Lenticchia ha fatto nuove esperienze nel weekend.
Sabato mattina ha fatto la sua prima
doccetta. Spero infatti di riuscire a portarlo in piscina, prima o poi, e lì - ho pensato - dovrò pure fargli la doccia, no? E così sono entrata nel box con lui in braccio, con il papà pronto ad acchiapparlo all'uscita con l'asciugamano.
Di primo acchito Lenticchia non ha reagito bene: appena ho chiuso la portina del box ha pianto, forse per il rumore. E' di orecchie delicate... Però ci abbiamo riprovato subito, chiudendo il box con delicatezza. E il secondo tentativo è andato in porto.
La doccetta in sé non lo ha
né entusiasmato né infastidito, proprio come il bagnetto, che noi - genitori pigri - gli facciamo fare solo un paio di volte a settimana. Per me, però, è stato
un problema girarlo, sotto la doccia, per insaponarlo bene dappertutto. Temevo mi sguillasse via! E poi, senza il papà che aspetta lì accanto con l'asciugamano, come si fa in piscina??? Anche la mamma è bagnata e deve asciugarsi!
Accettasi suggerimenti.
L'altra esperienza, decisamente fallimentare, è stata la prima volta di Lenticchia
al cinema, sabato pomeriggio.
No, mica siamo andati a vedere, che so, Gli Aristogatti o Cars. Ma - udite udite - "
L'arte del sogno" di Gondry. Una pizza allucinante.
L'idea di partenza, però, era carina. Si tratta infatti del
CineNido, sottotitolo "
Visioni disturbate", un'iniziativa della Cineteca di Bologna per permettere ai genitori di andare al cinema con pupetti al seguito, visto che - come avverte la newsletter via mail - in sala vige il
diritto di pianto e di schiamazzo. Ci aspettavamo perciò di vivere una situazione divertente, con tanti cuccioli in sala e la possibilità di farli giocare e distrarli durante il film.
Macché...
Si trattava praticamente di una
proiezione come tutte le altre, quindi con buio in sala, audio a tutto volume e pubblico "normale", in gran parte ignaro dell'iniziativa, visto che l'unico avvertimento è una scritta piccola piccola sul cartellone del cinema.
Impossibile lasciare Lenticchia nel passeggino, come avevamo pensato di fare, perché aveva paura e sobbalzava ad ogni rumore. Perciò abbiamo dovuto tenerlo in braccio per tutto il tempo, passandoci la palla e vivendo con un po' di senso di colpa i suoi giustificatissimi lamenti. Così siamo andati via un quarto d'ora prima della fine, tanto il film l'avevamo seguito poco o niente, ed era abbastanza inguardabile.
In sala ho contato, oltre a Lenticchia, altri tre bimbi.
Tutti gli altri spettatori avranno pensato: ma chi sono questi pazzi che vengono al cinema con dei lattanti?
E hanno ragione.
Come ha detto il papà, una rassegna così è pensata per
genitori egoisti.
Perciò, caro Lenticchia, la prossima volta che andremo al cinema sarà per vedere un bel cartone animato.
E mamma e papà, per i film "da grandi", continueranno ad andarci da soli, almeno una volta al mese!