Oh oh... sono mamma!

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Utente: madainoncicredo
Una che a 40 anni si è trovata una "lenticchia" nella pancia, a 41 è diventata mamma, a 43 si è sposata, e ancora non ci crede!
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lunedì, 30 aprile 2007

Nuovo corso

L'ho fatto: ieri ho portato Lenticchia in una piscina diversa da quella del superbagnetto con polemica. E ho potuto sperimentare un approccio sicuramente più vicino alle mie aspettative!

In vasca c'erano almeno una trentina di bimbi di varie età (oltre ai genitori) e quattro o cinque istruttori. Io ho detto che per noi era la prima volta (be', in effetti era la prima volta in quella piscina...) e l'istruttrice-capa mi ha detto subito come tenerlo (con le mani sotto le ascelle, davanti a me) e mi ha spiegato come trascinarlo in acqua, camminando nella vasca all'indietro. Poi mi ha indicato un modo alternativo (a dorso, con la testina appoggiata sulla mia spalla). Ogni tanto si avvicinava per vedere come andava, e giocava a spruzzare l'acqua in faccia a Lenticchia, oppure gli faceva le facce buffe. Quindi mi ha portato un tubo dove ha "infilato" Lenticchia, che si è divertito un mondo a muovere le gambe a bicicletta in acqua!

La lezione (durata mezz'ora) è finita con un maxi-girotondo collettivo, a base di canzoncine con salti, spruzzi e movimenti vari.

Ecco, questo mio breve resoconto credo che sia la miglior risposta al responsabile del corso che invece mi ha delusa. Lui sostiene che "in educazione si possono scegliere strade molto diverse. Anche quella della prestazione e del risultato a scapito del percorso e della gioia di percorrerlo insieme". Be', non si può certo parlare di "prestazione" nel "nuovo corso" di acquaticità che ho intrapreso con mio figlio. Non pretendo che impari a nuotare o tuffarsi a 5 mesi. Ma che un'istruttrice mi segua e mi dia un minimo di competenze, sotto forma di gioco ovviamente, questo sì, lo pretendo. E altrove, guarda un po', lo ottengo.

postato da: madainoncicredo alle ore 16:36 | link | commenti (5)
categorie: piscina
venerdì, 27 aprile 2007

Cucciolissimo bravissimo

E anche la prova-vacanza è stata superata a pieni voti!
Innanzitutto, grazie alla lista (pubblicata in calce a questo post, nella versione final cut), non mi è mancato nulla. Be', a parte il mio pigiama...
Poi Lenticchia è stato davvero un cucciolissimo bravissimo, come lo chiama il papà.

Il viaggio in auto, di circa 4 ore, l'ha sopportato abbastanza bene. Ha patito solo l'ultima mezz'ora, all'andata, perché noi, approfittando del suo lungo sonnellino, eravamo arrivati oltre la sua ora-pappa. Al ritorno è andata molto meglio, con pausa in autogrill programmata a metà viaggio per il ristoro di tutti e tre.

Durante questi 4 giorni, inoltre, Cucciolissimo Bravissimo ha sopportato stoicamente il tour de force di visite ad amici e parenti con relativi sballottamenti su e giù dalla macchina. Ma sempre affrontati con il sorriso, e relativa coda di pavone dei genitori.

Il vero banco di prova, però, era la nanna. Lo ammetto: ero agitatissima la prima sera ma anche le successive. Visto che, da quando è nato, Lenticchia non ci ha mai fatto perdere una notte di sonno, ci aspettavamo che succedesse in occasione di questa vacanza. E invece no: è stata promossa anche la culla da campo, una specie di tendina canadese "pop up", che "scoppia" quando la si toglie dalla sua borsa. In media Cucciolissimo Bravissimo ha dormito 11 ore a notte, con un paio di brevi risvegli, superati semplicemente con il ciuccio e qualche carezzina sul viso. Be', certo, la culla di casa è un'altra cosa. La prima notte dopo il rientro ha dormito 13 ore di seguito...

Devo poi segnalare una constatazione dolce-amara, di cui ho avuto più riscontri in questa vacanza.
Un papà affettuoso con infante sorridente di 5 mesi in braccio attira frotte di ragazze sotto i 30 anni pronte ad elargire coccole... ad entrambi.
Una madre affettuosa con infante sorridente di 5 mesi in braccio attira frotte di nonne querule pronte ad elargire confronti e consigli.
Insomma, il papà cucca, la mamma altroché.
La parità tra i sessi, anche in questo caso, è decisamente lontana.


