Oggi Lenticchia compie
11 mesi. E li ha festeggiati con il
terzo raffreddore consecutivo, in nemmeno due mesi. Lo sto imbottendo di Rimikind, vedremo come va. Per ora la certezza è che di notte si sveglia ogni due ore o anche più spesso. Siamo lievemente distrutti.
Comunque nel pomeriggio siamo usciti (era una questione di sopravvivenza di mamma e papà... in casa due giorni di seguito con la belva non si può resistere!). Siamo andati in un
centro commerciale vicino a casa, oggi in apertura straordinaria. Dovevamo comprare un paio di
scarpine, richieste dal nido: le dade sono stanche di rincorrere il pupo a piedi nudi., visto che i calzini se li toglie di continuo. Ah, ecco forse da dove deriva il raffreddore...

Acquisti a parte, ne abbiamo approfittato per sottoporre Lenticchia al suo primo
taglio di capelli. Ormai la frangia gli arrivava alla bocca...
E' andata benino, nel senso che una parte del lavoro dovremo rifinirla noi: la parrucchiera ad un certo punto gliel'ha data su. Ma io lo capisco, Lenticchia: il rumore della macchinetta tosatrice era troppo interessante per stare fermo, eh.
Il giorno del suo undicesimo complemese segna poi la sua prima, incontrovertibile,
parola con senso compiuto:
TRE.
Be', in realtà già da diverso tempo dice
mamma-mamma. Però lo dice anche al papà, oppure quando è contento, o in generale per richiamare l'attenzione. Ma poche sere fa è stato inequivocabile: si è proprio rivolto a me, quando sono rientrata dal lavoro, e con tono esclamativo. MAMMA! Mi ha riempita di orgoglio, ovviamente. Ma con un pizzico in più di senso di colpa...
Ieri, invece, ci ha colti di sorpresa. Il papà lo stava facendo giocare a vola-vola: e uno, e due... Visto che il tre, con relativo volo in aria, tardava ad arrivare, l'ha detto lui:
té. E' stato tenerissimo... e l'ha pure ripetuto pochi istanti dopo, sempre per completare la conta.
Adesso comincia un periodo molto divertente. Ogni
parolina nuova ci ripagherà delle fatiche e del sonno perduto. Poi arriverà il giorno in cui, all'ennesimo "perché?", rimpiangeremo l'età di Lenticchia in cui "
a-ta-tai" e "
toti-doi" erano le sue espressioni preferite.