena il
diluvio...
"Gabo, non possiamo uscire, piove forte, guarda...".
E lui, serafico: "
Bello!". Che in realtà vuol dire: "Embè, che mi importa, prendiamo l'ombrello".
Ma non è proprio il caso di uscire, oltretutto a pranzo abbiamo un ospite. Trattiamo per la visione di "Cars".
Nel pomeriggio, appena si sveglia dal riposino, reitera la richiesta: "
Mamma, fuoi".
Ma piove forte.
Faccio una veloce ricerca su internet, per vedere se la città offre qualche opportunità per un
pomeriggio piovoso con bimbo di due anni e mezzo.
Nulla di nulla.
Mi viene l'illuminazione: "Andiamo a fare
un giro all'Ikea".
Sì, lo so, è triste pensare che l'unica alternativa ad una domenica piovosa sia un
centro commerciale, ma questo offre la città se non hai parenti con bimbi da andare a trovare, né d'altra parte ti puoi auto-invitare a casa di un amichetto all'ultimo momento.
Arriviamo all'Ikea e, ovviamente, la mia stessa idea era venuta a
centinaia di famiglie. E' l'unica attività aperta tutte le domeniche, nessun altro centro commerciale oggi fa aperture straordinarie. Troviamo parcheggio lontano e comunque per Gabo è una festa correre sotto la pioggia.
All'ingresso vedo una ventina di genitori accalcarsi in coda per lasciare i bambini al "
parking", dove la mega-vasca con le palline e tanti giochi guidati da educatrici rappresentano l'
unica possibilità di svago della città. Gabo è ancora troppo piccolo (accettano bimbi dopo i 3 anni) e quindi prendiamo l'ascensore per dirigerci al reparto delle camerette.
Lì c'è un
piccolissimo scivolo, con tanti "duenni" in fila. Gabo fa su e giù per una dozzina di volte, poi ci spostiamo in una
cameretta, dove si diverte per un po' con una lavagna e altri giochi, poi di nuovo sul carrellino e via, alle casse, senza
nessun acquisto, anche perché l'attesa per pagare è almeno di mezz'ora.
Ecco, domenica pomeriggio ce la siamo "passata" così.
Ma è possibile che
una città che si considera "
amica dei bambini e delle bambine"
non offra un luogo dove passare un'oretta in una domenica di pioggia??