In viaggio con Lenticchia a 5 mesi:

Dormire:
- culla popup
-
cuscino di grano saraceno
- lenzuolino da sotto e federa
- sacco nanna
-
ceratina salva-pipì
- copertina
in pile

Mangiare:
- Bibe (4 da 180 + 2 da 125)
- latte in polvere e liquido
- scaldabibe da casa e da auto
- thermos con acqua calda

- omogeneizzati di frutta, cucchiaino
- scovolino, detersivo piatti

Toeletta:
- Pannolini
- Salviette
- teli fissan
-
fasciatoio portatile
- protezione solare (Vichy 30, per ora)
- forbicine,
limette

Abbigliamento:
- pigiamini (almeno uno ogni due giorni)

- body (almeno uno al giorno)
- Pantaloni, magliettine, magliette con il collo alto,  felpe, maglie di lana, camicie, bavaglini (tanti!)
- Un paio di tute
- calzini, due paia di scarpine

Attrezzature:
- Passeggino + ovetto e base ovetto
- ombrellino
- parapioggia

- marsupio

Varie:
- Ciuccio (meglio 2)
- qualche amico per non sentirsi solo (sonaglino, libro stoffa, dodo)
- Borsa blu (quella per il cambio rapido, con asciugamano, un pannolino, salviette, un cambio etc)
- libretto della salute
- medicine:
termometro, tachipirina gocce, soluzione salina, Narhinel, Efferalgan supposte


postato da: madainoncicredo alle ore 18:49 | link | commenti (11)
categorie: vacanze, nanna
sabato, 21 aprile 2007

Cinque mesi fa

Tuo padre arrivò la mattina alle 7 con il giornale.
Io ero stata ricoverata il pomeriggio del giorno precedente. Esami del sangue, cena leggera, camomilla e a nanna. Tutto secondo programma.
Eh sì, perché il giorno della tua nascita lo conoscevamo già da tre settimane.

Nessuna attesa delle contrazioni o della rottura delle acque, nessuna conta (dieci minuti, cinque, tre... ci siamo!), nessuna corsa in ospedale. Nulla di tutto questo. Eppure, te lo assicuro, anche un parto cesareo programmato può essere emozionante.

Verso i sette mesi ti eri posizionato a testa in su. Il contrario di quel che dovrebbe succedere. Ma tu, caratterino, hai deciso così. E lo hai deciso anche per fare un piacere a me, che temevo il parto naturale per i due interventi alla schiena subìti in passato.

Così, sapevamo che saresti nato il 21 novembre.

Quella mattina tuo padre mi scattò un paio di foto mentre leggevo il giornale in corridoio, in piedi, in camicia da notte, vestaglia e ciabatte. Due ore dopo saresti nato.

Verso le 8 un'infermiera mi preparò per l'intervento. "Poi passo per la profilassi per questa faccenda dell'endocardite batterica...".
Endoche?
"Sì, l'endocardite batterica, c'è scritto nella sua cartella".
"Io non ho la più pallida idea di cosa sia, non l'ho mai sentita nominare!".
"Sono sicura, c'è scritto, comunque ora controllo".
"Se mi avete trovato qualche malattia con gli esami di ieri voglio saperlo, ma vi giuro che io non ho mai avuto 'sta cosa!!!".

Cominciai ad essere un tantino nervosa. Quando tornò, si scusò ("c'è stato un errore") e mi diede due pillole. Le guardai con sospetto: "E queste a che servono?". "Si danno a tutte, è un antibiotico". Uhm.

Quindi arrivò l'infermiera della sala operatoria. Io nel letto, impietrita, a pensare a quel che stava per accadere. Tuo padre di fianco a me, sorridente ma teso.
"Ti amo", "ti amo".
Chissà che cosa si prova, a stare dall'altra parte della porta.

Entrammo nell'anticamera della sala operatoria e mi fecero accomodare su un lettino gelido. In fondo al corridoio, la ginecologa che mi avrebbe operata. Avevo saputo il suo nome soltanto il pomeriggio precedente, ed era il peggiore che mi potesse capitare tra tutti i ginecologi dell'ospedale. Quattro mesi dopo, sarebbe andata in pensione.
"Questa è l'endocardite batterica?", urlò con voce stridula. E dentro di me un grido soffocato: "No, cavoli, non sono io! Ci sarà stato uno scambio di persona!!". Per fortuna l'infermiera replicò subito: "No, non è lei".

Mi portarono in sala operatoria. L'equipe era in gran parte femminile, a parte un ostetrico e un ginecologo di supporto. Ero il loro primo intervento della giornata e chiacchieravano del più e del meno. Mi misero a sedere per l'iniezione nella schiena: anestesia spinale, simile all'epidurale ma più profonda. L'anestesista cominciò a inveire contro le mie vertebre: "Non trovo lo spazio!". Così, tanto per favorire il mio rilassamento... Pochi secondi dopo cominciai a non sentire più le gambe. Una sensazione agghiacciante.

"Ah, purtroppo c'è un problema". Sentiamo... "Nella sua cartella non c'è l'esame dell'Hiv, le dobbiamo fare un prelievo, serve il suo consenso". Come non c'è? Ieri l'ho portato, come tutti gli altri esami!
"Guardi, l'infermiere si deve essere dimenticato di trascriverlo. Le facciamo un prelievo, firmi qua". Pure questa...

Mi aiutarono a sdraiarmi, ormai fantoccio nelle loro mani, e mi legarono con le braccia aperte a croce. Cominciai a piangere. Finalmente la paura si sciolse... Desideravo conoscerti, ormai pochi minuti mi separavano da te, ma avevo il terrore che qualcosa andasse storto. Se avessi potuto, sarei tornata indietro per rivivermi tutta la gravidanza, giorno per giorno. Ti ho amato così tanto, dentro di me... sarebbe stato lo stesso anche fuori?
 
Sentivo sempre più freddo, le loro voci lontane e distorte, come sott'acqua. Un lenzuolo mi impediva la vista del mio corpo dal seno in giù.
Cominciarono ad armeggiare sul mio ventre. Io cercavo di capire cosa facessero, chiesi anche spiegazioni, avrei voluto sapere attimo per attimo quello che stavano facendo. "State tagliando?", "Non ancora, la stiamo preparando...".
L'anestesista era seduta di fianco a me e cercava di distrarmi. Sentivo la gola serrata, come se l'anestetico fosse salito fino alla trachea. "Non respiro bene...". Mi misero la maschera dell'ossigeno. Da quel momento i ricordi sono confusi. Ma non posso dimenticare la ginecologa che dice con tono sgradevole "ecco, mi ha inondata di liquido amniotico...". Poi un movimento ritmico, come un mattarello sulla mia pancia. Una voce indistinta annunciò: "Il sedere è fuori!".

Intuii movimenti concitati attorno al mio corpo.
"Qualcuno le aveva fatto la stima del peso fetale?", mi chiese la ginecologa. "E' un ragnetto...".
Come? Cosa?? "Dottoressa, l'ultima ecografia me l'aveva fatta lei alla 32.a settimana... allora era di 2 chili e 200, l'ha detto lei...".
Silenzio.

Ma allora sei nato. Loro ti vedono! Perché non piangi? Che cosa sta succedendo? C'è qualcosa che non va??
Non so che cosa dissi con esattezza, in quei lunghissimi secondi, ma un'infermiera mi tranquillizzò: "E' un bambino normalissimo, signora, non si preoccupi". E finalmente sentii la tua voce.

Un minuto dopo ti appoggiarono sul mio petto, davanti ai miei occhi. Non potevo abbracciarti e non riuscivo a guardarti in faccia. "Gabriele, amore mio, hai una mamma vecchia... - dissi - sono presbite, non ti vedo!". Non è la frase più romantica che una madre possa dire a suo figlio al primo incontro, lo ammetto. Ma è così che andò.

Poi ti portarono via da me: ti misero in termoculla e ti portarono fuori, dal papà. Assieme andaste nella nursery, dove saresti dovuto rimanere in osservazione un'ora. E' prassi. Intanto mi ricucivano, un'operazione interminabile. Ma il vero intoppo fu burocratico: la ginecologa era sparita senza firmare la cartella. Dimenticanza che mi costrinse a rimanere nell'anticamera della sala operatoria per un'altra mezz'ora. Ero furiosa! "Ho visto mio figlio per un minuto, fuori non hanno idea di cosa stia succedendo, è un'ora e mezza che sono qui dentro, voglio uscire!!!".

Finalmente mi portarono fuori. Tuo padre aveva gli occhi lucidi: "E' bellissimo...".

Arrivammo in camera. Ero paralizzata dal seno in giù ma la lingua funzionava benissimo. Cominciai a parlare a velocità doppia, forse per effetto dell'ossigeno. Ero ipereccitata, volevo raccontare com'era andato il parto ma volevo soprattutto vedere te. E invece tardavi ad arrivare... Mandai tuo padre alla nursery due volte, per avere notizie. "Devono aspettare che torni la pediatra, è a fare il giro delle visite, manca la sua firma...".
Ma sta bene? E' tutto ok?
"Sì, sta bene".
Quanto pesa?
"Due chili e 700".
E' piccolino... non ci saranno complicazioni?

Tenevo l'occhio fisso sulla porta della camera. Non riuscivo più a dire niente, ad ascoltare nessuno. Tuo padre mandava messaggi ad amici e parenti. E io fissavo la porta della camera.

Finché non arrivò l'infermiera della nursery con la culletta.
Dentro c'eri tu. Con la tutina azzurra, la prima che avevo acquistato per te, in agosto, nella città di tuo padre. Ci tenevo che ti affacciassi alla vita con un po' di Liguria addosso.
Dormivi, placido.
Tuo padre ti prese dalla culla con una delicatezza infinita e ti appoggiò sul letto, di fianco a me.
Ci abbracciammo, finalmente in tre, e cominciammo a piangere.

Tu, per noi, sei nato così. In quel momento.
Cinque mesi fa.

postato da: madainoncicredo alle ore 15:07 | link | commenti (22)
categorie: parto cesareo
venerdì, 20 aprile 2007

Corsi e ricorsi

Se il corso di acquaticità - almeno per il momento - è deludente, c'è un altro corso che ho gradito molto: quello di massaggio infantile. Avrei voluto descriverlo lezione per lezione, ma per questo esistono siti specifici. Ci tengo però a consigliarne la frequenza a tutte le neomamme. Io, oltretutto, sono stata fortunata: il corso era gratuito, offerto dal Comune dove risiedo, ben organizzato e con una istruttrice molto dolce.

Anche se - ehm ehm, lo ammetto - non è che poi abbia messo molto in pratica ciò che ho imparato. Insomma, un massaggio completo a Lenticchia, finito il corso, non l'ho più fatto. Un po' per pigrizia mia, un po' perché mi è difficile trovare una mezz'ora da dedicare a questa attività. Sarà che Lenticchia dorme tanto... e quando è sveglio mangia, gioca oppure andiamo a spasso. E poi a me non piace maneggiare l'olio. Anche se l'ho rispolverato proprio in occasione dei superbagnetti in piscina: la pelle gli si secca moltissimo, e così, dopo la doccia, lo stendo sul fasciatoio e lo massaggio un po'.

In compenso, c'è qualcosa che mi hanno insegnato al corso che a Lenticchia piace moltissimo e che gli propongo quasi quotidianamente. Sono alcuni semplici esercizi di stretching per neonati. La prima volta che l'istruttrice di massaggio ce li ha mostrati (su una bambola, come sempre), abbiamo strabuzzato gli occhi: ma non si rompono i bimbi, a fargli fare quelle cose??? No, non si rompono. Anzi, Lenticchia si diverte un sacco, quando gli incrocio un braccio al piede opposto (impossibile spiegarlo, bisogna vederlo per capire) oppure quando gli faccio fare la posizione del loto con le gambe.

Ne giorni scorsi, inoltre, ho portato Lenticchia a un corso di musica. In realtà per lui era un po' prestino, visto che sarebbe per i bimbi di almeno 6 mesi e lui ne aveva appena 4 e mezzo. Però ci sono andata per curiosità, e per valutare se ne valeva la pena di iscriverlo a settembre.

Be', per me non ne vale la pena. Almeno finché non riuscirà a camminare, correre, ad essere un po' più autonomo insomma. L'idea di base mi è piaciuta: con canzoncine, filastrocche e semplici attività ritmiche, si stimola l'apprendimento per via naturale, per imitazione dei genitori insomma. Il problema è che Lenticchia ancora non sta seduto da solo, quindi ve lo immaginate dargli un tamburello o delle bacchette in mano? Inconcepibile. E una parte della lezione consiste in corsette, girotondi e acchiapparelli a tempo di musica. Ok per i bimbi più grandicelli (le classi sono miste, si arriva sino ai 6 anni), ma io mi sono dovuta fare una mezz'ora di salti, corse e balli con una zavorra di 6 chili e mezzo in braccio!

No, grazie. Per la musica, al momento, facciamo da soli. Abbiamo aggiunto Fra Martino Campanaro alla nostra hit list. Tutto il resto, all'occorrenza.
postato da: madainoncicredo alle ore 18:59 | link | commenti (6)
categorie: tempo libero, piscina, massaggio infantile
giovedì, 19 aprile 2007

Debutto

Ieri Lenticchia ha debuttato nel mondo letterario in carne ed ossa. Ha infatti partecipato alla presentazione di un libro. Non particolarmente adatto a lui, a dire il vero: il titolo è "Omissis", sottotitolo "Delitti, stragi, faccendieri e Servizi segreti. L'Italia degli intrighi in undici racconti".

A presentarlo c'erano due degli autori. Uno è un mio caro amico, che conosce bene il mio primo blog ma, poiché non ci vedevamo da mesi, ignorava la "succursale" aperta in gravidanza e tanto più il presente "seguito".

L'altro autore è un mio collega, cioè uno che fa il mio stesso mestiere, ma che non conoscevo di persona. Quando mi presento, mostra di sapere chi sono ma soprattutto - e a sorpresa - conosce persino Lenticchia. "Lui è il protagonista del tuo blog, allora! - mi fa - ci sono capitato una volta, mentre ero in redazione...".

Argh! Sgamati... Pensavo che tra i miei lettori ci fossero solo amici diretti, conoscenti virtuali e qualche visitatore proveniente dai motori di ricerca. Chissà come ci è capitato, il collega. Ho preferito non chiederglielo.

A presentare gli autori arriva un altro scrittore di mia conoscenza, un insegnante del corso di scrittura creativa da me frequentato alcuni anni fa (e da cui è nato ancora un altro blog). "Hai visto che cosa ho creato stavolta?", gli dico, mostrandogli con tipico orgoglio materno un Lenticchia in pieno sonnellino post-passeggiata.

Ormai il quarto d'ora accademico è passato e ci si deve accomodare in sala. Mi siedo in prima fila, strategicamente accanto alla porta, per fuggire al primo lamento filiale. E il "presentatore" pensa bene di introdurre l'incontro accennando alla presenza del giovanissimo ascoltatore (ancora nel mondo dei sogni), spiegando agli astanti che si tratta di un bimbo "nato su un blog" e che è al suo primo incontro letterario.

Ri-argh!

Si comincia a parlare di misteri e in particolare di mafia cinese. L'argomento mi interessa, ma Lenticchia non è dello stesso parere. Lui preferirebbe sentir parlare di biberon e culla, visto che è ormai ora di cena (sua). Mi alzo e resto ancora un po' di tempo fuori della porta, ma la passeggiata di un quarto d'ora che mi separa da casa e l'educato lamentino di mio figlio mi convincono ad avviarmi.

Cammino di buon passo e penso a quanto accaduto.

Così mi viene un'ideuzza.

Quasi quasi io gli faccio scrivere un libro, a Lenticchia...
postato da: madainoncicredo alle ore 18:40 | link | commenti (3)
categorie: tempo libero

Vocabolario

Durante la gravidanza (e in molti casi anche durante la ricerca del concepimento), si impara il significato preciso di tantissime parole. Alcune mai sentite prima.

Una di queste è capoparto.

Da ieri pomeriggio so esattamente che cosa significa...
postato da: madainoncicredo alle ore 09:11 | link | commenti (9)
categorie: vita quotidiana, tappe
mercoledì, 18 aprile 2007

E lo chiamano corso

Sono appena tornata dalla quarta lezione del corso di acquaticità. E sono imbufalita.
Infatti ho finalmente avuto la prova che il corso si traduce in un superbagnetto nel cloro. E nient'altro.

La prima lezione, che mi costò una faticaccia, dal punto di vista del contenuto la posso riassumere così: l'istruttrice mi tiene il bimbo, entro in acqua, me lo passa. Chiedo cosa devo fare: "Ah, niente, oggi è solo per prendere confidenza. Tienilo in braccio". Chiacchiero mezz'ora con le altre mamme con Lenticchia in braccio, poi mi accorgo che ho le mani grinze e penso di uscire. L'istruttrice mi tiene il bimbo, esco e me lo passa.

Seconda lezione: la saltiamo perché diluvia e il giorno dopo Lenticchia ha la seconda dose del vaccino.

Terza lezione: chiedo alle altre mamme cosa hanno fatto la volta precedente e mi dicono "niente, come la prima volta". Entro in acqua, l'istruttrice tiene il bimbo e me lo passa. E ora cosa si fa? Nulla. Si sta in acqua con il bimbo in braccio a chiacchierare tra mamme.
Comincio a innervosirmi e chiedo all'istruttrice: ma come devo tenerlo? Posso fargli fare qualcosa? "Devi assecondarlo...". Sì ma tu ci spiegherai qualcosa? Che so, lo tengo a pancia in giù o in su? "Vedete voi...".
Ma il corso in cosa consiste? "In presa di contatto con l'acqua". E faremo altro? "Mah, dipende, cambiano tanto i bimbi in due mesi...".

Quarta lezione
(oggi): idem come sopra. Mi girano quelle-che-non-ho e affronto l'istruttrice: scusa, sai, ma ho parlato con altre mamme e loro già alla quarta lezione fanno scivolamenti, esercizi, immersioni e persino tuffi! "La nostra teoria è diversa. Noi assecondiamo i bambini e siamo attenti al loro sviluppo. Non li vogliamo forzare. Se vuoi, sei ancora in tempo a ritirarti".

Quelle-che-non-ho hanno cominciato a girare così vorticosamente che quasi mi alzavo in volo!!! E adesso dove lo trovo un altro corso??? Ormai stanno tutti finendo... Se l'avessi saputo che il loro fantomatico "corso di acquaticità" consisteva in "ingresso libero in piscina con aiutante per la doccia" ovviamente non mi sarei iscritta!!!

MIca pretendo che Lenticchia diventi sub a 6 mesi! Anche se io sono subacquea con brevetto a -30 metri, ho imparato a nuotare a 38 anni... quindi lui può aspettare. Ma almeno vorrei sapere come posso tenerlo, o come si fa a "stare attenta al suo sviluppo".

Purtroppo non avrò altre possibilità per fare un corso di acquaticità, visto che a settembre tornerò a lavorare, con turni anche sul sabato.

Sono infuriata, delusa e triste.

Lenticchia, per fortuna, non ne ha risentito. Come le altre volte, si è goduto il superbagnetto e alla fine è crollato addormentato nell'ovetto, dove sta tuttora, ronfante da circa tre quarti d'ora.

Beata innocenza.

N.B. Per completezza di informazione, alle altre mamme il corso piace così. E a giudicare dal numero di iscritti ha parecchio successo. Si vede che io sono una persona esigente... Soprattutto quando pago 73 euro per una lezione a settimana e un totale di 8 incontri.
postato da: madainoncicredo alle ore 14:44 | link | commenti (28)
categorie: piscina
martedì, 17 aprile 2007

Listaaaaa

Io amo viaggiare, o anche solo cambiare orizzonte per un paio di giorni. C'è però un piccolo problema: ODIO fare la valigia. E anche il viaggio in sé mi stressa un po'. Diciamo che vorrei teletrasportarmi con tutta la casa.

Ora immaginate che cosa voglia dire per me la prima vacanza con Lenticchia...

Saranno solo pochi giorni, durante il ponte del 25 aprile, per andare a trovare i nonni e gli amici paterni. Andremo ospiti proprio a casa di un amico semi-single, quindi dobbiamo portarci più o meno tutto, compresi asciugamani e lenzuola.
E' da giorni che sto pensando a cosa portarmi.
La casa intera, appunto.
Be', i mobili li posso lasciare... a parte la culletta da viaggio che ho comprato apposta per l'occasione.

Insomma, è il caso che cominci a fare la lista. Una base di partenza me l'ha data lei... Ora la copio-incollo qui sotto, poi la modificherò man mano che mi vengono in mente le cose.

Questa, insomma, è una lista in progress.*

In viaggio con Lenticchia a 5 mesi:

Dormire:
- culla popup
- cuscino di grano saraceno
- lenzuolino da sotto e federa
- sacco nanna
- ceratina salva-pipì
- copertina in pile

Mangiare:
- Bibe (4 da 180 + 2 da 125)
- latte in polvere e liquido
- scaldabibe (da un paio di mesi non più) da casa e da auto
- thermos con acqua calda
- scovolino, detersivo piatti

- omogeneizzati di frutta, merendine etc per i momenti di emergenza
- Biscotti - Crema di cereali - Pappa (se non vado dalla mia mamma)

Toeletta:
- Pannolini
- Salviette
- teli fissan
- fasciatoio portatile
- protezione solare (Vichy 30, per ora)
- forbicine, limette
- crema repellenti insetti


Abbigliamento:
- pigiamini (almeno uno ogni due giorni)

- body (almeno uno al giorno)
- Pantaloni, magliettine, magliette con il collo alto,  felpe, maglie di lana, camicie (almeno un cambio al giorno, e poi come si fa a sapere se fa freddo??)
- Un paio di tute
- calzini con e senza gommini (tanti), un paio due paia di scarpine, un paio di pantofole

Attrezzature:
- Passeggino + ovetto e base ovetto + ombrellino
- parapioggia
- marsupio

- Seggiolino per la pappa
-
Sdraietta (da un paio di mesi non più)

Varie:
- Ciuccio (meglio 2)
- qualche amico per non sentirsi solo (sonaglino, libro stoffa, dodo)
- Borsa blu (quella per il cambio rapido, con asciugamano, un pannolino, salviette, un cambio etc)
- libretto della salute

Medicine: termometro, oramil, corgard, tachipirina supposte, tachipirina gocce, soluzione salina, aspiracaccole Narhinel, Efferalgan supposte, Levotuss, sciroppo tosse, e adesso noi giriamo con ventolin, antibiotico e cortisone per ogni evenienza, olè, psta di Hoffmann, Fitostimoline, Daktarin, Polaramin e Lichtena

* In rosso le mie aggiunte e variazioni;
* in grigio chiarissimo ciò che non mi serve, per ora, o non mi serve più

postato da: madainoncicredo alle ore 10:21 | link | commenti (24)
categorie: vacanze, acquisti
lunedì, 16 aprile 2007

A passeggio

Qui le novità si susseguono a ritmo impressionante e io non faccio in tempo ad annotarle.

Ieri Lenticchia ha fatto il suo debutto nel passeggino. Anzi, nei passeggini, visto che ne ha due...
Il primo fa parte del trio (marca Neònato, modello Multisport) avuto in prestito da una sua zia.
Il secondo l'ho comprato un paio di mesi fa (Peg Pérego, modello Aria) perché l'altro non entra nel bagagliaio della mia mini-macchina, nemmeno tirando giù entrambi i sedili posteriori. E poi c'è un po' di differenza di peso, come si evince dal nome: 5,8 chili l'Aria, circa 15 l'altro!
In ogni caso, nessuno dei due è comodissimo per Lenticchia. Per ora il pisolino non gli viene bene come nella carrozzina, ahimé. Ma dovrà abituarsi... perché la navicella del trio sta per essere parcheggiata in cantina, in attesa di tornare dalla zia.

Altro passo avanti: Lenticchia ha scoperto di avere i piedi. Da un paio di giorni non fa altro che aggrapparcisi. E ha subito imparato a slacciarsi le scarpe, togliersele e sfilarsi i calzini. Chissà quanto tempo ci vorrà per imparare l'operazione inversa...

Infine, una innovazione alimentare. Ho appena provato a mettergli un cucchiaino di biscottino granulare sciolto nel biberon della merenda. Come tutte le novità, Lenticchia è apparso perplesso. E per finire i suoi 180 ml ci ha messo una mezz'ora abbondante. Forse dovrò passare dalla tettarella numero 2 dell'Avent alla 3.

Mamma mia come cresce in fretta...
postato da: madainoncicredo alle ore 16:51 | link | commenti (6)
categorie: acquisti, nanna, svezzamento, tappe, zie

B-B-B-brrrrrrrr

Lenticchia sta facendo prove tecniche di consonanti. Le vocali ormai le ha esercitate ben bene, e ora sta provando la lettera B. Il problema è che le prove comincia a farle in culla verso le 6...

B-b-b-b

C'è poi una variante che a Lenticchia piace molto: infilare la lingua in mezzo alle labbra.

Ora provate a pronunciare la B in questo modo.

Provato?

Bene. Che cosa ne esce?

Esatto: una simil-pernacchia!

Ora pensate quando si esercita mentre mangia l'omogeneizzato di frutta...

Ecco a voi il gioco preferito di Lenticchia: lo sputa-cibo!

Non oso immaginare quando comincerà la lallazione vera e propria...
postato da: madainoncicredo alle ore 09:19 | link | commenti (8)
categorie: tappe, lallazione